Il cinema italiano nel 2009? Un’irritante Armata Brancaleone di mediocrità e luoghi comuni
Eterni Peter Pan senza fascino né stile. Adolescenti sgrammaticati che parlano sboccato, toppando i congiuntivi e raddoppiando o triplicando le consonanti in virtù di un dialetto romanesco diventato francamente insopportabile. Donne borghesi di mezz’età nevrotiche “per contratto” come i personaggi di Margherita Buy e isteriche trentenni urlanti che hanno puntualmente il volto di Giovanna Mezzogiorno. Sono solo alcuni dei fastidiosi clichet ai quali ci ha abituato il cinema italiano.
Mettendoli tutti in fila ci si potrebbe tappezzare un gigantesco muro del pianto, o ancora meglio le pareti delle sale cinematografiche in una sorta di monito permanente agli spettatori. Diciamoci la verità: l’ultimo grande del cinema italiano era un tizio di nome Sergio Leone. Uno che ha preso il western americano e l’ha portato a livelli mai raggiunti prima di allora. Uno al cui cospetto i grandi del cinema a stelle e strisce si sedevano a prendere appunti come insicuri liceali al primo giorno di scuola.
Dopo di lui, il deserto. Non serviva certo Ciak per farci giungere a questa conclusione, ma di sicuro l’inchiesta che il magazine della De Tassis ha condotto (interpellando, tra gli altri, anche noi) ci dà un piccolo segnale che qualcosa sta cambiando, se non altro in chi sta attorno – e osserva quotidianamente – il mondo del cinema.
E ci dà anche la flebile speranza che la gerontocrazia che governa l’industria cinematografica italiana si accorga finalmente che qualcosa deve cambiare. Bisogna applicare criteri meritocratici alla selezione dei film per evitare che il pubblico senta puzza di clientelismi; bisogna valutare le proposte per la loro qualità e originalità e non in base a giochi di forza che spesso hanno più a che spartire con la politica che con la cultura; basta con i finanziamenti pubblici concessi a progetti cinematografici che poi spesso e volentieri non approdano mai in sala; bisogna aprire tutti i settori dell’industria del cinema ai giovani, favorire un ricambio in posizioni chiave delle case di distribuzione e di produzione. Questa è la mia opinione, e vorrei il vostro parere al riguardo.
Solo così, imitando Paesi come la Gran Bretagna e la Francia, il cinema italiano potrà svegliarsi nuovamente dal suo torpore e raccontare qualcosa di nuovo e interessante. Qualcosa che non siano i piccoli deliri autoreferenziali di giovani che si atteggiano a precari bistrattati senza nemmeno mascherare la loro parlata “da quartieri alti”; oppure i beceri teatrini di “cumenda” del Nord che partono per mete esotiche con tanto di segretarie scosciate e fauna assortita al seguito. Ora naturalmente, la parola passa a voi. Cosa vedete di buono e cosa di cattivo nel cinema italiano? E’ un disastro senza rimedio o c’è un po’ di luce in fondo al tunnel? Come si suol dire, l’ultima parola al popolo.
Angier


01 Jul 2009, 7:44 am
Come in politica, si fa il grave errore di considerare sempre e solo i consensi/incassi, senza interrogarsi sull'origine.
Bisogna evitare questo continuo appiattimento delle opinioni, e cioè di considerare l'opinione di una famiglia media uguale a quella di un consumer un po' più esperto.
01 Jul 2009, 12:28 pm
Sono molto d'accordo con il tuo ragionamento. Purtroppo è una regola valida per molti aspetti della cultura. E' il solito confondere la democrazia – cioè la sovranità del popolo – con quella che invece è la sovranità dei consumatori. Il pubblico non va sempre e comunque assecondato nei suoi aspetti più "di branco", accontentando i suoi bisogni che vengono dalla pancia, ma bisogna anche un pò indirizzarlo nella strada giusta, proporgli cose nuove, abiutarlo pian piano a contenuti di un certo tipo. Solo in Italia non ce ne accorgiamo.
