PIU’ CHE UN INIZIO, UNA FALSA PARTENZA…

Lontano dalle affascinanti elucubrazioni psicologiche di Bryan Singer e dal “selvatico” elogio wolveriniano di Gavin Hood, il quarantenne regista inglese Matthew Vaughn ci invita a sfogliare l’annuario scolastico dei supereroi mutanti per farci scoprire chi erano, cosa facevano e come si sono incontrati nell’alba della loro carriera supereroistica.
Siamo insomma davanti alla classica dinamica da “prequel”, una prassi cinematografica che in questo caso sembrerebbe partire avantaggiata in quanto può permettersi di pescare dal ricchissimo vivaio di una delle più fortunate saghe fumettistiche targate Marvel.
Ma in questo X-Men: L’inizio c’è tanta puzza di stantìo unita alla tipica sensazione di pareti friabili e pavimenti scricchiolanti che caratterizza tutte le idee mal realizzate e gli script non adeguatamente sviluppati.
Innanzitutto i personaggi: Vaughn tira in ballo un gruppo di teenager mutanti insicuri e spaesati (fatta eccezione per il lezioso e saccente Xavier/McAvoy sempre pronto a toccarsi la tempia per passare ai Raggi X il suo stupefatto interlocutore o a rimorchiare ingenue studentesse con pomposi “spiegoni” evoluzionistici di sapore darwiniano) e sembra quasi voler innescare un tono leggero e “formativo”, da Happy Days supereroistico.
Ma l’idea del campus per stramboidi, dell’Ivy League geneticamente modificata, non funziona, complice la totale mancanza di carisma (quando non addirittura la palese antipatia) dei soggetti esaminati. Perfino i loro superpoteri sono mediocri: ali da libellula, piedoni prensili e urla supersoniche sono davvero poca cosa, specialmente se resi visivamente in modo “grezzo” e dozzinale.
Anche sul fronte dei cattivi la musica non migliora: una donna-diamante che sembra fatta per pubblicizzare una linea di scadenti prodotti di bigiotteria; un diavolo in giacca e cravatta che appare “plastificato” dalla testa (pardon, dalle corna) ai piedi; un “truzzo” in perenne completo simil-Armani che si diverte a far partire uragani e tornadi dal palmo delle mani; e infine lui, Sebastian Shaw, cattivone interpretato dal grandissimo Kevin Bacon che per quanto ci provi non riesce a ovviare alla mediocrità pneumatica di un personaggio sbiadito e banale, indeciso tra la caricatura del playboy d’alto bordo e il folle guerrafondaio con piani di conquista planetaria.
Conclude la carrellata l’inglorioso bastardo Michael Fassbender che qui di gloria ne cerca eccome ma sempre nel modo sbagliato: alternando cioè sguardi da superduro a piagnistei da eterna vittima, il tutto però senza azzeccare mai il tono e lo stile giusti e senza mai trovare una motivazione autentica alla sua voglia di essere Magnet(ic)o.
A stonare in X-Men: L’inizio è poi tutta quanta la cornice narrativa “retrò” impostata da Vaughn: un delirio citazionista che ruba in modo palese da 007 e a tratti sembra addirittura scimmiottare il Dottor Stranamore.
Ma il gioco è risaputo: Vaughn si diverte a ricreare le atmosfere del cinema a lui caro indugiando in un esercizio dapprima ludico, poi manifestamente onanistico, che toglie fascino e freschezza alla storia.
Ci troviamo a ingoiare insipidi bocconi di guerra (semi)fredda, tra minacce termonucleari, pesanti accenti russi e doppiogiochismi da spy-story sotto l’ombrellone, mentre sullo schermo scorrono lotte fratricide che poco o nulla hanno di interessante e noi ci troviamo a rimpiangere il dito medio di Wolverine/Jackman, sigillo di garanzia sull’unica scena azzeccata dell’intera pellicola.
Ecco dunque che quella goffa balenottera di X-Men: L’inizio si avvia verso il suo amaro destino: “spiaggiare” in un finale balneare con tanto di scaramuccia sulla sabbia, scontate prese di coscienza e “vilipendio di Michael Ironside” (autentico mito del cinema di genere qui riciclato in un cameo che lo spoglia di qualsiasi magnetismo e autorevolezza). Ciliegina sulla torta, il finale iper-didascalico e desolatamente elementare che punta a riempire i vuoti della sceneggiatura con irritanti spiegazioncine da scuole serali e con una finta ironia che non riesce a mascherare del tutto la presunzione sottesa all’intera operazione.





"Perché indossi quello stupido costume da uomo?"
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10 Jun 2011, 8:38 am
Per un film davvero ottimo e che si avvicina ai picchi de Il Cavaliere Oscuro mi sembra una recensione cattiva e insensata. Vedendo il blog: non è che sia un attacco dei cari vecchi fanboy di Nolan a tutto ciò che si avvicina ad essere “capolavoro” in quanto si vuole che Nolan sia l’unico in grado di farli?
10 Jun 2011, 10:24 am
Miseriaccia che recensione cattiva!
mah…
10 Jun 2011, 2:29 pm
Recensione forse un pò esagerata ma se c’è una cosa da dire su questo film è che è molto lontano dai picchi raggiunti dal migliore cinecomic mai visto: The Dark Knight.
11 Jun 2011, 3:21 pm
io non considero TDK un cinefumetto in quanto è un thriller poliziesco che non ha quasi nulla a che fare nè con il fumetto nè con i supereroi. il miglior cinecomic di sempre rimane spiderman 2.
11 Jun 2011, 3:19 pm
@Jack: d’accordissimo, mi sembra veramente una posizione di odio da parte di un fanboy nolaniano!
11 Jun 2011, 3:29 pm
Si, ho notato la stessa cosa. Loghi da Inception, campeggiano in alto nel banner le foto del Joker di The Dark Knight e i personaggi di Inception, senza contare che i blogger si fanno chiamare come quelli di The Prestige. Si, siamo di fronte a fan di Nolan. E si sa, i fan di Nolan hanno il vizio di attaccare altri film/registi se non firmati da Nolan. Se questo film, cosi com è, l’avesse diretto Nolan avremmo avuto una recensione entusiasta…Ma ora negheranno. Fan…
14 Jun 2011, 12:45 pm
Questa è la prima brutta recensione che leggo qui. Sono quasi d’accordo sul voto, ma le motivazioni… ma scherziamo??? i superpoteri non ti sono piaciuti? e chissene… emma frost, la bestia… non li hanno inventati per questo film. Esistevano già. Scimmiottare il dottor Stranamore? E’ offensivo per entrambi i film. Come se gliene fregasse qualcosa di scimmiotare un film del ’64. E il vilipendio di Michael Ironside??? ma dai…
L’unica osservazione giusta? Script non adeguatamente sviluppati. E tutto ciò che ne consegue, a livello di narrazione. Ma i superpoteri per favore no…
17 Jun 2011, 9:30 pm
Sono un po’ stupita da una simile stroncatura, che non condivido, pur rispettandola. A me il film è piaciuto molto e lo trovo perfettamente in linea con la trilogia di X-Men, l’unica saga di cinecomics che abbia mantenuto intatto il livello qualitativo film dopo film, senza scadere nel blockbuster fine a se stesso (a parte Wolverine, che non mi è piaciuto granché).