Joey si licenzia “in grande stile” e diventa una star di You Tube
È quello che tutti sognamo o abbiamo sempre sognato di fare. Andare un giorno dal classico capoufficio stronzo e annunciargli le nostre dimissioni in un modo che lo spiazzi e al tempo stesso lo mandi fuori dai gangheri…
Ed è proprio ciò che un giovane americano, Joey De Francesco, del Rhode Island, ha fatto: dopo tre frustranti anni di lavoro al Providence Renaissance Hotel (“Ci trattano come delle merde” ha dichiarato testualmente il giovane), Joey ha finalmente deciso di licenziarsi, e in un modo molto originale: accompagnato da un gruppo di suoi amici in formazione da “brass band”, con tanto di tamburi, trombe, tube e sassofoni, ha atteso il suo capo nella zona amministrativa dell’hotel e gli ha consegnato la lettera di dimissioni per poi allontanarsi con un sorriso, avvolto dal frastuono di questa allegra e strampalata fanfara itinerante.
Il motivo per cui siamo in grado di parlarne qui, in una nuova rubrica dal titolo ancora provvisorio “Cose che vorrei vedere in un film o dalle quali vorrei nascesse un film” è che Joey ha ripreso tutta la scena e, complice il classico meccanismo “virale” di circolazione dei contenuti che internet rende possibile, è diventato una star di YouTube, con oltre tre milioni di visualizzazioni in pochi giorni e la solidarietà di tanti lavoratori frustrati di tutto il Paese.
Ecco insomma una storia perfetta per un film. Ci sono i problemi di oggi, il lavoro, le difficoltà, le angherie dei superiori intolleranti, ma c’è anche il modo straordinariamente fantasioso, colorato e audace che i giovani hanno per reagire e fare fronte a tutto ciò. A proposito, adesso Joey gestisce un sito (www.joeyquits.com) dove raccoglie gli “sfoghi” e le lamentele dei tanti lavoratori di hotel americani. Pare anche che abbia un nuovo lavoro, anche se non è dato sapere dove.
Angier




"Perché indossi quello stupido costume da uomo?"
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30 Nov 2011, 12:52 pm
E’ di certo un ottimo “intro” per una commedia di qualche tipo, di quelle con la voce narrante e piena di argute battute. Ci vorrebbe il cosiddetto “evento scatenante”, quello che, magari, dopo lo sfogo, generasse al protagonista un qualcosa tale da esser raccontato…
Geniale, comunque