La galassia dei blockbuster brilla di stelle a intensità variabile, ma certo facilmente individuabile (per lo più) in un range qualitativo non troppo vasto e lusinghiero.
Captain America: Il Primo Vendicatore schiva con facilità la brutta inconsistenza di Thor ma non si dimostra tanto più audace.
Ormai, l’idea di rappresentare al cinema eroi pieni di coraggio con film che invece ne hanno poco o niente sembra sempre meno una bizzarra scelta artistica e sempre più una beffa della sorte.
Dove Captain America: Il Primo Vendicatore fa un decisivo passo avanti rispetto ai “colleghi” di scuderia (specialmente Thor e Iron Man 2) è nella sobrietà e pacatezza della messa in scena. Non tanto per il gusto scenografico, quanto per la gestione del ritmo e dell’azione, che nella prima metà del film cede il passo spesso e volentieri all’introduzione dei personaggi e delle tematiche portanti. In questo senso non troviamo nulla di trascendentale, ma per lo meno il film si prende i tempi necessari e non lesina in chiarezza e semplicità. In quest’epoca, in cui le grandi produzioni credono che l’empatia e l’intrattenimento sgorghino spontaneamente incrociando i flussi dalla CGI, non è poco.
Non a caso, questa prima metà del film è quella in cui conta di più il contributo di attori di razza: non parlo di Chris Evans, un Capitan America che si impegna ma che manca di carisma e autorità; bensì di Tommy Lee Jones e Stanley Tucci, che oscurano con la loro semplice presenza la bidimensionalità dei loro personaggi e li fanno funzionare a dovere. Pollice alzato anche per Hugo Weaving, che perde smalto solo quando il copione proprio non gli lascia più scelta.
Parlando di ovvietà, poi, nel film c’è un’unica vera sequenza memorabile, ed è quella sulle gesta propagandistiche del supereroe, sulle note trionfalmente patriottiche di “Star Spangled Man”,
scena che brilla per sintesi e dinamismo, vero videoclip di classe dal gusto vintage che rende perfettamente l’anima retrò della pellicola, una gioia per gli occhi e un prezioso esempio di cosa può fare un film di supereroi quando sfugge, anche solo per due minuti, al groviglio della mera cronaca action e si affida invece alla regia e al montaggio credendoci veramente.
Cronaca action che, anche se meno puntualmente del solito, arriva anche stavolta a far danni e a tarpare le ali. Non che l’azione sia invadente, ma è quasi sempre priva di pathos, e il motivo è che non si dubita mai della buona riuscita dell’eroe, tutto è calcolato e smussato, al punto che scatta un paradosso un po’ camuffato ma non per questo meno insidioso: un film che vuole essere di avventura, ma che lo è solo di nome. Dov’è l’avventura in questi snodi così lineari e prevedibili? Dov’è l’effetto sorpresa? Dov’è lo stupore e dove il senso di meraviglia?
Non certo in Captain America: Il Primo Vendicatore, che quasi sempre predilige una medietà infantile.
L’epica è cercata solo a parole, le situazioni sono ricavate da una massa bollente di stereotipi e la regia si rifiuta categoricamente di aggiungere una dimensione realmente impressionante alle immagini.
Manca anche quel livello minimo di violenza che renderebbe l’azione incisiva. Sempre più fastidiosi inoltre i riferimenti a The Avengers, che insinuano con crescente sprezzo del ridicolo il batterio di una serialità di bassa lega: speriamo solo che il mega crossover in arrivo non sia una semplice somma ideale dei film che lo introducono…
Diciamo che, mantenendo il livello del primo tempo, Captain America: Il Primo Vendicatore si sarebbe guadagnato senza sforzo i quattro cilindri. Ma dato che presenta una discontinuità notevole, il voto cala di una unità. Peccato, ma poteva andare molto peggio.





"Perché indossi quello stupido costume da uomo?"
