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Angier: A 16 anni di distanza dal memorabile affresco gotico di Nightmare Before Christmas, il regista Henry Selick torna a superare sè stesso con una perla dark che rimarrà a lungo nei vostri occhi e nei vostri pensieri. La tecnica dello stop-motion conferisce un’anima e un cuore al magico, coloratissimo e inquietante mondo di Coraline. Una storia avvincente, poetica, enigmatica e inquietante.

Borden: un film d’animazione che in un primo momento entusiasma con la bellezza visiva di un mondo fantastico in stop-motion e 3D, per poi abusare dei suoi mezzi e rivelare l’assenza di una storia forte e coinvolgente. Se si guarda alla sostanza, Coraline e La Porta Magica non è in grado di offrire niente che non sia una vicenda archetipica troppo lenta e inconsistente, avvolta nel dark di un delirio gotico.

TRAMA

Coraline è una bambina di 11 anni appena traferitasi con i genitori in una casa di Ashland, nell’Oregon. Esplorando l’abitazione – che sembra avere alle spalle una storia molto antica – la bambina scopre per caso una porta che conduce in un altro mondo: giunta dall’altra parte, Coraline si trova in un universo parallelo, identico a quello in cui vive ma dove tutto sembra essere più allegro, vivace, sgargiante e divertente. Un altro particolare che Coraline nota immediatamente è che qui tutti hanno dei bottoni neri al posto degli occhi…

RECENSIONE DI ANGIER

Ormai non c’è dubbio: Neil Gaiman è il Lewis Carroll dei nostri giorni è Coraline è il suo capolavoro, il suo Alice nel Paese delle Meraviglie declinato in una versione squisitamente dark e inquietante. Come in ogni fiaba che si rispetti, la storia di Coraline prende avvio da un geniale e avvincente ”What if”: cosa succederebbe se una bambina – appena trasferitasi con i genitori in un’antica dimora di campagna – scoprisse che un passaggio celato all’interno di un muro conduce in un mondo dove una donna con due bottoni neri al posto degli occhi sostiene di essere sua madre?

Per trasferire sul grande schermo la favola nera di Gaiman, il regista Henry Selick – lo stesso di Nightmare Before Christmas, per intenderci – ha compiuto un enorme sforzo tecnico, creativo e in definitiva umano. D’altronde, lui stesso ha spiegato le ragioni della sua scelta a chi gli chiedeva insistentemente perché avesse preferito la costosa e complicata tecnica dello stop-motion alla “normale” animazione che va per la maggiore al cinema: “Con l’animazione in stop-motion si può sentire la mano dell’animatore che imprime una forza particolare ai personaggi. È come se l’animatore recitasse attraverso i suoi personaggi”.

Ecco condensata in una semplice frase l’anima di Coraline, il suo spirito artigianale e incredibilmente genuino, la sua capacità di immergere lo spettatore in un mondo popolato di personaggi che lasceranno nello stesso un segno indelebile o quasi (a patto che questi si ponga con cuore aperto di fronte alla storia e non con l’ottusa rigidità di un manichino inanimato).

Selick e il suo team sapevano di non poter emulare la schiacciante superiorità di mezzi e tecnologia di un colosso come Pixar o Dreamworks, perciò hanno deciso di spostare la competizione su un altro terreno: quello della genuinità d’intenti, della passione certosina nel realizzare qualcosa di unico, della buona vecchia tradizione “hand-made” che riesce sempre a svettare sulle sofisticate tecniche della produzione in serie.

Domanda: dovendo acquistare delle calzature, preferireste un paio di eleganti scarpe italiane realizzate a mano nell’antica bottega di un calzolaio oppure un paio di sneakers prodotte in catena di montaggio? Tale è infatti la differenza tra Coraline e tanti divertenti ma sciocchi film d’animazione: il primo è un film la cui sostanza è reale, fatta di oggetti concreti come pupazzi, scenografie, utensili che gli animatori hanno manipolato pazientemente fotogramma per fotogramma (tenete presente che in un secondo c’ “entrano” ben 24 fotogrammi); i secondi sono delle chiassose baracconate di plastica che servono solo a distrarre la mente dai problemi quotidiani per un paio d’ore.

E se è vero che, come ha dichiarato uno degli animatori del film, lavorare con lo stop-motion “è come scolpire con la luce”, Selick e la sua squadra hanno fatto con la luce ciò che un certo Michelangelo Buonarroti ha fatto col marmo nel realizzare il famoso David.

La pellicola sceglie volutamente di imporre alla storia una cadenza da libro più che da film. Così facendo, lo spettatore può farsi trascinare nel flusso dei fotogrammi come farebbe dallo scorrere delle pagine di un libro, venendo letteralmente rapito all’interno di un mondo cupo e stupefacente, pieno di simbolismi e misteri. Onorando la sua natura fortemente allegorica, Coraline ci presenta un microcosmo di personaggi stravaganti, eccentrici e spesso minacciosi: tutti però sono portatori di un messaggio, di un sistema di valori e di una filosofia di vita.

Spetterà a noi scegliere quali abbracciare e quali respingere, ma il viaggio sarà comunque indimenticabile. Non mancano poi citazioni o anche semplici allusioni ad altre celebri storie fantastiche: in certe scene si respira aria da Mago di Oz, in altre è inevitabile cogliere qualche riferimento esplicito ad Alice nel Paese Meraviglie (in primis la presenza di un gatto fuori dal comune e dotato di risorse inaspettate); in altre ancora emergono atmosfere à la Fratelli Grimm. Ma se c’è un merito da attribuire a Gaiman, è quello di aver creato una fiaba adulta che non cede mai il passo a morali preconfezionate o a facili dicotomie Bene/Male. Mondo reale e mondo incantato non sono banalmente due facce della stessa medaglia ma realtà intrecciate e confuse tra loro che presentano in egual misura lati oscuri ed elementi di fascino.

In tutto questo, il 3d svolge un ruolo semplicemente eccezionale nel restituirci un mondo coloratissimo, in continuo movimento e dotato di un realismo impareggiabile. Quello che Selick fa della terza dimensione è però un uso raffinato e molto intelligente, in controtendenza rispetto a molti blockbuster d’animazione che cercano di stupire il pubblico con trovate in stile Disneyland. E’ l’ennesima conferma del fatto che Coraline non è un film qualunque. Qui, oltre agli effetti speciali e al budget, ci sono cuore e anima in abbondanza.

Voto Angier: 10

RECENSIONE DI BORDEN

 

L’ennesimo film che fa un errore vecchio come il mondo. Coraline e La Porta Magica è un racconto dark e fiabesco che sfrutta la tecnica dello stop-motion e quella del 3D e, per questa ragione, crede di poter fare a meno di una sceneggiatura forte e si dilunga, senza proporzione tra minutaggio e materiale narrativo.

Proprio per questo errore, viene spontaneo partire dalla menzione dell’aspetto tecnico, che racchiude le uniche note davvero positive di questo lungometraggio. L’animazione delle miriadi di creature e delle ambientazioni profuma di favola ed è realizzata con tecnica sopraffina, impossibile rilevare errori o lacune in questa messinscena da sogno gotico.

Ma lo stupore diventa in pochi minuti qualcosa di ordinario e di sostanzialmente pacifico, una sbornia colossale di creaturelle e mostriciattoli che germinano da ogni dove, location che si animano di fantasie kitsch; ed è a questo punto che lo spettatore si ritrova da solo e abbandonato di fronte a un bivio: o l’ambientazione magica è sufficiente a rapirlo e a conservare la sua partecipazione oppure dovrà fare i conti con una storia lenta, a tratti pesantemente infantile, non troppo originale (Alice non è nel paese delle meraviglie ma dietro l’angolo!) e modesta anche sotto il profilo della tensione horror, che funziona a dovere solo in casi sporadici, tutti oltre la metà del film.

Molte linee di dialogo sono semplicemente kid-oriented (senza però farne un film per bambini), poco importa se in sottofondo languono tematiche e simbologie adulte, perchè in superficie non funzionano a dovere.
Coraline stessa, bambina vivace e curiosa ma di buon cuore, è un personaggio troppo tipico perchè lo spettatore si senta coinvolto dal suo viaggio iniziatico e dalla morale che fa capolino fin da subito. Confezione nuova e storia vecchia non lasciano speranze all’originalità, o a sviluppi che non siano facilmente intuibili.

In particolare la prima metà del film sembra un lungo preambolo senza sostanza, regno della noia in attesa che il secondo tempo risollevi, sia pur debolmente, le sorti generali. Ed è quasi un colmo amaro che un film che sfrutta con tale perfezione la tecnologia a tre dimensioni presenti una sceneggiatura così incorporea.
Sarebbe bastato davvero ridurre drasticamente il montaggio finale per valorizzare meglio le (poche) risorse di questo racconto.
Occasione mancata.

Voto Borden: 4,5

 

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Coraline - Recensione a due facce, 4.3 out of 6 based on 3 ratings Bookmark and Share
Posted by Borden | 20 Jun 2009 | Recensioni, Uncategorized

74 Comments

  1. Angier & Borden
    21 Jun 2009, 3:09 pm

    Listen up, anonimo: ma che senso ha il tuo commento? Dai, non costringermi a censurarti…questo blog non ha minimamente bisogno di commenti come quello che hai appena fatto. Qui sei libero di argomentare, spiegarti, criticare anche aspramente un giudizio che non ritieni corretto, ma non ci piacciono per nulla gli attacchi personali immotivati…perciò chill out e cerca di mettere insieme una qualche forma di ragionamento, se vuoi intervenire qui.

    Angier

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  2. Angier & Borden
    21 Jun 2009, 3:09 pm

    Listen up, anonimo: ma che senso ha il tuo commento? Dai, non costringermi a censurarti…questo blog non ha minimamente bisogno di commenti come quello che hai appena fatto. Qui sei libero di argomentare, spiegarti, criticare anche aspramente un giudizio che non ritieni corretto, ma non ci piacciono per nulla gli attacchi personali immotivati…perciò chill out e cerca di mettere insieme una qualche forma di ragionamento, se vuoi intervenire qui.

    Angier

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  3. Angier & Borden
    21 Jun 2009, 3:09 pm

    Listen up, anonimo: ma che senso ha il tuo commento? Dai, non costringermi a censurarti…questo blog non ha minimamente bisogno di commenti come quello che hai appena fatto. Qui sei libero di argomentare, spiegarti, criticare anche aspramente un giudizio che non ritieni corretto, ma non ci piacciono per nulla gli attacchi personali immotivati…perciò chill out e cerca di mettere insieme una qualche forma di ragionamento, se vuoi intervenire qui.

    Angier

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  4. Lestat
    21 Jun 2009, 4:46 pm

    Bellissimo, anche più di Nightmare Before Christmas che secondo me era troppo sbilanciato sui lirismi sconnessi e i nonsense di Burton. Qui invece Selick ha avuto per le mani la storia di un genio come Gaiman e l'ha trasposta in modo egregio. Applausi, non c'è che dire…

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  5. Anonymous
    21 Jun 2009, 8:35 pm

    ME-RA-VI-GLI-O-SO!!!!!

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  6. Anonymous
    21 Jun 2009, 8:44 pm

    borden ha proprio sbagliato la recensione , grande angier che ha capito tutto.. il film d'animazione è bello assai.

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  7. Angier & Borden
    21 Jun 2009, 9:14 pm

    Forse, caro anonimo… io però almeno provo ad argomentare. Qui invece, con l'eccezione del collega Angier, mi pare di leggere tanto entusiasmo inspiegato (inspiegabile?).

    Borden

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  8. Angier & Borden
    21 Jun 2009, 9:14 pm

    Forse, caro anonimo… io però almeno provo ad argomentare. Qui invece, con l'eccezione del collega Angier, mi pare di leggere tanto entusiasmo inspiegato (inspiegabile?).

    Borden

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  9. Angier & Borden
    21 Jun 2009, 9:14 pm

    Forse, caro anonimo… io però almeno provo ad argomentare. Qui invece, con l'eccezione del collega Angier, mi pare di leggere tanto entusiasmo inspiegato (inspiegabile?).

    Borden

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  10. Carlito's
    21 Jun 2009, 9:28 pm

    Ho trovato Coraline un gran bel film, lo stop-motion mi ha rapito e per tutto il film sono stato nel mondo di Coraline,ma capisco anche Borden,un film come Coraline ho si ama o si odia non gli si può dare un giudizio mediocre per questo è un grande film, quindi mi devo complimentare con voi che siete riusciti a cogliere entrambe le emozioni che il pubblico proverà a fine film,continuate così.

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  11. matteo
    22 Jun 2009, 9:40 am

    Non sono d'accordo con le due recensioni, nella prima non si può lasciarsi prendere troppo dall'emozione in un giudizio, il "10" purtroppo Coraline non lo merita per via della trama forse troppo Alice (il topo che fa da bianconiglio mi ha un po' deluso), anche se merita "9" dal mio punto di vista perchè non si può stroncare un film così affascinante (raro di questi tempi) solo per delle inezie tecniche, Coraline è un film come non se ne vedono più da anni e Nighmare Before Christmas non era così eccezionale come dicono tanti (sarà che è talmente raro il gotico nel cinema d'animazione che vi sorprende quando lo vedete). In definitiva secondo me questo film non è da guardare con occhio critico, bensì con il cuore e con la passione di chi crede ancora nei sogni raccontati attraverso la pellicola.

