Notte degli Oscar 2010: il commento di Angier e Borden

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L’Academy che osò sfidare Avatar e che fece un Bingo!!

Borden

Certo la partenza è stata fenomenale: la vittoria di Christoph Waltz, auspicata quasi all’unanimità, è stato il migliore avvio possibile della cerimonia, e mi ha subito galvanizzato con dei buoni presentimenti. Che in parte sono stati confermati, perchè è stato veramente bello vedere Avatar ridimensionato a dovere. Dai, la candidatura a miglior film era semplicemente scandalosa, come se i giurati lo avessero guardato con un occhio solo, altro che 3D.

Le poche vittorie tecniche invece sono meritate, ma effettivamente l’Academy ha avuto il merito di aver preso il toro per le corna e di aver rimesso il film di Cameron al posto che gli compete, credo che la considerazione per Avatar in futuro seguirà questa impronta revisionista.

Certo The Hurt Locker è stato veramente imbottito di premi in modo forse troppo “politico”. Perchè al di là del suo indubbio valore di denuncia, il film in sè è piuttosto pesante e monotono. In particolare non capisco il premio alla sceneggiatura.

A queste considerazioni sono strettamente collegate altre su quelli che per me sono i due grandi sconfitti: Bastardi e Tra le Nuvole meritavano certo di più, ma non sono riusciti a giocare la parte del “terzo che gode” tra i due litiganti Cameron e Bigelow. In particolare Tra le Nuvole è andato alla battaglia con sei nomination, tutte piuttosto importanti, ed è tornato a mani vuote. Peccato.

Per quanto riguarda il folklore della serata, niente di particolarmente memorabile. Il red carpet si è segnalato per le interviste “a salve”, la solita sfilata di abiti e frasi fatte. Un applauso a Ben Stiller per la sua micidiale gag in costume Na’Vi, mentre la conduzione di Steve Martin e Alec Baldwin non è stata così rilevante, essendo quasi un accessorio di uno show in realtà sempre molto corale. Direi che non ho altro da aggiungere. La notte degli oscar è finita, il cinema continua. Occhi avanti.

Borden

Strange Night al Kodak Theatre, la Bigelow cavalca l’onda e con Hurt Locker segna un grande Point Break…

Angier

Sono arrivati in un lampo e in un lampo se ne sono andati, consegnati alle pagine degli annali e ai capricci della memoria collettiva. Gli Academy Awards 2010 hanno riservato gradite conferme e molte sorprese in una notte come sempre intrisa della magia del cinema. Non la farò troppo lunga, dato che tanto si è già detto a destra e a manca. Ma lasciatemi fare un paio di velocissime considerazioni.

Sarà perché arrivano all’alba di un decennio appena nato, una nuova epoca che si preannuncia carica di sfide e pericoli, ma questi Oscar il loro appuntamento con la storia l’avevano prenotato già da un pezzo. E così è stato.

Kathryn Bigelow è la prima donna ad aggiudicarsi l’ambita statuetta in qualità di regista. Il suo Hurt Locker – film durissimo sulla guerra in Iraq e, più in generale, sull’attrazione perversa dell’uomo per la distruzione e sulla sua assuefazione al pericolo e agli orrori più inimmaginabili – ha fatto filotto conquistandosi i tre premi più ambiti: Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Originale, ai quali si aggiungono Miglior Montaggio, Miglior Sonoro e Miglior Montaggio Effetti Sonori.

Delusione dunque per l’ex marito di Kathryn Bigelow, James Cameron, in gara con il suo prodigio visivo Avatar che si è dovuto accontentare dei premi per la Miglior Fotografia (con l’italiano Mauro Fiore), Scenografia ed Effetti Visivi. Chi insomma sperava in un riscatto morale per il genere fantascientifico – storicamente snobbato dall’Academy – si è dovuto rassegnare ad attendere la prossima occasione. Penso però che la bontà della “visione in avanti” di Cameron e il suo contributo di innovazione all’esperienza cinematografica, si vedranno e sentiranno anche in futuro. E poi, Cameron aveva già fatto jackpot con Titanic, poi di tutte quelle statuette che se ne fa?

