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THOR DEVE ANDARE A LEZIONE DAL PRIMO IRON MAN.

TRAMA: in seguito a un violento alterco col padre Odino (Anthony Hopkins), Thor (Chris Hemsworth) viene escluso dal diritto di successione al trono di Asgard ed esiliato sul pianeta Terra, privato dei suoi poteri divini. Lì conosce la scienziata Jane Foster (Natalie Portman), di cui si innamora, e la sua equipe, che ben presto finisce nelle mire dello S.H.I.E.L.D.. Nel frattempo ad Asgard il fratello di Thor, Loki (Tom Hiddleston), trama per ascendere al trono e cerca di impedire il ritorno del fratello…

RECENSIONE DI BORDEN

In cosa potremmo definire davvero riuscito un film come Thor? Forse nel fatto di attenersi allo svolgimento del compitino nel modo più docile, ma sì, potremmo premiare la sua ricercatissima mediocrità. Perchè forse ciò che frega in partenza lo sviluppo di un film del genere è non decidere a monte un target appena un po più esteso di quello adolescenziale comic-dipendente.

Insomma, qual’è il punto nel condurre a buon termine un’operazione come questa? Thor è uno scontatissimo cocktail basico di fantasy, adventure e una spruzzata di commedia, di quelli che se ne vedono da almeno 50 anni.

Eppure, a parte l’efficientismo di alcuni effetti visivi relativi agli scenari, il modo di raccontare la storia e i personaggi è terribilmente arretrato e consunto, usurato e privo di vitalità. Qualcuno dirà, benevolmente, classico.

La cosa peggiore, però, è che nella sua mania di gigantismo il film inciampa in quella che potrebbe essere la sua àncora di salvezza ma, invece di accorgersene e sfruttarla a suo vantaggio, preferisce tirare dritto per la sua strada. L’àncora di salvezza in questione è, come per Iron Man, l’ironia. O, ancora meglio, la commedia.

Di Thor avrò letto due albi in tutta la mia vita, sono molto lontano dall’essere un intenditore in materia. Quello che è certo è che se tutto ciò che il materiale a fumetti offriva era un romanzetto fantasy come quello che ci viene proposto (e ne dubito fortemente), specialmente nelle sezioni asgardiane del film, o se comunque si è scelto a prescindere il registro fiabesco e spensierato, allora l’unico modo per rendere accattivante e scorrevole il racconto era afferrare l’elemento più leggero e moderno (fondamentalmente la parte sulla Terra, soprattutto i rapporti con i tre mortali) e spingere l’acceleratore sulla relazione atipica e frizzante tra la divinità e gli esseri umani, l’unico modo di connettersi con un pubblico appena un po’ più ampio e variegato. In pratica, l’unico modo per far fare a questo blockbuster senza alcuna pretesa il suo lavoro.

Mi dispiace ridurre a una formuletta così banale una tradizione editoriale lunga mezzo secolo o giù di lì, ma se il primo Iron Man ha funzionato proprio per la sua ottima capacità ricombinante di spettacolo, humor e carisma e per la sua meticolosa gestione del ritmo attraverso i codici contaminati della commedia d’azione (in questo film basta nominare Stark per suscitare una risata, a dimostrazione della proverbialità raggiunta dal personaggio), non si capisce perchè Branagh e la sua squadra non abbiano preso esempio per la realizzazione di Thor.

O meglio, ci hanno provato, ma con risultati per lo più mediocri. A parte qualche gag riuscita, specialmente quelle tra il protagonista e una stupenda Natalie Portman (a proposito, non credete a chi dice che lei è il punto debole del film, è solo che va di moda castigarla dopo la sua immensa prova ne Il Cigno Nero), la scrittura che vorrebbe essere brillante risulta sciatta e sacrificata, appena si coglie qualche accenno di una scena potenzialmente interessante, in cui magari lasciar decantare le paturnie dell’eroe e la sua condizione di esule solitario e incompreso, la cosa si spegne subito sullo sfondo. Sicchè il film risulta leggero, leggerissimo, ma anche inconsistente.

Per non parlare del fastidio procurato dal frequente palesarsi del progetto dei Vendicatori, il cui continuo ammiccare da dietro le quinte ci ricorda sempre che forse la funzione primaria di questo Thor è quella di fare da coordinata di atterraggio per il “filmone” che verrà, e che a questo punto dovrebbe destare più timori che speranze. Insomma, guardando al modo in cui i Marvel Studios hanno trattato finora i loro singoli personaggi, cosa dovrebbe fregarcene del crossover in arrivo? Tanto è chiaro che sono film diretti ai fan, e forse neppure a tutti.

E’ un triste paradosso che a dare una sorta di omogeneità alla pellicola sia proprio la mancanza cronica di un’interpretazione: manca a livello concettuale e contenutistico certo, ma langue anche sotto il profilo visivo. Branagh visualizza i mondi fantastici di Thor come un bimbo di dieci anni, e veste i suoi personaggi (per lo più figurine senza un anima e un perchè) come in una puntata di Hercules (o di Xena, non a caso citata con disonesta autoironia).