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  12. annarita
    22 Jun 2009, 4:22 pm

    Anch'io ho visto il film e ne ho scritto e devo dire che concordo pienamente con Borden e lo ringrazio di cuore perché leggendo tutte le critiche entusiastiche su Coraline pensavo di essere l'unica a cui il film non era piaciuto.
    Sarà un mio limite, ma Coraline, pur originale e bello esteticamente, non mi ha lasciato nulla, nessuna emozione, nessun tuffo al cuore, nessuna emozione, positiva o negativa che fosse. Solo un senso di fastidio e di disagio, troppo poco per apprezzare il film.

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  13. Angier & Borden
    22 Jun 2009, 5:41 pm

    Troppo gentile Annarita, ma non devi ringraziarmi, il mio giudizio negativo è stato assolutamente spontaneo. Alla fine il film va guardato come un film, non importa se d'animazione o altro. Ed è proprio qui che, a parer mio, Coraline fallisce.
    E ti dirò, non mi stupisco che ci sia chi lo apprezza, ma mi stupisco tanto di chi grida al miracolo. Gusti.

    Borden

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  14. Angier & Borden
    22 Jun 2009, 5:41 pm

    Troppo gentile Annarita, ma non devi ringraziarmi, il mio giudizio negativo è stato assolutamente spontaneo. Alla fine il film va guardato come un film, non importa se d'animazione o altro. Ed è proprio qui che, a parer mio, Coraline fallisce.
    E ti dirò, non mi stupisco che ci sia chi lo apprezza, ma mi stupisco tanto di chi grida al miracolo. Gusti.

    Borden

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  15. Angier & Borden
    22 Jun 2009, 5:41 pm

    Troppo gentile Annarita, ma non devi ringraziarmi, il mio giudizio negativo è stato assolutamente spontaneo. Alla fine il film va guardato come un film, non importa se d'animazione o altro. Ed è proprio qui che, a parer mio, Coraline fallisce.
    E ti dirò, non mi stupisco che ci sia chi lo apprezza, ma mi stupisco tanto di chi grida al miracolo. Gusti.

    Borden

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  16. Angier & Borden
    22 Jun 2009, 7:28 pm

    Vorrei cogliere l'occasione per porre ad Annarita e a Borden una critica costruttiva. Quello che secondo me Borden – e in questo caso anche Annarita – a volte sbaglia quando si pone di fronte a un film, è il fatto che dai suoi discorsi sembra spesso di evincere il seguente pensiero: "Mi sono seduto davanti allo schermo e il film mi ha dato poche/molte/nulle emozioni".

    Ora, questo modo di concepire l'esperienza di consumo e fruizione dei media è antichissimo e irrimediabilmente obsoleto poichè relegato in un'epoca nella quale si pensava che l'individuo subisse in maniera del tutto PASSIVA un film o un prodotto culturale e che quindi spettasse unicamente a quest'ultimo suscitare o no in quello spettatore un'impressione di qualche genere.

    Per fortuna, questa concezione vecchia come il cucco ed è stata superata decenni fa da studi molto più avanzati. E' ormai dimostrato che nel fruire un prodotto culturale, conta MOLTISSIMO il modo con cui lo spettatore si relaziona ATTIVAMENTE al prodotto. E come fa lo spettatore a interagire con l'oggetto culturale che ha davanti? Semplice: lo fa mettendo in gioco le proprie conoscenze, la propria enciclopedia di riferimenti culturali, le proprie esperienze passate, la propria sensibilità, anche i propri pregiudizi.

    Quella che si innesca nel buio di un cinema è una vera e propria negoziazione, una contrattazione tra spettatore e film nel quale il primo ci mette del suo per reinterpretare e rielaborare ciò che il secondo gli suggerisce e gli propone.

    Dire quindi "Questo film non mi ha dato niente" significa perciò prima di tutto declassare e svilire il proprio ruolo di spettatore e utilizzatore di beni culturali.

    E per lo stesso motivo, quando si dice "Questo film non mi è piaciuto" non ci si limita a stigmatizzare il film ma si ammette anche la propria incapacità di negoziare con quel film significati e interpretazioni positive. Naturalmente, non ci prendiamo in giro: quando un film è oggettivamente orrendo, c'è poco da negoziare, e lo stesso vale nelle situazioni in cui un film ci propone modelli e schemi davvero lontanissimi dalla nostra sensibilità. In questi casi, ci sta tranquillamente un rifiuto di negoziare significati e interpretazioni con quel prodotto.

    Ma in altri casi, come quello di Coraline, un film che di certo non è frutto di calcoli superficiali e puramente commerciali, dire "Mi ha fatto schifo" significa ammettere un minimo grado di incapacità nella negoziazione culturale, magari per mancanza di riferimenti culturali corretti, per preconcetti che abbiamo, per chiusure a certi tipi di situazioni e atmosfere rappresentate…Meditate gente, meditate…

    Angier

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  17. Angier & Borden
    22 Jun 2009, 7:28 pm

    Vorrei cogliere l'occasione per porre ad Annarita e a Borden una critica costruttiva. Quello che secondo me Borden – e in questo caso anche Annarita – a volte sbaglia quando si pone di fronte a un film, è il fatto che dai suoi discorsi sembra spesso di evincere il seguente pensiero: "Mi sono seduto davanti allo schermo e il film mi ha dato poche/molte/nulle emozioni".

    Ora, questo modo di concepire l'esperienza di consumo e fruizione dei media è antichissimo e irrimediabilmente obsoleto poichè relegato in un'epoca nella quale si pensava che l'individuo subisse in maniera del tutto PASSIVA un film o un prodotto culturale e che quindi spettasse unicamente a quest'ultimo suscitare o no in quello spettatore un'impressione di qualche genere.

    Per fortuna, questa concezione vecchia come il cucco ed è stata superata decenni fa da studi molto più avanzati. E' ormai dimostrato che nel fruire un prodotto culturale, conta MOLTISSIMO il modo con cui lo spettatore si relaziona ATTIVAMENTE al prodotto. E come fa lo spettatore a interagire con l'oggetto culturale che ha davanti? Semplice: lo fa mettendo in gioco le proprie conoscenze, la propria enciclopedia di riferimenti culturali, le proprie esperienze passate, la propria sensibilità, anche i propri pregiudizi.

    Quella che si innesca nel buio di un cinema è una vera e propria negoziazione, una contrattazione tra spettatore e film nel quale il primo ci mette del suo per reinterpretare e rielaborare ciò che il secondo gli suggerisce e gli propone.

    Dire quindi "Questo film non mi ha dato niente" significa perciò prima di tutto declassare e svilire il proprio ruolo di spettatore e utilizzatore di beni culturali.

    E per lo stesso motivo, quando si dice "Questo film non mi è piaciuto" non ci si limita a stigmatizzare il film ma si ammette anche la propria incapacità di negoziare con quel film significati e interpretazioni positive. Naturalmente, non ci prendiamo in giro: quando un film è oggettivamente orrendo, c'è poco da negoziare, e lo stesso vale nelle situazioni in cui un film ci propone modelli e schemi davvero lontanissimi dalla nostra sensibilità. In questi casi, ci sta tranquillamente un rifiuto di negoziare significati e interpretazioni con quel prodotto.

    Ma in altri casi, come quello di Coraline, un film che di certo non è frutto di calcoli superficiali e puramente commerciali, dire "Mi ha fatto schifo" significa ammettere un minimo grado di incapacità nella negoziazione culturale, magari per mancanza di riferimenti culturali corretti, per preconcetti che abbiamo, per chiusure a certi tipi di situazioni e atmosfere rappresentate…Meditate gente, meditate…

    Angier

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  18. Angier & Borden
    22 Jun 2009, 7:28 pm

    Vorrei cogliere l'occasione per porre ad Annarita e a Borden una critica costruttiva. Quello che secondo me Borden – e in questo caso anche Annarita – a volte sbaglia quando si pone di fronte a un film, è il fatto che dai suoi discorsi sembra spesso di evincere il seguente pensiero: "Mi sono seduto davanti allo schermo e il film mi ha dato poche/molte/nulle emozioni".

    Ora, questo modo di concepire l'esperienza di consumo e fruizione dei media è antichissimo e irrimediabilmente obsoleto poichè relegato in un'epoca nella quale si pensava che l'individuo subisse in maniera del tutto PASSIVA un film o un prodotto culturale e che quindi spettasse unicamente a quest'ultimo suscitare o no in quello spettatore un'impressione di qualche genere.

    Per fortuna, questa concezione vecchia come il cucco ed è stata superata decenni fa da studi molto più avanzati. E' ormai dimostrato che nel fruire un prodotto culturale, conta MOLTISSIMO il modo con cui lo spettatore si relaziona ATTIVAMENTE al prodotto. E come fa lo spettatore a interagire con l'oggetto culturale che ha davanti? Semplice: lo fa mettendo in gioco le proprie conoscenze, la propria enciclopedia di riferimenti culturali, le proprie esperienze passate, la propria sensibilità, anche i propri pregiudizi.

    Quella che si innesca nel buio di un cinema è una vera e propria negoziazione, una contrattazione tra spettatore e film nel quale il primo ci mette del suo per reinterpretare e rielaborare ciò che il secondo gli suggerisce e gli propone.

    Dire quindi "Questo film non mi ha dato niente" significa perciò prima di tutto declassare e svilire il proprio ruolo di spettatore e utilizzatore di beni culturali.

    E per lo stesso motivo, quando si dice "Questo film non mi è piaciuto" non ci si limita a stigmatizzare il film ma si ammette anche la propria incapacità di negoziare con quel film significati e interpretazioni positive. Naturalmente, non ci prendiamo in giro: quando un film è oggettivamente orrendo, c'è poco da negoziare, e lo stesso vale nelle situazioni in cui un film ci propone modelli e schemi davvero lontanissimi dalla nostra sensibilità. In questi casi, ci sta tranquillamente un rifiuto di negoziare significati e interpretazioni con quel prodotto.

    Ma in altri casi, come quello di Coraline, un film che di certo non è frutto di calcoli superficiali e puramente commerciali, dire "Mi ha fatto schifo" significa ammettere un minimo grado di incapacità nella negoziazione culturale, magari per mancanza di riferimenti culturali corretti, per preconcetti che abbiamo, per chiusure a certi tipi di situazioni e atmosfere rappresentate…Meditate gente, meditate…

    Angier

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  19. Angier & Borden
    22 Jun 2009, 10:18 pm

    Angier, devo dire che la tua arringa mi suscita un pochino di compassione.
    Questo filmetto non ha proprio niente di ciò che tu credi di vederci.
    Le tue supposizioni sui modi altrui di relazionarsi ai film sembrano tanti spari nel buio, nessuno a segno. E poi, scusa, parli dei modi di fruizione con una saccenza…non è che hai pensato di farci chissà quale rivelazione?

    Te la dò io una versione più semplice e attendibile.
    Tu ti aspettavi un grande film già prima di vederlo: non è che, semplicemente, non hai saputo rivedere le tue posizioni?

    Dai, su…capita a tutti.

    Borden

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  20. Angier & Borden
    22 Jun 2009, 10:18 pm

    Angier, devo dire che la tua arringa mi suscita un pochino di compassione.
    Questo filmetto non ha proprio niente di ciò che tu credi di vederci.
    Le tue supposizioni sui modi altrui di relazionarsi ai film sembrano tanti spari nel buio, nessuno a segno. E poi, scusa, parli dei modi di fruizione con una saccenza…non è che hai pensato di farci chissà quale rivelazione?

    Te la dò io una versione più semplice e attendibile.
    Tu ti aspettavi un grande film già prima di vederlo: non è che, semplicemente, non hai saputo rivedere le tue posizioni?

    Dai, su…capita a tutti.

    Borden

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  21. Angier & Borden
    22 Jun 2009, 10:18 pm

    Angier, devo dire che la tua arringa mi suscita un pochino di compassione.
    Questo filmetto non ha proprio niente di ciò che tu credi di vederci.
    Le tue supposizioni sui modi altrui di relazionarsi ai film sembrano tanti spari nel buio, nessuno a segno. E poi, scusa, parli dei modi di fruizione con una saccenza…non è che hai pensato di farci chissà quale rivelazione?

    Te la dò io una versione più semplice e attendibile.
    Tu ti aspettavi un grande film già prima di vederlo: non è che, semplicemente, non hai saputo rivedere le tue posizioni?

    Dai, su…capita a tutti.

    Borden

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  22. anonimo
    22 Jun 2009, 10:28 pm

    Mmmmmmmmm bella sfida, tra angier e borden tutto ha dimostrazione che coraline è un film che ha un suo perchè.

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  23. recenso - Recensioni à Go Go
    23 Jun 2009, 3:39 am

    Sono perplessa da questa immensa differenza di vedute e dalla discussione che è nata, non ho ancora visto il film quindi per ora ho letto solo i voti. Ma non penso che si possa dire che un film è "oggettivamente" bello o orrendo. Su Coraline non ho aspettative né pregiudizi, non conosco nulla, anzi a 'sto punto mando il gatto a vederlo e sarà uno spasso vedere cosa scriverà ;-)
    Comunque, anche se la penso come Borden sulle aspettative, bella dissertazione.

