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DA OGGI I CINECOMIC DI CLASSE DEVONO STRINGERSI UN PO’.

TRAMA: Dave Lizewsky (Aaron Johnson) è un nerd liceale come tanti, finchè un giorno non decide di provare a diventare un supereroe. Nasce il più strambo dei paladini della giustizia, Kick-Ass, che genererà un fenomeno di culto tale da invischiarsi in pericoli ben più grandi di lui, arrivando a scontrarsi con il pericoloso boss Frank D’Amico (Mark Strong). Ma non sarà solo, visto che Big Daddy (Nicolas Cage) e Hit-Girl (Chloe Moretz), due vigilanti mascherati dal tragico passato, già vegliano su di lui.

RECENSIONE DI BORDEN

Kick-Ass presenta pregi così significativi che mi secca parecchio non poter impostare questa recensione come uno sfrenato peana all’opera di Matthew Vaughn, ma non posso farci niente: il cinecomic in questione è un prodotto complesso e sfaccettato, con luci e ombre che chiamano a gran voce un parere equo (almeno nelle intenzioni) e ponderato. Cercherò quindi di spiegare perchè non si tratti a mio avviso di un capolavoro nonostante i ripetuti lampi di genio che saettano nel corso della visione.

Kick-Ass è tante cose assieme: è un cinecomic riconoscibilissimo, è cinema citazionista e trasversale, che ammicca tanto a sè stesso che a videogiochi e fumetti, è l’ennesima pellicola nerd-oriented di quest’epoca, è una parodia dei film “seri” sui supereroi ma che flirta anche con la pura elegia al genere. In questo frullatone che cola pop da tutte le parti c’è anche un mix di stati d’animo serviti in perfetto equilibrio, con scene esilaranti che, mentre sei ancora piegato in due dal ridere, scivolano dentro a momenti tragici, ancora più crudi perchè vissuti senza scalpore, sempre dentro la cornice di una violenza davvero notevole e di una volgarità non certo allusiva.

Il tutto shakerato da una regia impavida e lucidamente folle, mobile, precisa, in grado di incorporare soluzioni visive estranee senza per questo infettare il medium di partenza, come nella stupenda sequenza da videogame in soggettiva di Hit Girl che massacra i cattivi di turno al buio. Una lezioncina che fa impallidire Scott Pilgrim e tutte le sue “lucine” sovraimpresse.

Kick-Ass lo sovrasta per saggezza nel fermarsi sempre a distanza di sicurezza dalla soglia del pasticcio indisciplinato, per non parlare dell’ottimo lavoro del comparto attori. Aaron Johnson è un protagonista adeguato, ma lo scettro del personaggio memorabile è saldamente stretto a quattro mani da Nicolas Cage e Chloe Moretz (davvero epocale come dicono) nei panni super, tragici e scorretti di Big Daddy e Hit-Girl, deviazioni amorali del supereroe classicamente inteso. E questo è uno dei primi rilievi critici che mi sento di muovere: la spietata violenza omicida che i due esercitano senza battere ciglio cozza con la filosofia supereroica, sia pure espressa nell’ironica filigrana della parodia, che poi parodia non è neanche tanto.

A ben guardare, Kick-Ass è un tipo non così lontano da Spider-Man, icona delle strisce da sempre satura di valori morali tradizionali. Vederlo collaborare con due killer inesorabili lascia una sensazione di irrisolto, di vago disagio. Una questione al di là del moralismo, più attinente se mai con un discorso di coerenza narrativa. Per lo meno, la perplessità è attenuata dal fatto che il film fornisce una spiegazione dell’attitudine dei due efferati vigilantes senza per questo giustificarla.

Ma il vero grande limite della pellicola è più banalmente gestionale. Se è vero che il brillante e dissacrante regista gioca col materiale a disposizione trasformandolo in una “cosa seria” in senso artistico, è anche vero che la sceneggiatura non possiede la costanza necessaria per completare il suo affresco nel modo migliore. Infatti, dopo un ottimo primo atto tutto ben farcito e multi-strato quasi impossibile da inscatolare e catalogare, il racconto si normalizza sullo standard action per tutta la fase centrale, grossomodo corrispondente al resoconto circa l’infiltrazione di Red Mist. L’azione rimane grande, la resa visiva altrettanto, ma rispetto alla premessa la partita diventa un filo noiosetta, sensazione prima del tutto imprevedibile.

