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Un cinecomic talmente regolare da essere spesso banale. Nonostante alcuni “strattoni” il film non trova la strada giusta e abbraccia una logica da racconto per i fan del fumetto (pur con qualche licenza). Prima parte piacevole grazie anche a un minimo approfondimento dei personaggi. Secondo tempo in calo, tutto azione e CGI. Del cast si salvano Liev Schreiber e Danny Huston mentre Hugh Jackman appare incredibilmente sprecato

Pro: soprattutto un discreto primo tempo con un ritratto del personaggio abbastanza a 360°; belle location, alcune sequenze con una certa personalità

Contro: script canonico e pieno di automatismi, che vincolano molto il film ai clichè del genere; secondo tempo appiattito sull’action, servita da una CGI di qualità discutibile

TRAMA

La storia di Logan (Hugh Jackman), il mutante meglio noto come Wolverine; la pellicola ce lo racconta a partire dall’infanzia che lo segna per sempre, passando per il rapporto controverso e mai risolto col fratello sanguinario Victor Creed (Liev Schreiber), l’arruolamento nell’esercito e nel gruppo scelto comandato dal generale Striker (Danny Huston), l’amore per la bella Volpe d’Argento e le sue conseguenze…

RECENSIONE DI BORDEN

Wolverine è stato un caso già prima dell’uscita, per via della copia pirata diffusa anzitempo in rete e visionata da milioni di persone. Molto meno degno di essere un caso è il film in sè, che sa tanto di occasione sprecata e di compromesso con le esigenze commerciali.
Intanto, come già alcuni hanno detto, il protagonista gode di un approfondimento che lo conferma soprattutto come grande antieroe d’azione, più che di psicologia e spessore drammatico. Infatti le motivazioni che scaturiscono dal suo tragico vissuto sono abbastanza scontate e abusate.

Il film è quindi molto sbilanciato sulla componente spettacolare, anche se non manca qualche bella sequenza ben pensata, ad esempio una delle spietate esecuzioni di Victor che ha a che fare con la luce elettrica.
Anche i titoli di testa possiedono un certo gusto efficace e sintetico, ma come in gran parte del film, si è sempre sul punto di scivolare nel comico involontario. Molte sequenze d’azione sono infatti registicamente goffe e la CGI mostra anche per questo i suoi limiti: i personaggi a volte più che spiccare balzi in aria sembra che vengano sollevati di peso da una mano invisibile (accadeva anche nei tre Spiderman); ma anche in certe scene a riposo, gli artigli di Wolverine coperti di Adamantio sembrano a volte cartoni animati innestati su attori in carne ed ossa, richiamando alla mente Chi ha incastrato Roger Rabbit. Solo che qui l’effetto non è voluto.

Certo anche lo script e le performance del cast non aiutano a restare seri: Jackman propone senza tregua smorfie e ringhi che, lungi dal renderlo particolarmente minaccioso (ha sempre una faccia da buono), fanno pensare all’Hulk di Lou Ferrigno nel mitico serial anni settanta, tanto per restare in casa Marvel. Solo che Wolverine è un film che si prende abbastanza sul serio, quindi qualcosa non torna.
Meglio Liev Schreiber, che riesce minaccioso particolarmente nei momenti senza parlato. Infatti i dialoghi sono abbastanza dozzinali e retorici.

Discreti e molto più coinvolgenti certi siparietti divertenti o anche malinconici dedicati al rapporto tra il protagonista e certi personaggi di contorno, come i due anziani che lo ospitano nella fattoria, in cui emerge simpaticamente il suo lato più umano ed empatico; o anche l’incontro-scontro con Blob, che illumina il racconto con la giusta dose di ironia, altrove purtroppo carente.

Wolverine è quindi un film che manca il bersaglio, anche se non in modo disastroso; forse piacerà molto ai fan del fumetto, ma come prequel e spin-off resta tutto sommato una delusione, soprattutto se paragonato al primo X-Men, perchè sembra girare intorno al nocciolo senza centrarlo realmente.

Voto Borden: 5,5

RECENSIONE DI ANGIER

Giubbotto da motociclista, barba folta, lunghi artigli retrattili di adamantio e un’istintiva ribellione a qualunque forma di autorità precostituita. Non ci vuole molto a capire che Wolverine è il personaggio più “western” mai creato dalla Marvel. Non solo. Nonostante sia canadese di nascita, questo energumeno carico di muscoli, lame taglienti e rabbia repressa è americanissimo nello spirito, e sicuramente ci offre una delle migliori metafore dell’America di ieri e oggi.