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  24. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 8:35 am

    A cuccia Borden, se non fai il bravo cagnetto la prossima volta non ti metto nella ciotola la tua pappa preferita. Innanzitutto respingo al mittente l’accusa di aver deciso a priori il giudizio del film e ti ricordo che prima di dare l’entusiastico voto di cui sopra Coraline l’ho visto ben due volte per essere sicuro di cogliere tutte le sfumature.

    Ti ringrazio per attribuirmi la completa paternità delle idee che ho esposto nel commento precedente ma purtroppo non è così. Si tratta delle affermazioni di Katz e Lazarsfeld, due famosi studiosi americani che dagli anni ’50 hanno studiato il modo in cui gli spettatori “consumano” film e prodotti televisivi (e con loro decine, centinaia di altri). Pensa che questi matti hanno avuto addirittura l’idea di effettuare migliaia di indagini sul campo passando così decenni ad osservare come venivano sperimentati e vissuti i prodotti mediatici all’interno delle famiglie americane dal Dopoguerra in poi.

    A saperlo, che alla fine arrivavi tu e senza il minimo straccio di argomentazione cestinavi tutto il loro lavoro, potevano pure risparmiarsi la fatica…Per quanto riguarda le critiche alla “saccenza”, le accetto senza problemi: penso sia inevitabile, quando si difendono con vigore e passione idee che derivano dal proprio campo di studi universitari, sfociare un po’ nel cattedratico e nel puntiglioso.

    Poi, finita la parentesi “secchiona”, sono dispostissimo a tornare a parlare di argomenti più “leggeri” come la batosta presa dagli azzurri di Lippi alla Confederations Cup, oppure se Ibra e Maicon lasceranno l’Inter (a patto naturalmente che trovino delle società disposte a riscattare il loro esosissimo cartellino).

    Al di là del fatto che le idee da me esposte ti hanno evidentemente colto in contropiede, penso che anche tu possa concordare con un fatto abbastanza ovvio e oramai dato per scontato: quello cioè che nel guardare un film non ci limitiamo ad assorbire passivamente degli stimoli che qualcun altro ha deciso a priori, ma ingaggiamo un vero e proprio “dialogo” con l’oggetto culturale che abbiamo davanti, mettendo sul piatto le nostre idee, i nostri gusti e le nostre conoscenze e costruendo così la NOSTRA interpretazione del film.

    E’ qualcosa di talmente ovvio oggi, negli anni 2000, che non penso ci sia bisogno di spiegarlo oltre. Se poi continui a voler rifiutare ostinatamente questa chiave di lettura, sono costretto a pensare che tu invece ti limiti a “subire” senza alcuna autonomia né personalità un film, lasciando ad esso il compito di stupirti e intrattenerti senza però fare nulla per contribuire al processo creativo. Penso, comunque, che questo non sia il tuo caso e che possa rendertene conto persino tu nonostante il tuo Q.I. equivalga a quello di uno scimpanzè sordomuto della Tanzania.

    E per concludere, ritengo che la pigrizia mentale delle critiche che muovi a Coraline emerga anche nell’atteggiamento sbruffone che ostenti nel definirlo insistentemente un “filmetto”. Ora, non ricordo se hai visto oppure no Nightmare Before Christmas, ma se l’avessi visto sapresti di certo che Selick è un regista (e un artista) che mette nelle sue opere un impegno smisurato e persino maniacale, e che quindi difficilmente sforna pellicole che non abbiano una loro qualità e un loro spessore. Poi potremo discutere di gusti, ma ostinarsi a definirlo un filmetto equivale a pisciare fuori dal vaso e forse anche sui propri pantaloni.

    Cordialmente

    Angier

    P.S. Avrete capito che tra me e Borden scorre un'atmosfera a dir poco goliardica. Siete tutti invitati a schierarvi dalla parte che ritenete più opportuna, inventando insulti raffinati e variopinti con i quali squalificare e destituire di qualunque legittimità intellettuale il vostro avversario.

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  25. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 8:35 am

    A cuccia Borden, se non fai il bravo cagnetto la prossima volta non ti metto nella ciotola la tua pappa preferita. Innanzitutto respingo al mittente l’accusa di aver deciso a priori il giudizio del film e ti ricordo che prima di dare l’entusiastico voto di cui sopra Coraline l’ho visto ben due volte per essere sicuro di cogliere tutte le sfumature.

    Ti ringrazio per attribuirmi la completa paternità delle idee che ho esposto nel commento precedente ma purtroppo non è così. Si tratta delle affermazioni di Katz e Lazarsfeld, due famosi studiosi americani che dagli anni ’50 hanno studiato il modo in cui gli spettatori “consumano” film e prodotti televisivi (e con loro decine, centinaia di altri). Pensa che questi matti hanno avuto addirittura l’idea di effettuare migliaia di indagini sul campo passando così decenni ad osservare come venivano sperimentati e vissuti i prodotti mediatici all’interno delle famiglie americane dal Dopoguerra in poi.

    A saperlo, che alla fine arrivavi tu e senza il minimo straccio di argomentazione cestinavi tutto il loro lavoro, potevano pure risparmiarsi la fatica…Per quanto riguarda le critiche alla “saccenza”, le accetto senza problemi: penso sia inevitabile, quando si difendono con vigore e passione idee che derivano dal proprio campo di studi universitari, sfociare un po’ nel cattedratico e nel puntiglioso.

    Poi, finita la parentesi “secchiona”, sono dispostissimo a tornare a parlare di argomenti più “leggeri” come la batosta presa dagli azzurri di Lippi alla Confederations Cup, oppure se Ibra e Maicon lasceranno l’Inter (a patto naturalmente che trovino delle società disposte a riscattare il loro esosissimo cartellino).

    Al di là del fatto che le idee da me esposte ti hanno evidentemente colto in contropiede, penso che anche tu possa concordare con un fatto abbastanza ovvio e oramai dato per scontato: quello cioè che nel guardare un film non ci limitiamo ad assorbire passivamente degli stimoli che qualcun altro ha deciso a priori, ma ingaggiamo un vero e proprio “dialogo” con l’oggetto culturale che abbiamo davanti, mettendo sul piatto le nostre idee, i nostri gusti e le nostre conoscenze e costruendo così la NOSTRA interpretazione del film.

    E’ qualcosa di talmente ovvio oggi, negli anni 2000, che non penso ci sia bisogno di spiegarlo oltre. Se poi continui a voler rifiutare ostinatamente questa chiave di lettura, sono costretto a pensare che tu invece ti limiti a “subire” senza alcuna autonomia né personalità un film, lasciando ad esso il compito di stupirti e intrattenerti senza però fare nulla per contribuire al processo creativo. Penso, comunque, che questo non sia il tuo caso e che possa rendertene conto persino tu nonostante il tuo Q.I. equivalga a quello di uno scimpanzè sordomuto della Tanzania.

    E per concludere, ritengo che la pigrizia mentale delle critiche che muovi a Coraline emerga anche nell’atteggiamento sbruffone che ostenti nel definirlo insistentemente un “filmetto”. Ora, non ricordo se hai visto oppure no Nightmare Before Christmas, ma se l’avessi visto sapresti di certo che Selick è un regista (e un artista) che mette nelle sue opere un impegno smisurato e persino maniacale, e che quindi difficilmente sforna pellicole che non abbiano una loro qualità e un loro spessore. Poi potremo discutere di gusti, ma ostinarsi a definirlo un filmetto equivale a pisciare fuori dal vaso e forse anche sui propri pantaloni.

    Cordialmente

    Angier

    P.S. Avrete capito che tra me e Borden scorre un'atmosfera a dir poco goliardica. Siete tutti invitati a schierarvi dalla parte che ritenete più opportuna, inventando insulti raffinati e variopinti con i quali squalificare e destituire di qualunque legittimità intellettuale il vostro avversario.

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  26. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 8:35 am

    A cuccia Borden, se non fai il bravo cagnetto la prossima volta non ti metto nella ciotola la tua pappa preferita. Innanzitutto respingo al mittente l’accusa di aver deciso a priori il giudizio del film e ti ricordo che prima di dare l’entusiastico voto di cui sopra Coraline l’ho visto ben due volte per essere sicuro di cogliere tutte le sfumature.

    Ti ringrazio per attribuirmi la completa paternità delle idee che ho esposto nel commento precedente ma purtroppo non è così. Si tratta delle affermazioni di Katz e Lazarsfeld, due famosi studiosi americani che dagli anni ’50 hanno studiato il modo in cui gli spettatori “consumano” film e prodotti televisivi (e con loro decine, centinaia di altri). Pensa che questi matti hanno avuto addirittura l’idea di effettuare migliaia di indagini sul campo passando così decenni ad osservare come venivano sperimentati e vissuti i prodotti mediatici all’interno delle famiglie americane dal Dopoguerra in poi.

    A saperlo, che alla fine arrivavi tu e senza il minimo straccio di argomentazione cestinavi tutto il loro lavoro, potevano pure risparmiarsi la fatica…Per quanto riguarda le critiche alla “saccenza”, le accetto senza problemi: penso sia inevitabile, quando si difendono con vigore e passione idee che derivano dal proprio campo di studi universitari, sfociare un po’ nel cattedratico e nel puntiglioso.

    Poi, finita la parentesi “secchiona”, sono dispostissimo a tornare a parlare di argomenti più “leggeri” come la batosta presa dagli azzurri di Lippi alla Confederations Cup, oppure se Ibra e Maicon lasceranno l’Inter (a patto naturalmente che trovino delle società disposte a riscattare il loro esosissimo cartellino).

    Al di là del fatto che le idee da me esposte ti hanno evidentemente colto in contropiede, penso che anche tu possa concordare con un fatto abbastanza ovvio e oramai dato per scontato: quello cioè che nel guardare un film non ci limitiamo ad assorbire passivamente degli stimoli che qualcun altro ha deciso a priori, ma ingaggiamo un vero e proprio “dialogo” con l’oggetto culturale che abbiamo davanti, mettendo sul piatto le nostre idee, i nostri gusti e le nostre conoscenze e costruendo così la NOSTRA interpretazione del film.

    E’ qualcosa di talmente ovvio oggi, negli anni 2000, che non penso ci sia bisogno di spiegarlo oltre. Se poi continui a voler rifiutare ostinatamente questa chiave di lettura, sono costretto a pensare che tu invece ti limiti a “subire” senza alcuna autonomia né personalità un film, lasciando ad esso il compito di stupirti e intrattenerti senza però fare nulla per contribuire al processo creativo. Penso, comunque, che questo non sia il tuo caso e che possa rendertene conto persino tu nonostante il tuo Q.I. equivalga a quello di uno scimpanzè sordomuto della Tanzania.

    E per concludere, ritengo che la pigrizia mentale delle critiche che muovi a Coraline emerga anche nell’atteggiamento sbruffone che ostenti nel definirlo insistentemente un “filmetto”. Ora, non ricordo se hai visto oppure no Nightmare Before Christmas, ma se l’avessi visto sapresti di certo che Selick è un regista (e un artista) che mette nelle sue opere un impegno smisurato e persino maniacale, e che quindi difficilmente sforna pellicole che non abbiano una loro qualità e un loro spessore. Poi potremo discutere di gusti, ma ostinarsi a definirlo un filmetto equivale a pisciare fuori dal vaso e forse anche sui propri pantaloni.

    Cordialmente

    Angier

    P.S. Avrete capito che tra me e Borden scorre un'atmosfera a dir poco goliardica. Siete tutti invitati a schierarvi dalla parte che ritenete più opportuna, inventando insulti raffinati e variopinti con i quali squalificare e destituire di qualunque legittimità intellettuale il vostro avversario.

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  27. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 11:01 am

    Una delle cose che mi fanno più ridere (a parte immaginarti coi lucciconi agli occhi mentre stendevi questa recensione) del tuo modo di affrontare discussioni, verbali o scritte, è che quasi mai capisci al volo ciò che l'altro sostiene (un po' quello che ti capita coi film).
    Torna a leggere il mio precedente commento: non ti ho attribuito nessuna paternità di quelle teorie; ho scritto infatti "le tue supposizioni sui modi altrui di relazionarsi ai film", con chiaro riferimento a ciò che dicevi sulla mia presunta incapacità di negoziare e tutte quelle menate lì.

    Sulle teorie della fruizione ho solo scritto che le esponi con saccenza, non che sono tue. Oltre al fatto che il loro contenuto è assolutamente ovvio per chiunque vada al cinema più di una volta l'anno, e io c'ero arrivato senza bisogno di leggerlo da qualche professorone. E', come si dice, un'ovvietà.
    Ma poi, le tue insicurezze tienile un po' a bada: il primo a voler mettere le mani avanti sei stato tu nella tua recensione, quando hai dato del "manichino inanimato ottuso e rigido" a chiunque non percepisse la grandezza di questo film. Cioè, un po' come voler vincere una partita a scacchi con la sola prima mossa. Non credo che ti sia riuscito troppo bene…

    Il problema della partecipazione attiva al film è reale, ed è l'ovvietà di cui ho scritto sopra. Il tuo errore è tirarlo in ballo per questo film, quasi che la presenza di simbologie e metafore varie, ammesso che ci siano, diventino un alibi per ignorare qualunque criterio di ritmo e di buona scrittura. Non credi che un film debba possedere tutte queste qualità insieme tutte le volte in cui è possibile? No, anzi, non rispondermi ti prego…

    E poi, basta con questa logorrea, scrivi recensioni e commenti che sembrano rotoli di cartigienica svolti, così, per impressionare con la mole; cerca di porre un po' di attenzione anche alla sostanza ogni tanto "ed allora il mondo guarirà", come diceva la sigla dei puffi.