Angier
01 Jul 2009, 12:28 pm
Sono molto d'accordo con il tuo ragionamento. Purtroppo è una regola valida per molti aspetti della cultura. E' il solito confondere la democrazia – cioè la sovranità del popolo – con quella che invece è la sovranità dei consumatori. Il pubblico non va sempre e comunque assecondato nei suoi aspetti più "di branco", accontentando i suoi bisogni che vengono dalla pancia, ma bisogna anche un pò indirizzarlo nella strada giusta, proporgli cose nuove, abiutarlo pian piano a contenuti di un certo tipo. Solo in Italia non ce ne accorgiamo.
Angier
01 Jul 2009, 12:28 pm
Sono molto d'accordo con il tuo ragionamento. Purtroppo è una regola valida per molti aspetti della cultura. E' il solito confondere la democrazia – cioè la sovranità del popolo – con quella che invece è la sovranità dei consumatori. Il pubblico non va sempre e comunque assecondato nei suoi aspetti più "di branco", accontentando i suoi bisogni che vengono dalla pancia, ma bisogna anche un pò indirizzarlo nella strada giusta, proporgli cose nuove, abiutarlo pian piano a contenuti di un certo tipo. Solo in Italia non ce ne accorgiamo.
Angier
01 Jul 2009, 1:34 pm
in generale sono d'accordo: aborro i cinepanettoni, i cinecocomeri, i post-Muccini e Moccia-ni; non gradisco le rappresentazioni della donna italiana come un'isterica vita natural durante, i film storici girati come fiction televisive e gli altri clichè di cui si accenna…
però non riesco a fare di tutta l'erba un fascio.
Per fortuna qualche prodotto cinematografico degno di nota ancora si trova annualmente (oggi dovrei recuperare "Vincere").
Certo i criteri di riconoscimento del talento italiano fanno acqua da tutte le parti… Due esempi lampanti: Garrone (40 anni) e Sorrentino (39 anni), prima dei riconoscimenti all'estero con i rispettivi "Gomorra" e "Il divo", erano ancora considerati "registi emergenti"…
I veri "registi emergenti" italiani sono dovuti andare all'estero perchè la situazione in Italia dei "finanziamenti" al settore la conosciamo tutti ed è davvero triste.
Che recensione confortante per chi ha studiato cinema…davvero un sollievo! vi avanza della cicuta per caso?
01 Jul 2009, 6:09 pm
Il problema è anche che non ci sono autori veramente di peso. Non vedo più dei geniali sceneggiatori. Una volta c'erano i Flaiano, gli Zavattini, i Tognazzi. Oggi chi abbiamo? Cotroneo, la Comencini, Bonifacci? Per carità, c'è di peggio, sia chiaro, ma francamente non vedo tutto questo coraggio e questa voglia di ribaltare gli schemi…il mio è un discorso generale che va al di là dei nomi.
03 Jul 2009, 6:04 pm
L'amara verità è che in Europa, purtroppo, è difficile trovare un Paese cinematograficamente arretrato come l'Italia…
03 Jul 2009, 7:51 pm
La rivoluzione come per la politica anche per il cinema partirà dal basso, vedrete.
