Detto in Faccia: Shane Black critica i moderni film d’azione
Fonte: Comicbookresources, via Badtaste
A volte capita che, nelle tante interviste che vengono rilasciate da chi lavora nel cinema, qualcuno esprima qualcosa che pensiamo anche noi in modo talmente chiaro, brillante e completo, che quel discorso si sbriciola in una decina di mantra che ci restano in testa a lungo, dandoci il piacere di pensare “ecco, lo avrei detto esattamente così”, oppure “io ci ero già arrivato”. Oltre al fatto che, ovviamente, se lo dice una fonte per noi autorevole la cosa ci conferma la nostra idea come giusta e sacrosanta. E magari sono pure delle verità lapalissiane, delle ovvietà. Ma non importa. Da oggi troveranno spazio in questa nuova rubrica, Detto in Faccia.
Spesso nelle mie recensioni mi trovo costretto a constatare quanto il concetto di film d’azione, e più in generale di blockbuster, sia giunto a un livello di degrado insopportabile. Ancora più spesso, succede che questi prodotti abbiano diverse buone qualità, ma disperse e adulterate da un senso tutto sbagliato dello spettacolo, che non sa fare altro che procedere per accumulo di esplosioni, cazzotti e inseguimenti, ignorando del tutto il pericolo che nello spettatore l’effetto adrenalinico venga neutralizzato dall’assuefazione a questa sovrastimolazione sensoriale, a cui peraltro quasi mai si accompagna il necessario coefficiente di studio sui personaggi. La cosa si è talmente cronicizzata che a volte sembra che quello dei film d’azione fatti male (o comunque non così bene) sia diventato un vero e proprio genere, pieno di dignità e meritevole di rispetto. Bella roba.
Ed ecco che Shane Black (chi non lo conosce stasera a letto senza cena, e senza letto!), che nel suo curriculum ha sceneggiature come Arma Letale e L’Ultimo Boy-Scout, se ne viene fuori con queste parole:
Credo che quello che manca sia il tono, l’alternanza di intensità in modo da dare ritmo e creare un crescendo. Sopratutto in quest’epoca, la chiave di tutto è ‘più grande è meglio è”, secondo me, e io preferisco di gran lunga assistere in primo luogo a della narrazione, in secondo luogo all’azione. Credo che stiano sprecando soldi perchè so che se guardo certi film penserò “se solo avessero chiuso lì quella gag e non l’avessero sovraccaricata con tanta roba la gente avrebbe applaudito e sarebbero potuti andare avanti col film!”. Invece, ci hanno messo dentro altre dieci gag: è un’esagerazione. Penso che l’esagerazione sia un problema.
Quando poi a Black, che tra le altre cose dirigerà Iron Man 3, viene chiesto quale segno spera di lasciare nel mondo dei cinecomic, risponde:
Penso che ritornerò al tipo di film d’azione che ricordo con più passione, e cioè meno massacri a casaccio e più thriller, meno azione e più suspence. Più urgenza di ciò che riguarda i personaggi, che ti faccia desiderare di sapere cosa succederà alla persona, non quello che succederà all’edificio dietro alla persona. C’è una certa aria retrò che amo ed è l’idea di prendere la moderna tecnologia e il modo di riprendere e anche la gamma di colori e iniettarli con questo senso da thriller anni ’70, che renda il tutto più incisivo e accessibile invece che incasinato e fastidioso. E’ più o meno quello che ho intenzione di fare.
Grazie Shane, ora non rimane che farlo capire a tutto lo show business di Hollywood e dintorni. Nel frattempo speriamo che ti lascino fare il più possibile a modo tuo.





"Perché indossi quello stupido costume da uomo?"
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04 Nov 2011, 8:55 pm
E noi che aspettavamo con ansia Faccia di Bronzo Black Edition!!!
08 Mar 2012, 4:33 pm
[...] appuntamento con Detto in Faccia (qui c’è il primo), dove le parole di star e addetti ai lavori dicono, su vari argomenti, esattamente ciò che [...]