    Borden

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  28. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 11:01 am

    Una delle cose che mi fanno più ridere (a parte immaginarti coi lucciconi agli occhi mentre stendevi questa recensione) del tuo modo di affrontare discussioni, verbali o scritte, è che quasi mai capisci al volo ciò che l'altro sostiene (un po' quello che ti capita coi film).
    Torna a leggere il mio precedente commento: non ti ho attribuito nessuna paternità di quelle teorie; ho scritto infatti "le tue supposizioni sui modi altrui di relazionarsi ai film", con chiaro riferimento a ciò che dicevi sulla mia presunta incapacità di negoziare e tutte quelle menate lì.

    Sulle teorie della fruizione ho solo scritto che le esponi con saccenza, non che sono tue. Oltre al fatto che il loro contenuto è assolutamente ovvio per chiunque vada al cinema più di una volta l'anno, e io c'ero arrivato senza bisogno di leggerlo da qualche professorone. E', come si dice, un'ovvietà.
    Ma poi, le tue insicurezze tienile un po' a bada: il primo a voler mettere le mani avanti sei stato tu nella tua recensione, quando hai dato del "manichino inanimato ottuso e rigido" a chiunque non percepisse la grandezza di questo film. Cioè, un po' come voler vincere una partita a scacchi con la sola prima mossa. Non credo che ti sia riuscito troppo bene…

    Il problema della partecipazione attiva al film è reale, ed è l'ovvietà di cui ho scritto sopra. Il tuo errore è tirarlo in ballo per questo film, quasi che la presenza di simbologie e metafore varie, ammesso che ci siano, diventino un alibi per ignorare qualunque criterio di ritmo e di buona scrittura. Non credi che un film debba possedere tutte queste qualità insieme tutte le volte in cui è possibile? No, anzi, non rispondermi ti prego…

    E poi, basta con questa logorrea, scrivi recensioni e commenti che sembrano rotoli di cartigienica svolti, così, per impressionare con la mole; cerca di porre un po' di attenzione anche alla sostanza ogni tanto "ed allora il mondo guarirà", come diceva la sigla dei puffi.

    Borden

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  29. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 11:01 am

    Una delle cose che mi fanno più ridere (a parte immaginarti coi lucciconi agli occhi mentre stendevi questa recensione) del tuo modo di affrontare discussioni, verbali o scritte, è che quasi mai capisci al volo ciò che l'altro sostiene (un po' quello che ti capita coi film).
    Torna a leggere il mio precedente commento: non ti ho attribuito nessuna paternità di quelle teorie; ho scritto infatti "le tue supposizioni sui modi altrui di relazionarsi ai film", con chiaro riferimento a ciò che dicevi sulla mia presunta incapacità di negoziare e tutte quelle menate lì.

    Sulle teorie della fruizione ho solo scritto che le esponi con saccenza, non che sono tue. Oltre al fatto che il loro contenuto è assolutamente ovvio per chiunque vada al cinema più di una volta l'anno, e io c'ero arrivato senza bisogno di leggerlo da qualche professorone. E', come si dice, un'ovvietà.
    Ma poi, le tue insicurezze tienile un po' a bada: il primo a voler mettere le mani avanti sei stato tu nella tua recensione, quando hai dato del "manichino inanimato ottuso e rigido" a chiunque non percepisse la grandezza di questo film. Cioè, un po' come voler vincere una partita a scacchi con la sola prima mossa. Non credo che ti sia riuscito troppo bene…

    Il problema della partecipazione attiva al film è reale, ed è l'ovvietà di cui ho scritto sopra. Il tuo errore è tirarlo in ballo per questo film, quasi che la presenza di simbologie e metafore varie, ammesso che ci siano, diventino un alibi per ignorare qualunque criterio di ritmo e di buona scrittura. Non credi che un film debba possedere tutte queste qualità insieme tutte le volte in cui è possibile? No, anzi, non rispondermi ti prego…

    E poi, basta con questa logorrea, scrivi recensioni e commenti che sembrano rotoli di cartigienica svolti, così, per impressionare con la mole; cerca di porre un po' di attenzione anche alla sostanza ogni tanto "ed allora il mondo guarirà", come diceva la sigla dei puffi.

    Borden

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  30. annarita
    23 Jun 2009, 11:04 am

    Allora, devo riordinare le idee per essere il più chiara possibile.
    Premessa: ho molta stima di entrambi sia perché quando scrivete di un film non vi limitate a dire "bello/brutto", ma argomentate in modo minuzioso le vostre opinioni, sia perché sapete scrivere entrambi molto bene in italiano, dote sempre più rara e da me molto apprezzata, sia perché non offendete mai i vostri commentatori!
    Non conoscevo gli studi di cui parla Angier e li ho trovati interessanti. Nel mio piccolo penso anch'io che lo spettatore non sia un vaso vuoto che dev'essere riempito dal film, bensì un soggetto con una propria cultura e una propria emotività che interagisce col film. Non a caso alcuni film sono amati da taluni e odiati da talaltri. Esempio: "Notte prima degli esami" non è un gran film, eppure siccome mi ricorda un periodo della mia vita molto felice lo guardo con affetto e sorvolo su alcuni difetti. Ma se devo scrivere un recensione non lo definirò un capolavoro.
    A parte i film oggettivamente brutti (e ci sono!),se un film non piace può sicuramente essere "per colpa" dello spettatore, incapace di instaurare un rapporto con il film, ma non vuol dire che lo spettatore in questione sia ignorante o stupido o povero d'idee o privo di orizzonti più ampi ecc.
    Semplicemente può essere che il film non abbia quegli ingredienti in grado di sorprenderlo o commuoverlo o farlo pensare o divertirlo, insomma in grado di dargli una qualunque emozione.
    Il rapporto film – spettatore è come il rapporto tra due persone: io e te possiamo essere due persone meravigliose eppure non abbiano niente che ci leghi, che ci renda complici e non saremo mai amici. E' colpa di qualcuno?
    Anch'io sono portata a dire "non capisci niente" di fronte a chi critica un film che io amo tantissimo e che per me è un capolavoro evidente (tipo Il signore degli anelli), ma dentro di me lo so che è sbagliato e presuntuoso da parte mia.
    Coraline a me non ha dato niente ed ero andata al cinema influenzata positivamente da tutte le critiche entusiastiche che avevo letto.
    Sono povera di spirito? Di orizzonti ristretti? Forse, o forse il mondo di Coraline è lontano da me e non mi tocca.
    Ma si tratta pur sempre di gusti, Angier!!!
    Concordo perfettamente con Borden quando dice che non mi stupisco che ci siano persone a cui Coraline piace (riconosco la dignità di film, semplicemente non mi conquista, cosa molto soggettiva), però resto un po' perplessa di fronte a chi grida al capolavoro.
    Ciò che conta davvero, alla fine dei conti, è essere onesti e argomentare le proprie opinioni, condivisibili o meno.

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  31. annarita
    23 Jun 2009, 11:11 am

    In effetti sono stata un po' logorroica anch'io!
    Comunque non posso non appoggiare chi cita la sigla dei Puffi, grande Borden!!!!
    Domanda seria: ragazzi, ma voi andate mai alle anteprime dei film? Io ne ho fatte un paio a Milano tramite The Director's Cup e, circondata da blogger e stampa, mi sono chiesta se ci foste anche voi. In effetti non so nemmeno se siete di Milano!

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  32. matteo
    23 Jun 2009, 1:25 pm

    Secondo me mancate entrambi della dote base del recensiore: l'imparzialità di fondo. Recensisco musica, sono un vostro collega, ma non mi trovo proprio nei discorsi di Borden ne di Angier. Un conto è avere pareri personali, un altro è basare su quelli l'intero giudizio. Io vorrei chiedere a Borden quali sono i suoi "parametri" di giudizio, perchè qualunque recensore li ha. Un conto è il gusto personale, un altro è consigliare o no un prodotto. Angier dal canto suo è fin troppo trasportato dalle proprie impressioni personali che non trovo nemmeno in lui la saggia equità.
    In definitiva io trovo Coraline un prodotto ottimo di per se, perchè metto come primo parametro il CINEMA ATTUALE. Confrontarlo col passato(cosa?) o dal punto di vista emozionale è INUTILE ai fini di un giudizio obiettivo, non sarà un capolavoro ma non merita il 4,5 di Borden, scusa Borden a cosa dai 10 tu?

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  33. annarita
    23 Jun 2009, 2:38 pm

    hai ragione matteo, il problema è che NON ESISTE UN RECENSORE IMPARZIALE, né per il cinema né per la musica. Non parliamo di matematica o fisica, non ci sono formule universali; certo, ci sono dei parametri, tipo la sceneggiatura, il ritmo, la fotografia e via dicendo. Ma io ti dico che la sceneggiatura di Coraline non mi ha colpita, Angier ti dice l'opposto, dunque anche se esistono dei parametri il modo di considerarli è sempre soggettivo. Io scrivo di cinema e tv e ti dico che uno dei parametri fondamentali per me è la capacità di emozionare, qualunque sia il tipo di emozione. Puoi giudicare una canzone dal testo e dalla musica, ma il suo successo dipende dalla capacità di arrivare al cuore delle persone e lo stesso vale per un film.
    Puoi usare come parametro "il cinema attuale", ma, credimi, è importante tenere presente il passato, perché alcuni film molto vecchi sono molto più attuali e ben fatti di tanti film odierni e c'è solo da imparare guardando indietro, senza dimenticare il presente e il futuro.
    Il problema fondamentale di chi recensisce, secondo me, qualunque sia l'oggetto della recensione, è proprio la convizione di avere un giudizio obiettivo. Se si tiene sempre presente, invece, che, per quanto ben motivato, si tratta sempre di un giudizio in buona parte soggettivo, si ha più umiltà e rispetto per il giudizio altrui e si evita l'errore di credere di avere la verità in tasca!

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  34. matteo
    23 Jun 2009, 4:44 pm

    Si ma io non dico che non bisogna avere un giudizio personale, vedi io distinguo le due cose per poi fonderle: un giudizio è la fusione di opinione personale + una opinione impersonale. Quando parlo di musica prima giudico da tecnico, guardo gli aspetti del testo e della melodia come dici tu e dopo però ci metto il mio quando parlo di emozioni. L'errore che io dicevo era che questa distinzione non l'ho vista nei recensori, il primo spinto dall'entusiasmo fino alle stelle, il secondo spinto dalla voglia di stroncare e basta senza un motivo valido. Riguardo al paragonare al passato, come fai a paragonare un film che di per se rappresenta già un'innovazione? Con Nitemare Before Christmas? A parte che, se continuiamo con i giudizi personali NBC non era un granchè per me, però devi ammettere che nel panorama attuale un film come Coraline è una perla rara. In mezzo a tanta immondizia e banalità anche un film con scarsa sceneggiatura ma con un fascino (non commerciale soprattutto) come Coraline secondo me merita la sufficienza già a priori.

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  35. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 6:04 pm

    Intanto grazie ad Annarita per i bei complimenti che ci fa. E non preoccuparti, il discorso "logorrea" valeva solo per Angier.

    Poi, Matteo a me fa molto piacere discutere di questa cosa però ho la sensazione che tu non abbia letto davvero la mia recensione: se guardi, ho diviso il giudizio in due proprio come dici tu, sottolinenando in primis la perfezione dell'aspetto tecnico.
    A differenza del mio collega però, l'ho liquidato molto in fretta perchè per me, in linea di massima, un buon profilo tecnico non suffragato da altro difficilmente raggiunge la sufficienza. E francamente mi pare giusto così, altrimenti dovremmo riempire di 6 "politici" tanti, troppi film.

    Sulla questione invece della bellezza della storia e addentellati vari forse si va un po' più sul soggettivo, anche se tu stesso giudichi scarsa la sceneggiatura. D'accordissimo, e questa scarsità causa a questo e a tanti altri film problemi molto seri.
    Non ho bisogno di fare tanti paragoni col cinema di ieri o di oggi, questo film non mi convince di per sè.

    Riguardo al fatto di voler stroncare il film senza un valido motivo: coraggio ragazzi, sarebbe masochismo puro. Scelgo io i film che vado a vedere, mica mi obbligano, quindi vuol dire che sono film a cui già di base voglio dare una possibilità (e anche di più). Non è che vado lì sperando di annoiarmi o disgustarmi…

    E visto che lo chiedi: in dieci mesi di vita di questo blog, ho assegnato il 10 solo al Cavaliere Oscuro e a Gran Torino.