05 Jul 2009, 10:48 pm
Domanda:ci sono cinema Imax in italia oltre quello di riccione?? grazie mille
06 Jul 2009, 2:16 pm
Secondo ciò che afferma il sito ufficiale della Imax (ovviamente Imax.com) no. D'altronde, si sa, l'Italia esporta mode, stili e tendenze in campi come l'abbigliamento o le auto sportive, ma in molti altri settori è costretta a fare il fanalino di coda degli Usa e degli altri Paesi europei. In America si sta assistendo a una progressiva estinzione delle multisale tradizionali in favore degli Imax. Difficile dire se e quando questo accadrà in Italia. Se vuoi il mio parere però, non sono sicuro che questa eventualità sia da desiderare ardentemente. La tecnologia Imax è basata su un massivo e dirompente coinvolgimento dei sensi grazie alle dimensioni e alla risoluzione dello schermo. E' chiaro che se questa tecnologia rimpiazzasse quella attuale dei cinema, la spinta dell'industria mondiale sarebbe quella di andare sempre più verso filmoni stracarichi di effetti speciali per stupire, ma probabilmente sempre meno provvisti di sceneggiature brillanti, intelligenti ed originali…
Angier
06 Jul 2009, 2:16 pm
Secondo ciò che afferma il sito ufficiale della Imax (ovviamente Imax.com) no. D'altronde, si sa, l'Italia esporta mode, stili e tendenze in campi come l'abbigliamento o le auto sportive, ma in molti altri settori è costretta a fare il fanalino di coda degli Usa e degli altri Paesi europei. In America si sta assistendo a una progressiva estinzione delle multisale tradizionali in favore degli Imax. Difficile dire se e quando questo accadrà in Italia. Se vuoi il mio parere però, non sono sicuro che questa eventualità sia da desiderare ardentemente. La tecnologia Imax è basata su un massivo e dirompente coinvolgimento dei sensi grazie alle dimensioni e alla risoluzione dello schermo. E' chiaro che se questa tecnologia rimpiazzasse quella attuale dei cinema, la spinta dell'industria mondiale sarebbe quella di andare sempre più verso filmoni stracarichi di effetti speciali per stupire, ma probabilmente sempre meno provvisti di sceneggiature brillanti, intelligenti ed originali…
Angier
06 Jul 2009, 2:16 pm
Secondo ciò che afferma il sito ufficiale della Imax (ovviamente Imax.com) no. D'altronde, si sa, l'Italia esporta mode, stili e tendenze in campi come l'abbigliamento o le auto sportive, ma in molti altri settori è costretta a fare il fanalino di coda degli Usa e degli altri Paesi europei. In America si sta assistendo a una progressiva estinzione delle multisale tradizionali in favore degli Imax. Difficile dire se e quando questo accadrà in Italia. Se vuoi il mio parere però, non sono sicuro che questa eventualità sia da desiderare ardentemente. La tecnologia Imax è basata su un massivo e dirompente coinvolgimento dei sensi grazie alle dimensioni e alla risoluzione dello schermo. E' chiaro che se questa tecnologia rimpiazzasse quella attuale dei cinema, la spinta dell'industria mondiale sarebbe quella di andare sempre più verso filmoni stracarichi di effetti speciali per stupire, ma probabilmente sempre meno provvisti di sceneggiature brillanti, intelligenti ed originali…
Angier
07 Jul 2009, 8:15 am
Ragazzi,
i miei complimenti per il vostro intervento su Ciak, che ho letto due sere fa.
In generale concordo con quello che avete scritto, soprattutto sui giovani sgrammaticati dei film di Moccia!
Aldilà di tutto quello che scrivete sulla questione dell'influenza politica, dei sovvenzionamenti pubblici (che a volte vanno a film di cui mi sono chiesta quale fosse il valore pubblico), della tendenza ad accontentare il pubblico, tutto assolutamente vero, io credo che il più grande difetto del cinema italiano sia la manncanza di versatilità di molti attori e registi.
Non è detto che un bravo regista/attore debba per forza cimentarsi sia nel comico sia nel drammatico, ma se più di qualcuno ci provasse non sarebbe male.
Perché il regista "impegnato" non fa anche la commedia? Perché non provare ad essere eclettici come Spielberg? Perché l'attore riconosciuto come bravissimo debba sempre e per forza fare ruoli drammatici?
Eppure qualche esempio confortante c'è: Tornatore si è cimentato col thriller, confenzionando un film bellissimo come "La sconosciuta"; Benigni è passato da "johnny Stecchino" a "la vita è bella" e ha vinto tre Oscar; Silvio Orlando mi ha fatto sbellicare dalle risate in "Ex".
