Voltafaccia: La Giustizia di un Uomo di Heywood Gould

DI BORDEN

Lo sapete perchè certi film, nonostante siano di fattura pregevole e contengano un cast di attori bravi e famosi (per lo meno in qualche momento della loro carriera) finiscono nel dimenticatoio? No? Nemmeno io. Ma del resto, se non ci fossero questi poveri diseredati non ci sarebbe nemmeno Voltafaccia, la vostra rubrica del cuore, quella che vi permette di sembrare, per qualche minuto, i più fighi della vostra banda quelle volte che volete vedere un buon film tutti assieme ma non sapete quale scegliere. Beh, potreste scegliere La Giustizia di un Uomo, risalente al 1991…

E’ sicuramente un titolo che non vi dice niente, anche perchè è un adattamento pessimo dell’originale One Good Cop. E voi ragazze non lasciatevi ingannare, si parla di poliziotti ma anche di molto altro. In questa pellicola infatti trovano spazio drammi famigliari notevoli, e c’è Rene Russo che fa la moglie del protagonista e gioca un ruolo importante. Ma andiamo con ordine.

Non so cosa pensate voi di Michael Keaton. Per me è un ottimo attore, lo è sempre stato. Il motivo per cui la sua carriera si è inabissata, ormai molti anni fa, nonostante prima avesse fatto alcuni film notevoli e di successo del calibro di Batman di Tim Burton, rimane un mistero. Ad ogni modo, in questo film lui è il protagonista, uno sbirro che in seguito a un incidente in servizio si trova a doversi occupare delle tre bambine del suo amico/collega, già orfane della madre. La cosa estremamente brillante è proprio che il film non è solo un poliziesco, nè solo un film sentimentale o solo drammatico.

Invece, quello che abbiamo davanti è un racconto totale, in cui ciò che avviene sul lavoro si ripercuote tra le mura domestiche, e viceversa, all’indomani di una tragedia straziante che non smette di riverberare; e si parla di come la nuova situazione comporti scelte difficili, in grado di creare tensione e spingere a fare scelte discutibili, in grado di rimettere in discussione i rapporti più solidi. E tutto questo senza che la cosa sfoci nel filmaccio strappalacrime o buonista, nossignore. Sceneggiatura, regia e attori (tutti veramente bravi e decisivi) lavorano su più livelli con assoluta disinvoltura, coinvolgendo lo spettatore con suggestioni noir, ma anche da romanzo di formazione, in un certo senso.

Terribilmente vincente e funzionale si rivela la scelta di adottare, per quanto riguarda il lato poliziesco della vicenda, un registro del tutto realistico, evidente anche nelle scene di violenza e di collutazioni. Non ci sono super poliziotti e super criminali, qui ci si picchia alla vecchia maniera, goffamente e senza stile, e in ogni momento i buoni possono fare una brutta fine.

Per non parlare del finale, che ovviamente non vi rivelo. Mi limito a dirvi che si tratta di una soluzione estremamente efficace, logica e soddisfacente. Davvero un buon film, in definitiva.

Posted by Borden | Uncategorized, Voltafaccia

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