    Borden

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  36. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 6:04 pm

    Intanto grazie ad Annarita per i bei complimenti che ci fa. E non preoccuparti, il discorso "logorrea" valeva solo per Angier.

    Poi, Matteo a me fa molto piacere discutere di questa cosa però ho la sensazione che tu non abbia letto davvero la mia recensione: se guardi, ho diviso il giudizio in due proprio come dici tu, sottolinenando in primis la perfezione dell'aspetto tecnico.
    A differenza del mio collega però, l'ho liquidato molto in fretta perchè per me, in linea di massima, un buon profilo tecnico non suffragato da altro difficilmente raggiunge la sufficienza. E francamente mi pare giusto così, altrimenti dovremmo riempire di 6 "politici" tanti, troppi film.

    Sulla questione invece della bellezza della storia e addentellati vari forse si va un po' più sul soggettivo, anche se tu stesso giudichi scarsa la sceneggiatura. D'accordissimo, e questa scarsità causa a questo e a tanti altri film problemi molto seri.
    Non ho bisogno di fare tanti paragoni col cinema di ieri o di oggi, questo film non mi convince di per sè.

    Riguardo al fatto di voler stroncare il film senza un valido motivo: coraggio ragazzi, sarebbe masochismo puro. Scelgo io i film che vado a vedere, mica mi obbligano, quindi vuol dire che sono film a cui già di base voglio dare una possibilità (e anche di più). Non è che vado lì sperando di annoiarmi o disgustarmi…

    E visto che lo chiedi: in dieci mesi di vita di questo blog, ho assegnato il 10 solo al Cavaliere Oscuro e a Gran Torino.

    Borden

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  37. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 6:04 pm

    Intanto grazie ad Annarita per i bei complimenti che ci fa. E non preoccuparti, il discorso "logorrea" valeva solo per Angier.

    Poi, Matteo a me fa molto piacere discutere di questa cosa però ho la sensazione che tu non abbia letto davvero la mia recensione: se guardi, ho diviso il giudizio in due proprio come dici tu, sottolinenando in primis la perfezione dell'aspetto tecnico.
    A differenza del mio collega però, l'ho liquidato molto in fretta perchè per me, in linea di massima, un buon profilo tecnico non suffragato da altro difficilmente raggiunge la sufficienza. E francamente mi pare giusto così, altrimenti dovremmo riempire di 6 "politici" tanti, troppi film.

    Sulla questione invece della bellezza della storia e addentellati vari forse si va un po' più sul soggettivo, anche se tu stesso giudichi scarsa la sceneggiatura. D'accordissimo, e questa scarsità causa a questo e a tanti altri film problemi molto seri.
    Non ho bisogno di fare tanti paragoni col cinema di ieri o di oggi, questo film non mi convince di per sè.

    Riguardo al fatto di voler stroncare il film senza un valido motivo: coraggio ragazzi, sarebbe masochismo puro. Scelgo io i film che vado a vedere, mica mi obbligano, quindi vuol dire che sono film a cui già di base voglio dare una possibilità (e anche di più). Non è che vado lì sperando di annoiarmi o disgustarmi…

    E visto che lo chiedi: in dieci mesi di vita di questo blog, ho assegnato il 10 solo al Cavaliere Oscuro e a Gran Torino.

    Borden

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  38. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 7:42 pm

    Innanzitutto replico alla precedente risposta di Borden:

    Borden, dopo aver confrontato la tua risposta e quella di Annarita ho deciso di licenziarti dal blog e assumere lei dato che ha argomentato molto meglio il suo punto di vista. La tua replica infatti sembra sia stata scritta da un bimbo di 6 anni ubriaco e forse anche un po’ rincoglionito.

    A questo punto, se ti tengo nel blog, dovrò comunque affiancarti un insegnante di sostegno che ti dia una mano a formulare frasi di senso compiuto e a non sbavarti sulla camicia in preda alle convulsioni tutte le volte che qualcuno critica una tua recensione.

    Quello che volevo dire cmq è che dalla tua recensione non traspare nemmeno un briciolo di autocritica del tipo "Non mi è piaciuto ma potrei anche essere io a non aver capito certe cose".

    La tua recensione sembra dire: "Mi ha fatto cagare ed è tutta colpa di Selick e degli inetti di cui si è circondato". Il che, ripeto, mi sembra eccessivo. Penso ci siano film per i quali è opportuno non essere troppo "tranchant" o perlomeno spiegare perbene perchè lo si è, escludendo in modo molto dettagliato e minuzioso tutte le possibilità di errore. Cosa che tu comunque non hai fatto. Così rischi di cadere nel qualunquismo del genere “I quadri di Picasso fanno schifo, li saprei fare meglio io” e così via.

    Risposta ad Annarita: apprezzo il fatto che i tuoi toni siano stati molto più cauti di quelli di Borden, e non voglio certo dire che io sono nel giusto e tu nello sbagliato. Dico solo che in certi casi fa bene risonoscere che il proprio punto di vista è frutto di gusti, riferimenti, idiosincrasie culturali di vario genere. I nostri punti di vista sono soggettivi, certo, ma appunto per questo chi stronca dev'essere ancora più "responsabile" di chi elogia. Mi permetto di pensare che questa regola valga in particolare per film di indubbia qualità come questo, che si sono meritati il plauso che gli si attribuisce grazie a un lavoro artigianale e genuino e a un impegno encomiabile. Riguardo alle anteprime, noi siamo di Bologna e purtroppo molte anteprime ce le perdiamo ;) !

    @Matteo: quando parli di contesto, io sono d'accordissimo. Sono il primo a dire che parlando di un'opera – sia essa arte o semplice intrattenimento – bisogna innanzitutto inquadrarla nel suo contesto. Per questo ho dato 8,5 a Star Trek. E' un blockbuster di alto livello qualitativo, un pò marchettaro ma comunque ben fatto e ben scritto, in un mondo affollato di pessimi e beceri film di cassetta. Inoltre è un film che ha acceso la scintilla del rinnovamento per una saga fantascientifica data ormai per morta e sepolta.

    Poi però devo anche dire che io, a differenza di te, non sono così ansioso di vedermi riconosciuta la patente di "recensore", almeno non nel senso tradizionale del termine. Io credo che l'entusiasmo tutto personale che uno può mettere nel valutare un film è un valore aggiunto, una spezia che insaporisce il piatto e lo rende più buono. Per questo, io preferisco essere considerato uno che va a vedere i film come tutti e che poi scrive un parere che magari poi può interessare a qualcuno.

    E mi piace pensare che chi viene a leggere le mie recensioni lo faccia non tanto per una presunta imparzialità che poi mi sembra impossibile avere per davvero, ma proprio per il mio entusiasmo, perchè magari conosce i miei gusti e sono molto simili ai suoi. Insomma, penso che la soggettività sia un bene prezioso, se supportata da argomentazioni giuste e fatte con onestà.

    Poi comunque, per me in una recensione i voti non sono mai separabili dal commento. Un voto preso da solo, sia un 4 o un 10, non dice molto. bisogna vedere il commento, capire le ragioni e lo stato d'animo che quel film ha saputo generare nell'interlocutore. E anche, per l'appunto, come il recensore ha saputo "leggere" e interpretare spunti e temi del film. Son le due facce della medaglia e solo se entrambe sono presenti un giudizio è completo, onesto e soprattutto coinvolgente per chi legge.

    Angier

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  39. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 7:42 pm

    Innanzitutto replico alla precedente risposta di Borden:

    Borden, dopo aver confrontato la tua risposta e quella di Annarita ho deciso di licenziarti dal blog e assumere lei dato che ha argomentato molto meglio il suo punto di vista. La tua replica infatti sembra sia stata scritta da un bimbo di 6 anni ubriaco e forse anche un po’ rincoglionito.

    A questo punto, se ti tengo nel blog, dovrò comunque affiancarti un insegnante di sostegno che ti dia una mano a formulare frasi di senso compiuto e a non sbavarti sulla camicia in preda alle convulsioni tutte le volte che qualcuno critica una tua recensione.

    Quello che volevo dire cmq è che dalla tua recensione non traspare nemmeno un briciolo di autocritica del tipo "Non mi è piaciuto ma potrei anche essere io a non aver capito certe cose".

    La tua recensione sembra dire: "Mi ha fatto cagare ed è tutta colpa di Selick e degli inetti di cui si è circondato". Il che, ripeto, mi sembra eccessivo. Penso ci siano film per i quali è opportuno non essere troppo "tranchant" o perlomeno spiegare perbene perchè lo si è, escludendo in modo molto dettagliato e minuzioso tutte le possibilità di errore. Cosa che tu comunque non hai fatto. Così rischi di cadere nel qualunquismo del genere “I quadri di Picasso fanno schifo, li saprei fare meglio io” e così via.

    Risposta ad Annarita: apprezzo il fatto che i tuoi toni siano stati molto più cauti di quelli di Borden, e non voglio certo dire che io sono nel giusto e tu nello sbagliato. Dico solo che in certi casi fa bene risonoscere che il proprio punto di vista è frutto di gusti, riferimenti, idiosincrasie culturali di vario genere. I nostri punti di vista sono soggettivi, certo, ma appunto per questo chi stronca dev'essere ancora più "responsabile" di chi elogia. Mi permetto di pensare che questa regola valga in particolare per film di indubbia qualità come questo, che si sono meritati il plauso che gli si attribuisce grazie a un lavoro artigianale e genuino e a un impegno encomiabile. Riguardo alle anteprime, noi siamo di Bologna e purtroppo molte anteprime ce le perdiamo ;) !

    @Matteo: quando parli di contesto, io sono d'accordissimo. Sono il primo a dire che parlando di un'opera – sia essa arte o semplice intrattenimento – bisogna innanzitutto inquadrarla nel suo contesto. Per questo ho dato 8,5 a Star Trek. E' un blockbuster di alto livello qualitativo, un pò marchettaro ma comunque ben fatto e ben scritto, in un mondo affollato di pessimi e beceri film di cassetta. Inoltre è un film che ha acceso la scintilla del rinnovamento per una saga fantascientifica data ormai per morta e sepolta.

    Poi però devo anche dire che io, a differenza di te, non sono così ansioso di vedermi riconosciuta la patente di "recensore", almeno non nel senso tradizionale del termine. Io credo che l'entusiasmo tutto personale che uno può mettere nel valutare un film è un valore aggiunto, una spezia che insaporisce il piatto e lo rende più buono. Per questo, io preferisco essere considerato uno che va a vedere i film come tutti e che poi scrive un parere che magari poi può interessare a qualcuno.

    E mi piace pensare che chi viene a leggere le mie recensioni lo faccia non tanto per una presunta imparzialità che poi mi sembra impossibile avere per davvero, ma proprio per il mio entusiasmo, perchè magari conosce i miei gusti e sono molto simili ai suoi. Insomma, penso che la soggettività sia un bene prezioso, se supportata da argomentazioni giuste e fatte con onestà.

    Poi comunque, per me in una recensione i voti non sono mai separabili dal commento. Un voto preso da solo, sia un 4 o un 10, non dice molto. bisogna vedere il commento, capire le ragioni e lo stato d'animo che quel film ha saputo generare nell'interlocutore. E anche, per l'appunto, come il recensore ha saputo "leggere" e interpretare spunti e temi del film. Son le due facce della medaglia e solo se entrambe sono presenti un giudizio è completo, onesto e soprattutto coinvolgente per chi legge.

    Angier

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  40. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 7:42 pm

    Innanzitutto replico alla precedente risposta di Borden:

    Borden, dopo aver confrontato la tua risposta e quella di Annarita ho deciso di licenziarti dal blog e assumere lei dato che ha argomentato molto meglio il suo punto di vista. La tua replica infatti sembra sia stata scritta da un bimbo di 6 anni ubriaco e forse anche un po’ rincoglionito.

    A questo punto, se ti tengo nel blog, dovrò comunque affiancarti un insegnante di sostegno che ti dia una mano a formulare frasi di senso compiuto e a non sbavarti sulla camicia in preda alle convulsioni tutte le volte che qualcuno critica una tua recensione.

    Quello che volevo dire cmq è che dalla tua recensione non traspare nemmeno un briciolo di autocritica del tipo "Non mi è piaciuto ma potrei anche essere io a non aver capito certe cose".

    La tua recensione sembra dire: "Mi ha fatto cagare ed è tutta colpa di Selick e degli inetti di cui si è circondato". Il che, ripeto, mi sembra eccessivo. Penso ci siano film per i quali è opportuno non essere troppo "tranchant" o perlomeno spiegare perbene perchè lo si è, escludendo in modo molto dettagliato e minuzioso tutte le possibilità di errore. Cosa che tu comunque non hai fatto. Così rischi di cadere nel qualunquismo del genere “I quadri di Picasso fanno schifo, li saprei fare meglio io” e così via.

    Risposta ad Annarita: apprezzo il fatto che i tuoi toni siano stati molto più cauti di quelli di Borden, e non voglio certo dire che io sono nel giusto e tu nello sbagliato. Dico solo che in certi casi fa bene risonoscere che il proprio punto di vista è frutto di gusti, riferimenti, idiosincrasie culturali di vario genere. I nostri punti di vista sono soggettivi, certo, ma appunto per questo chi stronca dev'essere ancora più "responsabile" di chi elogia. Mi permetto di pensare che questa regola valga in particolare per film di indubbia qualità come questo, che si sono meritati il plauso che gli si attribuisce grazie a un lavoro artigianale e genuino e a un impegno encomiabile. Riguardo alle anteprime, noi siamo di Bologna e purtroppo molte anteprime ce le perdiamo ;) !

