paul
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PAUL E’ UN FILM DA CHIAMARE PER NOME.

Già a guardare il trailer di Paul era chiara una cosa: l’aria accorata e l’energia nostalgica di quel piccolo grande gioiello che risponde al titolo di Adventureland erano acqua passata, il regista Greg Mottola approdava a nuovi lidi. Paul è la prima grossa produzione a cui mette mano, e il lavoro è certo meno personale del predecessore, ma non per questo Mottola ha perso l’occasione di riscaldare un minimo l’atmosfera con il suo tocco. Sia chiaro, non stiamo parlando di un film epocale e neppure di chissà quale genialata comica.

Paul è un “filmetto” piacevole e simpatico, che fiuta con molta furbizia la moda dei film sul riscatto umano dei nerd, i nuovi eroi della nostra epoca, circondando il tutto con ampie volute citazionistiche all’ombra della cultura pop più iconica.

In questo caso, gli abbondanti riferimenti vanno tutti ai grandi blockbuster degli anni ’80, epoca in cui Mottola era adolescente, particolarmente alle opere di Spielberg. Da Indiana Jones a Incontri Ravvicinati deviando (in modo obliquo) per Alien, Paul si bea dell’atmosfera eighties senza però fare l’errore di altri prodotti simili. Così, invece che disporre una dopo l’altra citazioni sparse e gag inefficaci, Mottola e i suoi attori-sceneggiatori, Simon Pegg e Nick Frost, si prendono cura della storia, della sia pur elementare struttura della narrazione, in modo che, pur senza spiccare su alcun versante, ogni lato dell’opera sia sufficientemente rinforzato e sostenuto.

Ne esce un road movie in salsa pop per molti versi simile a Zombieland, anche se meno efficace. Gran parte del merito va indubbiamente all’alieno Paul, figura simpatica e volgarotta ma dal cuore d’oro, incarnazione dei sogni nerdeggianti dei due bambinoni quarantenni e tributo ambulante ad un immaginario deliziosamente retro. Fa piacere anche vedere attorno a lui attori cari a Mottola come Bill Hader e Kristen Wiig, tutti ben in parte e visibilmente divertìti.

Rassicurante anche il livello tecnico: la cgi che anima Paul è assolutamente degna di rispetto e a volte eccellente, considerato anche che l’impianto leggero e autoironico permette di sorvolare sulle eventuali goffaggini che affiorano di tanto in tanto. Mentre Mottola dimostra di saper gestire bene anche i pochi momenti spettacolari e chiassosi, aggiungendo sicuramente qualcosa al suo curriculum “visivo”.

Però, e il però ci sta tutto, il film non decolla mai completamente. O meglio non è progettato per decollare. Tutto è carino, moderato (in particolare non c’è alcun climax, nessuna progressione di ritmo o intensità), curato quanto basta. E’ il tipico intrattenimento medio da una visione e via, e forse è questo che Paul voleva essere, il che difficilmente può essere considerato un pregio.

Paul - Recensione di Borden, 3.1 out of 6 based on 9 ratings
Posted by Borden | 05 Jun 2011 | Recensioni, Uncategorized

1 Comment

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    Dekker
    08 Jun 2011, 7:58 am

    I primi minuti non promettevano bene ma da quando entra in scena Paul il film diventa veramente piacevole e divertente. Cool!
    Dekker

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    Rating: -3 (from 5 votes)

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