Per fortuna il tono si risolleva con orgoglio e ci regala un finale ancora una volta “di marca”, elettrizzante, brutale, divertente ed eccessivo. Ma, e questo sembrerà una bestemmia ai cultori dell’eccesso come lodevole rifiuto di uno schema imposto, l’eccesso di Kick-Ass mantiene sempre una sua logica, un certo savoir-faire, restando aderente a una struttura di fondo quasi canonica che evita di disperdere le tante idee forti e personali in una sbobba auto-indulgente da prendere o lasciare.

Allo stesso tempo però, quello che abbiamo davanti ora è solo un mezzo trionfo o poco più, che ci lascia ben sperare sul futuro della serie, e che ci pone in attesa di un perfezionamento che, a ben pensare, è l’unica vera ragione che possa rendere necessaria la prosecuzione di questa storia. Kick-Ass 2, non tardare!

Kick-Ass - Recensione di Borden, 3.6 out of 6 based on 8 ratings
Posted by Borden | 22 Mar 2011 | Recensioni

5 Comments

  1. Matteo
    23 Mar 2011, 11:53 am

    Borden, un consiglio: riguardati il film in inglese, la versione italiana perde tantissimo, sopratutto nei dialoghi di alcuni personaggi (hit girl su tutti) e peggiora di brutto (a mio parere) le ottime performance di Mark Strong e Nic Cage. In generale direi che si perde molta della frizzantezza dei dialoghi. E le battute fanno meno ridere, e in alcune occasioni non fan ridere per niente. Quasi al livello di Easy A / Easy Girl (la cui traduzione e doppiaggio ha praticamente rovinato un film)

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  2. Borden
    23 Mar 2011, 12:27 pm

    Caro Matteo, grazie del consiglio, ma è proprio in lingua originale che l’ho visto! :-)

    E poi i rilievi critici che ho fatto come puoi leggere non sono inerenti alla recitazione o a singole battute, purtroppo il problema principale è proprio l’incostanza dello script, per lo meno delle sue caratteristiche migliori. Lo considero comunque un film raccomandabile sia chiaro, e mi conforta pensare che il meglio debba ancora venire per Kick-Ass, altrimenti forse dovremmo temere un sequel rovina-franchise…
    Piuttosto, tu non hai riscontrato per niente il problema di cui parlo io?

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  3. Matteo
    24 Mar 2011, 10:26 am

    Sì, assolutamente. Mi sono dimenticato di scrivere nel commento che sono praticamente d’accordo con tutta la tua recensione. Ho solo pensato di consigliarti la versione inglese, che migliora l’atmosfera del film. A questo punto (non che serva) ti raccomando di evitare la versione italiana come la morte! eheh
    Sono assolutamente d’accordo sul fatto che la parte centrale non è all’altezza, e ritengo che (anche questa verrà considerata una bestemmia dai cultori dell’ eccesso) l’unico eccesso vero e proprio del film è rappresentato dal personaggio di hit-girl (bambina sboccata e violenta), dato che il resto è già stato visto in numerosi altri film… e che, se proprio, è una novità per quanto riguarda i film su eroi/supereroi tratti da fumetti (eccetto watchmen per quanto riguarda la violenza).

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  4. Borden
    24 Mar 2011, 11:53 am

    Eh, mi dispiace ma mi sa tanto che tornerò a vedermelo anche doppiato! Tutto sommato apprezzo molto la comodità di non dover passare due ore a “leggere” un film, soprattutto se il primo contatto è stato comunque nella lingua madre.

    Mi fa molto piacere comunque che concordiamo sulle debolezze di Kick-Ass, che sono tali da avermi spinto a parlare del film un po’ a compartimenti stagni, cosa che molti non apprezzano. Neanche a me piace farlo, ma se è il film stesso a costringerti non hai molta scelta…

    Sulla violenza è vero, non è certo una novità nei cinecomic, ma starei attento a parlare di “eroi” a proposito di Watchmen…;-)

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  5. [...] sempre Nicolas Cage sceglie ruoli originali e brillanti come quello di Kick-Ass, negli ultimi anni. Ma è anche vero che, ogni tanto, il buon Nic si mette nelle mani giuste e [...]

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