    @Matteo: quando parli di contesto, io sono d'accordissimo. Sono il primo a dire che parlando di un'opera – sia essa arte o semplice intrattenimento – bisogna innanzitutto inquadrarla nel suo contesto. Per questo ho dato 8,5 a Star Trek. E' un blockbuster di alto livello qualitativo, un pò marchettaro ma comunque ben fatto e ben scritto, in un mondo affollato di pessimi e beceri film di cassetta. Inoltre è un film che ha acceso la scintilla del rinnovamento per una saga fantascientifica data ormai per morta e sepolta.

    Poi però devo anche dire che io, a differenza di te, non sono così ansioso di vedermi riconosciuta la patente di "recensore", almeno non nel senso tradizionale del termine. Io credo che l'entusiasmo tutto personale che uno può mettere nel valutare un film è un valore aggiunto, una spezia che insaporisce il piatto e lo rende più buono. Per questo, io preferisco essere considerato uno che va a vedere i film come tutti e che poi scrive un parere che magari poi può interessare a qualcuno.

    E mi piace pensare che chi viene a leggere le mie recensioni lo faccia non tanto per una presunta imparzialità che poi mi sembra impossibile avere per davvero, ma proprio per il mio entusiasmo, perchè magari conosce i miei gusti e sono molto simili ai suoi. Insomma, penso che la soggettività sia un bene prezioso, se supportata da argomentazioni giuste e fatte con onestà.

    Poi comunque, per me in una recensione i voti non sono mai separabili dal commento. Un voto preso da solo, sia un 4 o un 10, non dice molto. bisogna vedere il commento, capire le ragioni e lo stato d'animo che quel film ha saputo generare nell'interlocutore. E anche, per l'appunto, come il recensore ha saputo "leggere" e interpretare spunti e temi del film. Son le due facce della medaglia e solo se entrambe sono presenti un giudizio è completo, onesto e soprattutto coinvolgente per chi legge.

    Angier

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  41. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 9:32 pm

    Angier fai bene a svicolare, perchè altrimenti offriresti uno spettacolo pietoso (già adesso…)
    Sempre lì a parlare dell'impegno nel realizzare lo stop-motion; peccato che quel lavoro non sia il film, ma solo un suo presupposto. Non hai ancora saputo dire che cosa meriti davvero nel prodotto finale… Ecco perchè poi spari voti come se fossero numeri della tombola a una sagra paesana…

    A proposito, vedo che da solo non ce la fai: ti consiglio qualcosa di astringente?

    Borden

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  42. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 9:32 pm

    Angier fai bene a svicolare, perchè altrimenti offriresti uno spettacolo pietoso (già adesso…)
    Sempre lì a parlare dell'impegno nel realizzare lo stop-motion; peccato che quel lavoro non sia il film, ma solo un suo presupposto. Non hai ancora saputo dire che cosa meriti davvero nel prodotto finale… Ecco perchè poi spari voti come se fossero numeri della tombola a una sagra paesana…

    A proposito, vedo che da solo non ce la fai: ti consiglio qualcosa di astringente?

    Borden

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  43. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 9:32 pm

    Angier fai bene a svicolare, perchè altrimenti offriresti uno spettacolo pietoso (già adesso…)
    Sempre lì a parlare dell'impegno nel realizzare lo stop-motion; peccato che quel lavoro non sia il film, ma solo un suo presupposto. Non hai ancora saputo dire che cosa meriti davvero nel prodotto finale… Ecco perchè poi spari voti come se fossero numeri della tombola a una sagra paesana…

    A proposito, vedo che da solo non ce la fai: ti consiglio qualcosa di astringente?

    Borden

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  44. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 9:58 pm

    Borden, mi costringi ad abbassare ulteriormente la valutazione sul tuo quoziente intellettivo. Da scimpanzè sordomuto della Tanzania ti degrado ufficialmente ad organismo unicellulare, ad ameba giurassica…le ragioni che esplicito nella recensione per motivare il voto a Coraline sono le seguenti:

    1. La squisita realizzazione visiva di un mondo onirico, surreale, deliziosamente eccessivo nelle sue manifestazioni più fantasiose e paradossali. E qui ho precisato che tutto questo è dovuto anche alla scelta della stop-motion e alla sapienza registica che Selick ha messo nel realizzarla. Il lungo spazio che dedico nella rece al racconto il perchè e il per come dello stop-motion non è un delirio senile ma un elogio del coraggio di chi ha preferito una tecnica artigianale ad una regia di plastica. E il risultato si vede: un film vero, genuino, raro nella sua bellezza.

    2. La sceneggiatura che fa scorrere la narrazione più come un romanzo che come un banale film d'animazione. E qui la genialità sta nel disseminare in tutto il film simboli, elementi misteriosi, oggetti che evocano la paura tipicamente infantile per il mondo inesplorato che si stende appena al di là della nostra "zona di conforto".

    3. La regia vera e propria, che modula tutti gli spunti della storia rispettando i ritmi e gli stilemi di una vera fiaba dark. Grazie a questo, la storia assume quasi una dimensione inconscia, è un viaggio nei nostri incubi infantili che non a caso (e questo forse non l'ho citato nella rece e me ne pento) chiama in causa oggetti apparentemente "comuni" ma fortemente simbolici: i bottoni, le chiavi, le bambole e tutti quei giocattoli che contraddistinguono l'infanzia.

    Ora Borden, se dopo tutto questo non hai ancora capito, avvertimi e provvederò a mandarti un'ambulanza al più presto per disporre in tempi brevi un ricovero in una clinica specializzata. E a questo punto ti raccomando anche di recuperare Nightmare Before Christmas di cui sei colpevolmente digiuno per farci sapere cosa ne pensi: così capiamo se quello per Selick è un odio eterno e irrevocabile o ci sono speranze di cambiamento.

    Angier

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  45. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 9:58 pm

    Borden, mi costringi ad abbassare ulteriormente la valutazione sul tuo quoziente intellettivo. Da scimpanzè sordomuto della Tanzania ti degrado ufficialmente ad organismo unicellulare, ad ameba giurassica…le ragioni che esplicito nella recensione per motivare il voto a Coraline sono le seguenti:

    1. La squisita realizzazione visiva di un mondo onirico, surreale, deliziosamente eccessivo nelle sue manifestazioni più fantasiose e paradossali. E qui ho precisato che tutto questo è dovuto anche alla scelta della stop-motion e alla sapienza registica che Selick ha messo nel realizzarla. Il lungo spazio che dedico nella rece al racconto il perchè e il per come dello stop-motion non è un delirio senile ma un elogio del coraggio di chi ha preferito una tecnica artigianale ad una regia di plastica. E il risultato si vede: un film vero, genuino, raro nella sua bellezza.

    2. La sceneggiatura che fa scorrere la narrazione più come un romanzo che come un banale film d'animazione. E qui la genialità sta nel disseminare in tutto il film simboli, elementi misteriosi, oggetti che evocano la paura tipicamente infantile per il mondo inesplorato che si stende appena al di là della nostra "zona di conforto".

    3. La regia vera e propria, che modula tutti gli spunti della storia rispettando i ritmi e gli stilemi di una vera fiaba dark. Grazie a questo, la storia assume quasi una dimensione inconscia, è un viaggio nei nostri incubi infantili che non a caso (e questo forse non l'ho citato nella rece e me ne pento) chiama in causa oggetti apparentemente "comuni" ma fortemente simbolici: i bottoni, le chiavi, le bambole e tutti quei giocattoli che contraddistinguono l'infanzia.

    Ora Borden, se dopo tutto questo non hai ancora capito, avvertimi e provvederò a mandarti un'ambulanza al più presto per disporre in tempi brevi un ricovero in una clinica specializzata. E a questo punto ti raccomando anche di recuperare Nightmare Before Christmas di cui sei colpevolmente digiuno per farci sapere cosa ne pensi: così capiamo se quello per Selick è un odio eterno e irrevocabile o ci sono speranze di cambiamento.

    Angier

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  46. Angier & Borden
    23 Jun 2009, 9:58 pm

    Borden, mi costringi ad abbassare ulteriormente la valutazione sul tuo quoziente intellettivo. Da scimpanzè sordomuto della Tanzania ti degrado ufficialmente ad organismo unicellulare, ad ameba giurassica…le ragioni che esplicito nella recensione per motivare il voto a Coraline sono le seguenti:

    1. La squisita realizzazione visiva di un mondo onirico, surreale, deliziosamente eccessivo nelle sue manifestazioni più fantasiose e paradossali. E qui ho precisato che tutto questo è dovuto anche alla scelta della stop-motion e alla sapienza registica che Selick ha messo nel realizzarla. Il lungo spazio che dedico nella rece al racconto il perchè e il per come dello stop-motion non è un delirio senile ma un elogio del coraggio di chi ha preferito una tecnica artigianale ad una regia di plastica. E il risultato si vede: un film vero, genuino, raro nella sua bellezza.

    2. La sceneggiatura che fa scorrere la narrazione più come un romanzo che come un banale film d'animazione. E qui la genialità sta nel disseminare in tutto il film simboli, elementi misteriosi, oggetti che evocano la paura tipicamente infantile per il mondo inesplorato che si stende appena al di là della nostra "zona di conforto".

    3. La regia vera e propria, che modula tutti gli spunti della storia rispettando i ritmi e gli stilemi di una vera fiaba dark. Grazie a questo, la storia assume quasi una dimensione inconscia, è un viaggio nei nostri incubi infantili che non a caso (e questo forse non l'ho citato nella rece e me ne pento) chiama in causa oggetti apparentemente "comuni" ma fortemente simbolici: i bottoni, le chiavi, le bambole e tutti quei giocattoli che contraddistinguono l'infanzia.

    Ora Borden, se dopo tutto questo non hai ancora capito, avvertimi e provvederò a mandarti un'ambulanza al più presto per disporre in tempi brevi un ricovero in una clinica specializzata. E a questo punto ti raccomando anche di recuperare Nightmare Before Christmas di cui sei colpevolmente digiuno per farci sapere cosa ne pensi: così capiamo se quello per Selick è un odio eterno e irrevocabile o ci sono speranze di cambiamento.

    Angier

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  47. matteo
    23 Jun 2009, 10:12 pm

    Eheh siete una bella coppia comunque…Borden si ti ho capito benissimo, infatti condivido le tue critiche l'unica cosa che ti dicevo era infatti l'eccessiva cattiveria con la quale hai assegnato il voto, cioè un 4,5 non lo merita Coraline, neanche se vuoi vederci tutti i difetti del mondo, perchè più giù del 6 "politico" come dici tu, non si può andare solo per sfizio, lo si deve ammettere anche se si è delusi. E per dover di cronaca il Cavaliere Oscuro per quanto lo sfortunato Joker fosse bravo non merita il 10 solo per questa interpretazione, ma un voto molto più basso per la durata eccessiva di un film che alla lunga stanca (anzi mi ero dimenticato perfino che fosse un film di batman).
    Angier, capisco pure il tuo punto di vista, solo che non sempre la gente che legge vuole avere o ha i tuoi stessi gusti. Una recensione la si fa per descrivere a tutti una cosa, non solo a chi ne è "destinato" sennò sarebbe inutile recensire e ognuno avrebbe i suoi gusti e pace fatta. Invece questo "mestiere" si fa proprio per il gusto di consigliare alla gente un qualcosa che ci piace o ci ha colpito o che solamente vogliamo raccontare, ma non lo possiamo dipingere solo come vogliamo noi, perchè per fortuna siamo tutti diversi.
    Coraline infatti non è da 10 purtroppo, perchè secondo me lavorando ancora un po' se lo poteva meritare, spero solamente ne vengano ancora di prodotti così, ormai di cose originali nei media attuali se ne contano pochissime.

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  48. Carlito's
    23 Jun 2009, 10:51 pm

    Oddio mi fate morire sembrate due fidanzatini in disaccordo sul colore delle tende della camera :) , cmq bravi come vi ho già detto capisco entrambe le recensione ma sono daccordo solo con quella di angier,bravi bravi bravi continuate così.