Sono curiosa di vedere De Sica nel nuovo film di Pupi Avati, alle prese con un ruolo drammatico, e sono certa che sarà bravissimo, perché i veri attori comici hanno una meravigliosa vena drammatica (vedi Totò).
Da noi i Castellitto e gli Orlando, in grado di passare dal comico al drammatico con dinvoltura, sono pochi, per non parlare dei registi, che si prendono troppo sul serio.
Eppure negli ultimi anni ho visto dei bei film italiani, perfino il cinepanettone dello scorso Natale, "Natale a Rio" non mi è dispiaciuto, sarà che ho amato la coppia Ghini – De Sica.
Non sono per l'abolizione del cinepanettone, ma per un maggiore impegno nella sceneggiatura e per l'eliminazione delle varie bellezze scosciate e decorative che affollano inutilmente questo ed altri film.
Quello che proprio non tollero, invece, sono i film di Boldi (lui fa sempre lo stesso personaggio), le varie Canalis incapaci di recitare, e il dilagante romanesco.
Spero che ci sia più spazio per bei film come "Nuovo cinema paradiso", "La sconosciuta", "La meglio gioventù", "Romanzo criminale", "Il divo" (che coraggio Sorrentino a fare un film su un uomo politico vivo e potente!), "Tutta la vita davanti" ed altri ancora che mantengono in vita il nostro cinema.
07 Jul 2009, 3:22 pm
Grazie per la risposta angier,anche se io spero che l'imax arrivi presto e che i registi impegnati continuino a scrivere i loro capolavori, mentre noi amanti del cinema, oltre alle loro perle ,possiamo godere di film mediocri come transformar che però diventerebbero esaltanti in imax.
Inoltre mi devo complimentare con voi per la recensione su ciack, e fare un piccolo omaggio alla serie di romanzo criminale semplicemente grandiosa, finalmente una serie italiana al pari di quelle americane.
11 Jul 2009, 3:06 pm
Ragazzi complimenti l'home page del vostro sito. Molto utile la divisione per titoli in ordine alfabetico. Sono sicura che con questa classificazione aumenteranno le visite e la vostra fama raggiungerà livelli stratosferici!
La prossima volta vi leggeremo su Le chaier du cinemà altro che ciak!
Però poi nn vi montate la testa, vi vogliamo genuini come siete adesso.. :*
bisous
11 Jul 2009, 7:13 pm
Grazie mille cara Valerana, le tue parole sono come il Parmigiano sui maccheroni!
No, sul serio, fa piacere sentire che i lettori apprezzano i nostri sforzi. E altre migliorie sono in arrivo. Un giorno Split Screen sarà un mondo talmente vasto che la Terra di Mezzo di Tolkien vi sembrerà una cuccetta per cani…
…ok, comincio a sragionare, meglio chiuderla qui
E ricordate, qui lavoriamo per voi!
Borden
11 Jul 2009, 7:13 pm
Grazie mille cara Valerana, le tue parole sono come il Parmigiano sui maccheroni!
No, sul serio, fa piacere sentire che i lettori apprezzano i nostri sforzi. E altre migliorie sono in arrivo. Un giorno Split Screen sarà un mondo talmente vasto che la Terra di Mezzo di Tolkien vi sembrerà una cuccetta per cani…
…ok, comincio a sragionare, meglio chiuderla qui
E ricordate, qui lavoriamo per voi!
Borden
11 Jul 2009, 7:13 pm
Grazie mille cara Valerana, le tue parole sono come il Parmigiano sui maccheroni!
No, sul serio, fa piacere sentire che i lettori apprezzano i nostri sforzi. E altre migliorie sono in arrivo. Un giorno Split Screen sarà un mondo talmente vasto che la Terra di Mezzo di Tolkien vi sembrerà una cuccetta per cani…
…ok, comincio a sragionare, meglio chiuderla qui
E ricordate, qui lavoriamo per voi!
Borden