La rivalsa di Hurt Locker su Avatar sa tanto di Davide vs. Golia: un film costato 11 milioni di dollari e che ne ha fruttati soltanto due in più, è riuscito a sbaragliare da una pellicola da 500 milioni di dollari che ne ha fatti incassare alla produzione oltre 2 miliardi e mezzo. La ragione principale di questo trionfo è il significato profondo di Hurt Locker, il suo coraggio – per molti indigesto – di scavare con lucidità nel nuovo Vietnam degli Usa.

Per il resto, gli Academy hanno offerto gran belle conferme di ciò che era dato per assodato: l’Oscar a Cristoph Waltz era quasi un dovere morale e noi di Split Screen siamo stati felicissimi di vedere l’attore austriaco salire sul palco, visibilmente toccato mentre cercava di mettere insieme due parole di ringraziamento. Grandissimo anche Jeff Bridges, il cui premio per il ruolo del cantautore country alcolizzato in Crazy Heart non è che il coronamento di una carriera di gran prestigio.

Peccato per il flop totale di Tra le nuvole, commedia malinconica e brillante che sarebbe stato bello vedere premiata almeno con una statuetta. Interessante il successo del film Precious e la premiazione di Mo’nique che ha conferito un certo “effetto Obama” a questa edizione degli Academy.

Scontato ma graditissimo il premio per il Miglior Film d’Animazione a Up, capolavoro struggente e vitalistico di John Lasseter & Co. Plauso anche a Sandra Bullock, premiata per Blind Side e ora ufficialmente nella storia per essere la prima attrice ad aver incassato nello stesso anno un Oscar e un Razzie. Paradiso e Inferno, tanto per non farsi mancare niente.

Lo show in sè, comunque, è risultato piuttosto sfilacciato e incostante: da un lato il troppo lungo e noioso rituale del red carpet, dall’altro la premiazione vera e propria che a tratti subiva brusche accelerazioni come se, passata una certa ora, il Kodak Theatre dovesse trasformarsi nel Titty Twister di Dal Tramonto all’Alba e tutti gli attori e registi in vampiri assetati di sangue. Non sono mancati comunque i momenti divertenti, su tutti la comparsa di Ben Stiller in perfetta tenuta da Na’vi. Bravi, istrionici e mattatori – ma anche pesantemente sottoutilizzati – i due presentatori Alec Baldwin e Steve Martin. Che dire gente, anche quest’anno gli Oscar sono passati. Non resta che attendere l’anno prossimo per la solita fugace ma entusiasmante doccia di stelle. Noi di Split Screen ci saremo. E voi?

Angier

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Posted by Angier | Uncategorized

7 Comments

  1. Fabrizio
    09 Mar 2010, 11:51 am

    Peccato per Tra le nuvole e per Meryl Streep, ottima interprete in Julie&Julia. L'oscar a Waltz era, come avete già scritto, un atto dovuto ed ovvio! Non ho visto The Hurt Locker ed ho persino difficoltà a ricordare in che periodo dell'anno è uscito in Italia… pertanto non mi esprimo in merito ad un film che ha strappato 9 nomination e trionfato con 6 oscar…

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  2. 3T
    09 Mar 2010, 12:05 pm

    Io sono contento che Avatar sia stato sconfitto. Sono molto curioso di vedere la Bullock, diciamo che da oscar ho difficoltà ad immaginarla.

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  3. Anonymous
    09 Mar 2010, 1:20 pm

    come si fà a dare 6 statuette a quella ciofeca e merdosa cagata di hurt locker proprio non lo sò.

    è uno di quei film pallosi e noiosi da far paura.

    Avatar non doveva vincere , ma up in the air tranquillamente si , e perchè no , Up In The Air.

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  4. recenso
    10 Mar 2010, 1:09 am

    Io a 'sto punto avrei preferito vedere premiato UP come miglior film e non solo relegato alla categoria animazione. Mi è sembrato che i premi siano stati buttati un po' così. Come dicevo su The Hurt locker non mi pare sia stato fatto nessun passo avanti a premiarlo ma abbiano solo ribadito la solita linea…

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  5. lavorare da casa
    07 Apr 2010, 3:15 pm

    io sono semplicemente contento che non abbia vinto avatar

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  6. Anonymous
    15 Jul 2010, 11:39 am

    Quanti rosiconi…Avatar è il film migliore della storia, e voi siete solo rosiconi. THL la cagata del millennio.

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  7. Anonymous
    05 Aug 2010, 10:20 am

    The Hurt Locker fa cagare a spruzzo.

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