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  49. recenso - Recensioni à Go Go
    23 Jun 2009, 11:11 pm

    Per diana leggendo questa discussione mi tenta sempre più leggere che avete scritto ma finché il gatto non avrà visto questo benedetto film taccio e mi sganascio :-)

    Quoto Carlito sulla storia delle tende

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  50. annarita
    24 Jun 2009, 2:45 pm

    Angier, sono commossa per il fatto che mi hai candidata a sostituire Borden…anche se gli hai dato dell'organismo unicellulare e quindi non so se è proprio un complimento!!
    Scherzi a parte, io condivido il pensiero di Borden, ma non il voto: a Coraline darei un 6,5 proprio perché riconosco le qualità tecniche che dice Angier, oltre al fatto che lo ritengo originale e ci vedo uno sforzo creativo a differenza dei tanti cartoni animati commerciali che affollano il grande schermo e che spesso non hanno una parvenza di sceneggiatura, ma sembrano un po' la versione animata del cinepanettone, tante gag e niente arrosto. La mancanza di coinvolgimento emotivo da parte mia mi spinge a non andare oltre il 6,5, ma, Angier caro, io riconosco che possa essere un mio limite e non un limite del film. Forse sono cresciuta a pane e Walt Disney e amo i film che mi danno un messaggio diverso da quello di Coraline. Per la storia del recensore, la penso come te, Angier, nel senso che io scrivo le mie impressioni, riporto me stessa nelle mie recensioni, pur sforzandomi di essere obiettiva, come dice Matteo. Obiettiva per me vuol dire cercare di non avere preconcetti quando si va a vedere un film, sforzarmi di cercare qualcosa di positivo anche quando mi sembra tutto brutto (non sempre ci riesco, vedi I mostri oggi). Ma quando un film ti piace davvero si legge in una recensione, l'entusiasmo è evidente e spero davvero di non perderlo mai.
    Del resto non siamo pagati per andare a vedere film, per cui già le scelte che facciamo danno un segnale evidente sui nostri gusti.
    Io sono di manica molto più larga di Borden nei voti, comunque anch'io darei 10 a Gran Torino e a Il cavaliere oscuro e non solo per la magnifica interpretazione di Heath Ledger, ma anche per quella di Christian Bale, che è riuscito a dare espressività alla maschera di Batman, per il messaggio che veicola, per la potenza visiva e per la splendida sceneggiatura.

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  51. Angier & Borden
    25 Jun 2009, 11:36 am

    Gente, non fate caso a quello che Angier ha detto in questi giorni, ho appena saputo che aveva smesso di prendere la sua medicina.

    Cioè davvero, non ci posso credere: io ti ho criticato per aver ribadito tante volte la qualità tecnica e l'impegno dietro allo stop-motion, e tu sei tornato a magnificarlo ancora una volta, e per di più al punto uno del tuo tragicomico discorso. Vabbè, mi ricordi un po' il Dustin Hoffman di Rain Man, ma pazienza.

    Certo quando ti azzardi a spiegare gli altri meriti di questo film la situazione sembra quasi peggiorare: mi spieghi in che modo dovrebbe essere un pregio per un film avere una cadenza da libro? Sbaglio o sono due media diversi e con linguaggi e meccanismi lontani anni-luce? Nella lettura di un libro è il lettore a dare il tempo, per ovvie ragioni, nel film questo è deciso a priori una volta per tutte e per tutti. Non ci vorranno diversi accorgimenti per ottenere da entrambi i mezzi la riuscita migliore? Puoi chiedere l'aiuto da casa se vuoi.

    Per Matteo: d'accordo che recensisci musica e non film, però credo che tu sia comunque abituato ad analizzare in profondità le opere, giusto? Allora lasciamo ad altri le considerazioni parziali e fuorvianti tipo che Il Cavaliere Oscuro si segnala solo per l'interpretazione (e la sciagura) di Ledger. Se è per questo, la gente parlava solo del Joker già prima di vedere il film, a riprova di come pochi si prendano il disturbo di valutare l'opera per ciò che veramente è.
    Non discuto la tua valutazione personale del film, dico solo che se lo trovi stancante e troppo lungo forse è perchè ti aspettavi un'opera più canonica e regolare. In realtà, il fatto che sia uscito fuori così sovversivo è, per me, il suo merito principale (ce ne sono molti di blockbuster in cui non riesci a indovinare ogni cinque minuti quello che sta per succedere?)

    Per quanto riguarda le tante qualità della pellicola sono perfettamente d'accordo con Annarita, e anzi l'elenco potrebbe continuare.

    Borden

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  52. Angier & Borden
    25 Jun 2009, 11:36 am

    Gente, non fate caso a quello che Angier ha detto in questi giorni, ho appena saputo che aveva smesso di prendere la sua medicina.

    Cioè davvero, non ci posso credere: io ti ho criticato per aver ribadito tante volte la qualità tecnica e l'impegno dietro allo stop-motion, e tu sei tornato a magnificarlo ancora una volta, e per di più al punto uno del tuo tragicomico discorso. Vabbè, mi ricordi un po' il Dustin Hoffman di Rain Man, ma pazienza.

    Certo quando ti azzardi a spiegare gli altri meriti di questo film la situazione sembra quasi peggiorare: mi spieghi in che modo dovrebbe essere un pregio per un film avere una cadenza da libro? Sbaglio o sono due media diversi e con linguaggi e meccanismi lontani anni-luce? Nella lettura di un libro è il lettore a dare il tempo, per ovvie ragioni, nel film questo è deciso a priori una volta per tutte e per tutti. Non ci vorranno diversi accorgimenti per ottenere da entrambi i mezzi la riuscita migliore? Puoi chiedere l'aiuto da casa se vuoi.

    Per Matteo: d'accordo che recensisci musica e non film, però credo che tu sia comunque abituato ad analizzare in profondità le opere, giusto? Allora lasciamo ad altri le considerazioni parziali e fuorvianti tipo che Il Cavaliere Oscuro si segnala solo per l'interpretazione (e la sciagura) di Ledger. Se è per questo, la gente parlava solo del Joker già prima di vedere il film, a riprova di come pochi si prendano il disturbo di valutare l'opera per ciò che veramente è.
    Non discuto la tua valutazione personale del film, dico solo che se lo trovi stancante e troppo lungo forse è perchè ti aspettavi un'opera più canonica e regolare. In realtà, il fatto che sia uscito fuori così sovversivo è, per me, il suo merito principale (ce ne sono molti di blockbuster in cui non riesci a indovinare ogni cinque minuti quello che sta per succedere?)

    Per quanto riguarda le tante qualità della pellicola sono perfettamente d'accordo con Annarita, e anzi l'elenco potrebbe continuare.

    Borden

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  53. Angier & Borden
    25 Jun 2009, 11:36 am

    Gente, non fate caso a quello che Angier ha detto in questi giorni, ho appena saputo che aveva smesso di prendere la sua medicina.

    Cioè davvero, non ci posso credere: io ti ho criticato per aver ribadito tante volte la qualità tecnica e l'impegno dietro allo stop-motion, e tu sei tornato a magnificarlo ancora una volta, e per di più al punto uno del tuo tragicomico discorso. Vabbè, mi ricordi un po' il Dustin Hoffman di Rain Man, ma pazienza.

    Certo quando ti azzardi a spiegare gli altri meriti di questo film la situazione sembra quasi peggiorare: mi spieghi in che modo dovrebbe essere un pregio per un film avere una cadenza da libro? Sbaglio o sono due media diversi e con linguaggi e meccanismi lontani anni-luce? Nella lettura di un libro è il lettore a dare il tempo, per ovvie ragioni, nel film questo è deciso a priori una volta per tutte e per tutti. Non ci vorranno diversi accorgimenti per ottenere da entrambi i mezzi la riuscita migliore? Puoi chiedere l'aiuto da casa se vuoi.

    Per Matteo: d'accordo che recensisci musica e non film, però credo che tu sia comunque abituato ad analizzare in profondità le opere, giusto? Allora lasciamo ad altri le considerazioni parziali e fuorvianti tipo che Il Cavaliere Oscuro si segnala solo per l'interpretazione (e la sciagura) di Ledger. Se è per questo, la gente parlava solo del Joker già prima di vedere il film, a riprova di come pochi si prendano il disturbo di valutare l'opera per ciò che veramente è.
    Non discuto la tua valutazione personale del film, dico solo che se lo trovi stancante e troppo lungo forse è perchè ti aspettavi un'opera più canonica e regolare. In realtà, il fatto che sia uscito fuori così sovversivo è, per me, il suo merito principale (ce ne sono molti di blockbuster in cui non riesci a indovinare ogni cinque minuti quello che sta per succedere?)

    Per quanto riguarda le tante qualità della pellicola sono perfettamente d'accordo con Annarita, e anzi l'elenco potrebbe continuare.

    Borden

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  54. Angier & Borden
    25 Jun 2009, 12:24 pm

    Un'altra cosa per Recenso: se per caso il motivo per cui non vuoi leggere la nostra recensione è che temi gli spoiler stai tranquilla, non ce ne sono :-)

    Borden

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  55. Angier & Borden
    25 Jun 2009, 12:24 pm

    Un'altra cosa per Recenso: se per caso il motivo per cui non vuoi leggere la nostra recensione è che temi gli spoiler stai tranquilla, non ce ne sono :-)

    Borden

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  56. Angier & Borden
    25 Jun 2009, 12:24 pm

    Un'altra cosa per Recenso: se per caso il motivo per cui non vuoi leggere la nostra recensione è che temi gli spoiler stai tranquilla, non ce ne sono :-)

    Borden

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  57. Carlito's
    25 Jun 2009, 8:11 pm

    Come si può discutere il cavaliere oscuro, non dò un giudizio perchè sarei imparziale (sono un fanatico di batman) ma mi sembra una considerazione oggettiva definire the dark night come uno dei miglior film del 2008, e nn conta solo la magnifica interpretazione del compianto ledger quanto la profondità e l'intensità, che nolan è riuscito a inserire in un film che parla di un super eroe,quindi matteo riveditelo almeno un altro paio di volte e poi giudica.

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  58. Valerana
    29 Jun 2009, 1:55 pm

    Non ho letto tutti i commenti, sono davvero tanti, quindi è possibile che io ripeta dei concetti già espressi, comunque dò il mio giudizio. Benchè nelle recensioni doppie e soprattutto così lontane tra loro si tende a dare un parere alla recensione di uno o dell'altro e non al film.
    I jolly su cui punta Coraline li avete già messi in tavola: animazione in stop-motion, soggetto tratto da un romanzo, ambientazione gotica, 3D.
    Sicuramente mi avvicino di più alla visione di Angier ma vado moooolto più cauta nell'elogio del 3D in generale e in particolare nell'uso che se ne fa in questo film. I personaggi e le ambientazioni animati in stop-motion, se trattati con la giusta fotografia e rimaneggiati a dovere in post-produzione (come in questo caso), danno già il senso di "corposità" e di profondità, quindi il 3D mi è sembrato alquanto superfluo. Così come la terza dimensione di Nightmare Before Christmas non ha aggiunto nulla al capolavoro che amo.
    Mi ritrovo, in parte, anche in alcune critiche mosse da Borden. La tecnica è talmente eccezionale che al confronto la trama (benchè molto interessante e originale anche nei suoi rimandi ad alcuni espedienti narrativi già noti) sembra inadeguata, ma io faccio parte di quella schiera di persone che è rimasta affascinata dall'immagine e dalla caratterizzazione dei personaggi, quindi la presunta lunghezza dell'epilogo non mi ha pesato affatto.
    Vi dirò di più: non vedo l'ora che Coraline esca in DVD così posso evitarmi l'inutile 3D e godermi la "cicciosità" dei personaggi!

    p.s. ci sarebbe da aprire una parentesi troppo lunga per spiegare la mia ritrosia verso l'ultima frontiera tecnologica di Hollywood. Il 3D stereoscopico ha già alle spalle una decina d'anni ma per un lungo periodo di tempo noi l'abbiamo associato all'idea degli occhialini con le lenti bi-color che dopo 15 minuti facevano venire mal di testa e nausea!
    La tecnologia in realtà è andata avanti, come dimostrano i vari cinema I-MAX in giro per il mondo (il più vicino a noi si trova di fianco all'Aquafan, Riccione) ma la stereoscopia non ha mai preso piede nella produzione commerciale, troppo costosa la produzione e troppo dispendioso l'adattamento delle sale.
    Ma poi è arrivata la pirateria a cui non si trovava soluzione…ed eccoti tirare fuori dal cappello il 3D stereoscopico come l'ultimo ritrovato (è il caso di dirlo) della tecnologia!
    Un tentativo un pò maldestro di trovare una soluzione tecnica ad un problema "morale" (passatemi il termine).
    Alcuni multisala si sono attrezzati per l'avvento riservando una delle sale alle proiezioni 3D ma, a mio parere, la produzione Hollywodiana non è ancora matura per generare film che giustifichino l'uso della terza dimensione. Dunque, come spesso accade, prima di vedere qualcosa di notevole, dovremo sorbirci ancora molta robaccia ad alto costo…

    Vorrei fermarmi ancora qui con voi ma il lavoro mi chiama.

    Alla prossima recensione!

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  59. Angier & Borden
    29 Jun 2009, 5:44 pm

    Cara Valerana, che bello rileggerti sul nostro blog! Fra l'altro sono veramente colpito dalla tua analisi tecnica…

    Comunque, approfitto del fatto che Angier sia impegnato a fondare il fan-club di Coraline per puntualizzare qualcosa.