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26 Jul 2011, 8:44 am
pienamente d’accordo con la recensione, anche se io ho trovato chris evans perfettamente calato nella parte (pur non essendo un mostro di recitazione è due spanne sopra chris hemsworth)…comunque anche io, come voi, non condivido appieno la linea editoriale della marvel per quanto riguarda la gestione dei vari iron man, thor, hulk e capitan america e del conseguente crossover sui vendicatori…forse avrebbero dovuto osare di più, ma il fatto che dietro a tutto questo ci sia la disney fa capire molte cose: un esempio? tron legacy…un film con un potenziale pazzesco buttato praticamente via per rendere il tutto un prodotto più commerciale in quasi tutti i suoi aspetti…
26 Jul 2011, 2:23 pm
Ahi ahi ahi… caro JiM, ero quasi d’accordo su tutto quello che hai scritto, e poi mi scivoli proprio in chiusura!
Scherzi a parte, mentre condivido il tuo parere sulla gestione dei Marvel Studios lo condivido meno su Tron Legacy: lungi da me definirlo un capolavoro, ma devo dire che l’ho comunque apprezzato molto. Più che la sceneggiatura, in verità incostante, mi ha conquistato l’atmosfera del film, il suo approccio “ambientale”, in cui ho trovato un pallido riverbero di Blade Runner, in un certo senso. Ovviamente il film di Ridley Scott sta su un altro livello, intendiamoci, ma tra tutti i blockbuster che si limitano ad essere filmetti d’azione senza una minima personalità, mi sembra un po’ ingiusto andare ad attaccare proprio Tron Legacy. E’ vero, gran parte del suo potenziale è andato sprecato, ma non credo che sia colpa della Disney, credo invece che anche sotto quest’etichetta si potessero curare di più certi aspetti e ottenere un filmone.
26 Jul 2011, 4:48 pm
film memorabile.
26 Jul 2011, 5:39 pm
ahahahah, capisco capisco, beh si guarda l’atmosfera è sicuramente fantastica, ma permettimi di dire che, secondo me, la componente migliore del film sono le musiche dei daft punk: fenomenali
26 Jul 2011, 8:56 pm
Sì, diciamo che le includevo nel discorso “atmosfera”.
12 Aug 2011, 11:43 pm
In effetti non ho mai capito la totale stroncatura di Tron Legacy… Forse per via dell’inutilissimo 3D che serviva solo ad Avatar e basta… Ma cavoli! Io mi ci sono intrippato in quel film: bellissima CGI, soundtrack da paura… Andava aggiustata la sceneggiatura in diversi punti ma cavoli c’era il potenziale di un nuovo Matrix in quel film… Ed invece tutti quelli che hanno visto sto film non fanno altro che parlarne malissimo.. Mah…
01 Sep 2011, 10:15 pm
Interessante la digressione su Tron Legacy, ma tornando a Captain America, be’, mi aspettavo qualcosa di più, o per lo meno, qualcosa di più curato. A mio avviso, un film che si prefigge di ”narrare le gesta dei supereroi” con la tensione ad un grandioso successo deve innanzitutto riuscire a combinare perfettamente (o almeno tentare di farlo) i pezzi di due puzzle distinti: realtà e immaginazione. Qui, ho trovato non poche incongruenze. Un esercito di guerrieri nazisti super-addestrati e muniti di armi tecnologicamente avanzate che non riesce a frenare la fragorosa ”galoppata” di un branco inferocito di soldati americani (scena finale), l’impossibilità di colpire il protagonista, seppur, anche solo una volta, di striscio (insomma, gli scagliano contro un diluvio di laser disintegranti, e lui, facendo ruotare qua e là il suo scudo, riesce a neutralizzarli tutti?), l’indecifrabilità del misterioso oggetto che il Teschio Rosso utilizza come sua arma di distruzione di massa personale (cioè,,,ma che è?). Dov’è finita insomma la suggestiva malvagità del Joker di Heath Ledger? La fosca tensione di Watchmen? E lo spessore emotivo del primo Peter Parker in Spider-man? Oramai, sembra che la Marvel non faccia altro che sfornare i soliti biscotti cinematografici all’aroma di supereroi utilizzando sempre il solito stampino, senza preoccuparsi di rinnovare un po’ la ricetta o di ricontrollare l’impasto. Effetti speciali che meravigliano le pupille, sì…un sonoro che riuscirebbe a rendere sordo persino un morto, sì…un’adrenalinica successione di azioni che spesso ti fa credere di poter persino sfidare la suocera una volta fuori dal cinema, sì… Ma alla fine, cosa rimane veramente?