E Shakespeare lasciamolo riposare in pace, per piacere. Non basta ricoprire di zizzania una famiglia reale per evocare note amletiche, e farlo a sproposito significa solo esaltare l’assoluta povertà letteraria della sceneggiatura, il cui linguaggio non ha nulla della ricchezza lessicale, metaforica e immaginifica tipica del Bardo.

Bocciato sonoramente poi, e per l’ennesima volta, tutto il marchingegno del 3D: immagine scurita dagli occhiali, contorni smaterializzati, completa inutilità dei pochi sbalzi di profondità percepibili; insomma una cosa davvero volgarotta. Quando il 3D è nativo nel migliore dei casi è inutile, quando è riconvertito grossolanamente, come in Thor, è solo una costosissima rottura di scatole.

Poco da dire, ormai. Come ho scritto in apertura, è chiaro che tutta questa dozzinalità non può che essere ricercata e voluta, e probabilmente finirà per soddisfare le aspettative del box-office. Quando il discorso si sposterà finalmente su un Cinema di qualità (che ovviamente comprende anche l’intrattenimento), Thor o no, fatemi un fischio please.

Thor - Recensione di Borden, 4.0 out of 6 based on 11 ratings
Posted by Borden | 28 Apr 2011 | Recensioni

8 Comments

  1. Dimitri
    28 Apr 2011, 1:24 pm

    mai vista recensione più debole e insulsa di questa. ho letto di tutto sul film e condivido ma tramutare i pregi in difetti mi mancava, complimenti.

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    • Anonymous
      28 Apr 2011, 5:55 pm

      Mai letta risposta più debole di questa e mai visto un film più debole di questo. Forse si. Ma sono pochi.

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      • Dimitri
        09 May 2011, 1:04 pm

        rimanendo in campo marvel ghost rider, daredevil, i fantastici 4, i punischer, i due pessimi hulk sono peggiori di questo.

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  2. Storico
    28 Apr 2011, 10:44 pm

    Ho visto il film ieri sera e l’ho trovato molto godibile. L’unica pecca è forse quella di una sintesi eccessiva: avrebbe meritato parecchi minuti di pellicola in più…
    Premetto che non sono un lettore dei fumetti Marvel, ma dei film tratti da quei fumetti ne ho persi ben pochi. A differenza di altri prodotti, il plus di questo film è stato in un respiro “epico” raggiunto da parecchie scene, oltre ad un cast che ha retto egreagiamente alla prova.
    Certo qui si parla pur sempre di un genere commerciale, non paragonabile ad altre e ben più alte pellicole che stillano poesia: ma trovo che nel suo ambito Thor sia un film ben eseguito ed i cui difetti (vedasi l’introspezione psicologica dei personaggi talvolta latente o comunque quasi tagliata con l’accetta) appaiono ampiamente ricompensati da una solidità d’insieme che merita senz’altro il prezzo del biglietto.

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  3. Carlito's
    16 May 2011, 4:25 pm

    Più o meno d’accordo con te, ho trovato il film in alcuni tratti davvero fatto male, una delusione.
    Qui si è molto lontani dal primo Iron Man che seppur con i suoi difetti ha saputo trovare un proprio registro su cui girare il film, riusciendo alla fine a divertire e a piacere.

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  4. [...] America: Il Primo Vendicatore schiva con facilità la brutta inconsistenza di Thor ma non si dimostra tanto più [...]

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    Caramell
    01 Sep 2011, 10:41 pm

    Un trionfo di multicromatica fantasia marveliana, scene di lotta impressionanti – quantunque già viste – e un Anthony Hopkins che non cessa mai di ammaliarti con il suo carisma recitativo. Più che godibile la ricostruzione digitale di Asgard, ma non appena il setting cala sulla Terra, l’azione sembra non riuscire a sfondare minimamente i confini del New Mexico. Tutto si risolve con una sbrigatività a dir poco inspiegabile, i rapporti interpersonali non vengono valorizzati (dagli dei, insomma, mi sarei aspettato qualcosa di più) e la solita e idiota comicità – se non puerile – finisce per guastare gran parte delle scene (ma dico io, chi farebbe dell’ironia in un momento in cui persino la disperazione parrebbe insufficiente? Non si raggiungono gli impressionanti livelli di John Cusack in ”2012”, ma il filo conduttore sembra rimanere il solito). Di certo non lo boccerei, come favola, ma come film, sì.

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  6. [...] la cui eco non accenna a spegnersi? Se la risposta a queste domande è sì allora lasciate perdere Thor di Kenneth Branagh e tornate ai fondamentali, come ad esempio Superman di Richard Donner, classico [...]

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