    Intanto che sono d'accordo con te nel definire "inutile" la pur perfetta realizzazione in 3D, e per gli stessi tuoi motivi: lo stop-motion ben fatto come questo non ha bisogno di altro e gli occhialetti col loro effetto non possono competere col piacere di uno sguardo "libero", anche perchè quelli che ho usato io sono un po' fastidiosi a livello proprio fisico, per non parlare del prezzo del biglietto maggiorato…

    Poi, tu parli di come la lunghezza dell'epilogo non ti abbia affatto disturbata, ma io punto il dito soprattutto sulla prima parte del film, che propina allo spettatore la solita solfa per un'ora o giù di lì, con la ragazzina che va avanti e indietro da un mondo all'altro e ci mette una vita a realizzare che di là "qualcosa non va", mentre lo spettatore ci arriva con largo anticipo.
    I tempi narrativi non sono un optional, meritano la massima attenzione da chi realizza un film.

    E per finire l'IMAX. Quella sì che sarebbe una tecnologia interessante (chi l'ha provata parla di esperienze favolose, anche se con possibili effetti collaterali tipo vertigini e roba simile), ma entrambe le sale italiane (Riccione come hai detto tu, e Roma) proiettano solo documentari. Perchè? Davvero non so spiegarmelo, invece che approfittare della loro rarità sul territorio finchè possono…

    Borden

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  60. Angier & Borden
    29 Jun 2009, 5:44 pm

    Cara Valerana, che bello rileggerti sul nostro blog! Fra l'altro sono veramente colpito dalla tua analisi tecnica…

    Comunque, approfitto del fatto che Angier sia impegnato a fondare il fan-club di Coraline per puntualizzare qualcosa.

    Intanto che sono d'accordo con te nel definire "inutile" la pur perfetta realizzazione in 3D, e per gli stessi tuoi motivi: lo stop-motion ben fatto come questo non ha bisogno di altro e gli occhialetti col loro effetto non possono competere col piacere di uno sguardo "libero", anche perchè quelli che ho usato io sono un po' fastidiosi a livello proprio fisico, per non parlare del prezzo del biglietto maggiorato…

    Poi, tu parli di come la lunghezza dell'epilogo non ti abbia affatto disturbata, ma io punto il dito soprattutto sulla prima parte del film, che propina allo spettatore la solita solfa per un'ora o giù di lì, con la ragazzina che va avanti e indietro da un mondo all'altro e ci mette una vita a realizzare che di là "qualcosa non va", mentre lo spettatore ci arriva con largo anticipo.
    I tempi narrativi non sono un optional, meritano la massima attenzione da chi realizza un film.

    E per finire l'IMAX. Quella sì che sarebbe una tecnologia interessante (chi l'ha provata parla di esperienze favolose, anche se con possibili effetti collaterali tipo vertigini e roba simile), ma entrambe le sale italiane (Riccione come hai detto tu, e Roma) proiettano solo documentari. Perchè? Davvero non so spiegarmelo, invece che approfittare della loro rarità sul territorio finchè possono…

    Borden

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  61. Angier & Borden
    29 Jun 2009, 5:44 pm

    Cara Valerana, che bello rileggerti sul nostro blog! Fra l'altro sono veramente colpito dalla tua analisi tecnica…

    Comunque, approfitto del fatto che Angier sia impegnato a fondare il fan-club di Coraline per puntualizzare qualcosa.

    Intanto che sono d'accordo con te nel definire "inutile" la pur perfetta realizzazione in 3D, e per gli stessi tuoi motivi: lo stop-motion ben fatto come questo non ha bisogno di altro e gli occhialetti col loro effetto non possono competere col piacere di uno sguardo "libero", anche perchè quelli che ho usato io sono un po' fastidiosi a livello proprio fisico, per non parlare del prezzo del biglietto maggiorato…

    Poi, tu parli di come la lunghezza dell'epilogo non ti abbia affatto disturbata, ma io punto il dito soprattutto sulla prima parte del film, che propina allo spettatore la solita solfa per un'ora o giù di lì, con la ragazzina che va avanti e indietro da un mondo all'altro e ci mette una vita a realizzare che di là "qualcosa non va", mentre lo spettatore ci arriva con largo anticipo.
    I tempi narrativi non sono un optional, meritano la massima attenzione da chi realizza un film.

    E per finire l'IMAX. Quella sì che sarebbe una tecnologia interessante (chi l'ha provata parla di esperienze favolose, anche se con possibili effetti collaterali tipo vertigini e roba simile), ma entrambe le sale italiane (Riccione come hai detto tu, e Roma) proiettano solo documentari. Perchè? Davvero non so spiegarmelo, invece che approfittare della loro rarità sul territorio finchè possono…

    Borden

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  62. secondfire
    29 Jun 2009, 6:06 pm

    Film stupendo, di rara sensibilità e impareggiabile bellezza…spero solo che Gaiman e Selick possano lavorare ancora insieme in futuro :)

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  63. Valerana
    01 Jul 2009, 1:08 pm

    Caro Borden,
    è un piacere passarvi a trovare!

    per tua informazione non mi iscriverò al fan club di Coraline, non arrivo a tanto (già mi bastano i numerosi gruppi su Burton e il suo TNBC!), però continuo a sostenere il mio giudizio sugli aspetti tecnici ed artistici del film. L'inizio, a mio parere, è indispensabile soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi grotteschi co-protagonisti oltre che della ragazzina dark e i diversi viaggi della stessa sono un'espediente narrativo utile a questo scopo, non originalissimo ma sempre efficace e d'effetto.
    Personalmente se dovessi ripensare alle scene dei 100 minuti del film, avrei seria difficoltà a scegliere fotogrammi da tagliare!

    Per quanto riguarda gli IMAX, hai ragione, per lo più proiettano documentari (anche se presso il museo delle scienze di Londra, per esempio, c'era in programmazione anche un film d'animazione) ma è pur vero che quella tecnologia si presta particolarmente bene per l'esperienza realistica e quale prodotto meglio di un documentario è più idoneo? Ne ho visto uno sulla storia dei viaggi spaziali e mi sono sentita un'astronauta per 50 minuti!
    C'è da considerare inoltre che sono produzioni fatte ad hoc per gli IMAX e che le grandi produzioni, come dicevo nell'intervento precedente, se pur attrezzate tecnicamente, non sono ancora pronte artisticamente.
    Senza contate che il pubblico eterogeneo dell' IMAX ha aspettative che si avvicinano più all'esperienza multisensoriale del luna park che non all'entertainment da multisala.

    Valerana ha parlato :P

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  64. Angier & Borden
    01 Jul 2009, 2:32 pm

    Ringrazio Valerana, che come tutti avranno ormai capito è un killer prezzolato da me ingaggiato per fare a pezzi il collega Borden e la sua inutile, presuntuosa spocchia nel parlare di cinema….Hehehe, skerzo. Ma mi trovo d'accordo con parecchie delle affermazioni di Vr. A presto!

    Angier

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  65. Angier & Borden
    01 Jul 2009, 2:32 pm

    Ringrazio Valerana, che come tutti avranno ormai capito è un killer prezzolato da me ingaggiato per fare a pezzi il collega Borden e la sua inutile, presuntuosa spocchia nel parlare di cinema….Hehehe, skerzo. Ma mi trovo d'accordo con parecchie delle affermazioni di Vr. A presto!

    Angier

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  66. Angier & Borden
    01 Jul 2009, 2:32 pm

    Ringrazio Valerana, che come tutti avranno ormai capito è un killer prezzolato da me ingaggiato per fare a pezzi il collega Borden e la sua inutile, presuntuosa spocchia nel parlare di cinema….Hehehe, skerzo. Ma mi trovo d'accordo con parecchie delle affermazioni di Vr. A presto!

    Angier

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  67. Anonymous
    01 Jul 2009, 6:07 pm

    Né 10 nè 4.5. Mi sembra esagerato il voto pieno ad una storia che in effetti perde segatura da tutte le parti. Un caciucco tra Nightmare before e alice nel paese delle meraviglie che in più di un occasione sono un pò più di una citazione: il gatto, la porticina, la scena nel giardino "fatato". . .anche i fiori che cantano sono gli stessi (denti di leone). Il pupazzo equilibrista che si disfa da cui escono topi ricorda un pò troppo il Babau di Nightmare che si scuce facendo fuoriuscire il ripieno di insetti !
    Il salotto d'insetti [ma ammetto che questo può essere solo un mio delirio] ricorda un pò l'ambientazione allucinata del pasto nudo di Cronemberg.
    Nonostante questo trovo molto interessante l'idea centrale: un bello schiaffo a tutti i mondi fatati e incantati. Per vivere nel paese delle fiabe, bisogna cavarsi gli occhi, si perde se stessi!
    Idea però sviluppata male.
    Più che gotico in effetti il racconto mi sembra barocco, come il teatro in cui si esibiscono le soubrette trasformiste (il pubblico di cani è la scena che ho trovato + angosciosa): Sfarzoso, a tratti ridontante.
    Come non concordo con il 10 non approvo l'insufficenza.
    Non è un capolavoro di originalità ma nel complesso la storia fila. Senza grossi colpi di scena e con passaggi un pò criptici (perché una delle due sorelle è finità a fare il mostro di professione?) si arriva alla fine un pò rapiti e un pò distratti dai preziosismi e dagli affreschi affascinanti. Il mondo che si dissolve lentmente lasciando spazio ad una grafica essenziale, ma molto elegante e la casa che si dirocca arricciandosi come scarti di legno sono i passaggi grafici che ho gustato di più.
    Suvvia se diamo a coraline 4.5 dovremmo dare alle fiamme chilometri e chilometri di pellicola girata per prodotti certo peggiori da sottozero!
    hasta luego
    Piercing

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  68. Anonymous
    26 Jul 2009, 11:41 am

    Definirlo solo brutto significherebbe non considerare ciò che di bello ci ho trovato e cioè genialità nei particolari e negli effetti ai quali le moderne tecniche di animazione ci hanno abituato. Definirlo solo bello sicuramente nemmeno dato che viene venduto come film per bambini che assolutamente non è.
    Perchè mia figlia dopo averlo visto non voleva dormire da sola? E non è una tipa particolarmente paurosa. Forse perchè questo strano documentario horror per genitori viene venduto come un qualcosa che oltre al cartone animato racchiude messaggi educativi che però vanno estirpati tra spaventi ed un senso costante di pelle d'oca.
    Le ambientazioni ricordano Shining, le musiche Profondo Rosso ed il sorriso dell'altra mamma è più intenso di Kevin Spacey in Seven.
    Se i bambini ne vanno tenuti alla larga… ditelo grazie

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  69. Anonymous
    26 Jul 2009, 12:07 pm

    Nessuno guardi Coraline e la porta magica,un film
    assolutamente non per bambini.
    Dopo averlo visto avevo la pelle d'oca per la paura,dalla pubblicità sembrava un film bello per
    bambini,ma non fidatevi delle apparenze.
    Mi è piaciuto tanto il momento quando Coraline
    alla fine ritorna dai suoi genitori,ma quello più
    pauroso è stato quando la sua seconda madre si è
    trasformata in una strega.Marta

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  70. Anonymous
    25 Nov 2009, 10:22 pm

    Gran bel film a livello di animazione. Il raccondo da cui è tratto il film è un po' più indirizzato ai ragazzini piuttosto che a bambini ed ad adulti. Certamente non ci si deve aspettare una storia particolarmente complicata o dalle tematiche "profonde" (sempre che il cinema possa vantarne). Qui la trama è soprattutto una scusa per mostrare un'animazione all'antical, ma comunque molto moderna per gli effetti speciali che si nascondono dietro e che lo spettatore non è in grado di notare proprio per la naturalezza che riesce a rendere. Comunque un ottimo film.

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  71. Anonymous
    30 Nov 2009, 2:56 pm

    <3…!!!TROPPO BELLO CORALINE!!!…<3

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  72. Scoreggione
    28 Dec 2009, 12:39 pm

    Ottimi mezzi per realizzarlo ma trama inconsistente e poca fantasia nella realizzazione dei personaggi.
    Ho provato indifferenza assoluta ed è strano perchè amo lo stile gotico in tutte le sue espressioni.
    Vorrei chiedervi una cosa.
    avete provato qualcosa quando Coraline ha trovato la porta? Io no. Vi chiedo questo perchè "il passaggio" è un elemento importante e simbolico, è l'incipit dell'avventura e non può rimanere indifferente allo spettatore.
    L'alone di mistero non è denso come dovrebbe essere e questo toglie punti alla pellicola.
    Il mio è un commento modesto e vi dirò di più, invidio chi riesce ad entusiasmarsi lo stesso, perchè è più sensibile e meno assuefatto degli altri.

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  73. Anonymous
    14 Jan 2010, 10:36 pm

    mamma mia che teatrino…..uno a favore e uno contro…più l'anonimo che fà da cattivone….sembrate quasi la democrazia cristiana …..

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  74. Angier e Borden
    15 Jan 2010, 10:41 am

    Grande anonimo, t'è venuto fuori il battutone!!! Troppo forte la storia della democrazia cristiana, ma da dove t'è uscita XD? Certo che dev'essere una bella soddisfazione riuscire a fare una di quelle cose che di colpo danno un senso alla tua giornata, se non addirittura alla tua settimana, no? Adesso puoi scendere al bar all'angolo e berti un amaro Montenegro alla nostra salute, te lo sei meritato alla grande ;) !!! Poi magari, ora che hai preso coraggio, la prossima volta se ti va possiamo anche parlare di cinema…
    Alla prossima, bomber!

    Angier

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