Proprio come Wolverine, gli Stati Uniti sono un Paese generoso ma anche vendicativo, sempre attratto dall’avventura e dalla scoperta di mondi nuovi, incredibilmente umano ma anche incapace di frenare il proprio istinto animale quando questo decide di manifestarsi. Un Paese, infine, ossessionato da un unico ideale: la Libertà.

Tutto questo è Wolverine. Un tizio grande e grosso che ama scorrazzare su e giù per gli States senza che qualcuno gli dica cosa fare, chi uccidere o per quale sezione supersegreta dell’esercito lavorare. Dopo aver assodato l’irresistibile fascino e l’appeal rivoluzionario che l’immagine del supereroe Marvel ha nella cultura pop contemporanea, c’è da chiedersi perché i produttori del film abbiano voluto sprecarne l’enorme potenziale creando l’ennesimo cinecomic “tamarro” invece di un intelligente ed epico film d’azione.

Con i 107 minuti di girato definitivo, Gavin Hood e gli sceneggiatori avrebbero potuto fare tante cose: le numerose scene esterne del film avrebbero potuto per esempio esaltare l’amore per i grandi spazi di cui l’America gode in abbondanza e il senso di libertà che si prova a percorrerli in lungo e in largo. E invece, Hood e i suoi si sono limitati a usarli come sfondi inerti per scene d’azione banalotte e poco fantasiose (già private di realismo dalla scelta di eliminare qualunque traccia di sangue per rientrare nel rating di PG-13) , piene di ralenti “a là Matrix” e acrobazie coreografate come numeri di danza contemporanea.

Inutile dire che non ci siamo proprio. A conti fatti, si fa persino fatica a capire il clima d’attesa che ha accompagnato l’uscita del film e il caso mediatico creato attorno alla diffusione sul web di materiali “leaked” della pellicola. Insomma, tanto rumore per nulla. La sceneggiatura del film poi è decisamente anonima. I dialoghi? Scontati e già sentiti, sanno di minestra riscaldata.

E poi, siamo stanchi di clichet inflazionatissimi come quello della fidanzata del supereroe che per calmarlo in un momento di furia omicida gli dice cose come: “Non farlo. Tu non sei un animale”. Di battute divertenti ce n’è qualcuna, ma si poteva fare di più. E anche i numerosi personaggi della Marvel che gli sceneggiatori hanno voluto infilare a forza nel film non ci stanno a dire molto. Sembrano tutti in fila per una foto ricordo di gruppo, senza sapere molto bene cosa stanno facendo e soprattutto perché lo stanno facendo.

Detto questo, vale la pena chiarire che si tratta comunque di un film d’azione realizzato in modo dignitoso, perfino soddisfacente se amate il genere alla “Fast and Furious”. Molto bella la sequenza che accompagna i titoli di testa del film, dove vediamo Hugh Jackman e Liev Schrieber combattere fianco a fianco nelle svariate guerre che hanno sconvolto il mondo dall’800 a oggi. Breve ma interessante la scena del luna-park. Godibili anche le scene nella fattoria e l’inseguimento che ne scaturisce.

Infine, parliamo degli attori: pollice verso per Jackman, che non riesce a entrare in sintonia con il suo personaggio e mostra per tutto il film una faccia perennemente ingrugnita. Apprezzabile invece Liev Schrieber, come pure Dominic Monaghan nonostante il suo ruolo sia poco più che un cameo.

In conclusione, X Men le origini: Wolverine è una grande occasione mancata, un film che poteva essere grande è invece è solo uno dei tanti cinecomic d’azione che affollano le sale cinematografiche e gli archivi dei videonoleggi. Gli amanti dei film d’azione potranno però trovarlo gradevole, un efficace film d’evasione per trascorrere un’ora e tre quarti appagando il proprio lato commerciale e senza farsi troppe domande.

Voto Angier: 6

 

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Posted by Borden | 01 May 2009 | Recensioni, Uncategorized

5 Comments

  1. Delorian in '55
    04 May 2009, 2:23 pm

    Perchè un attore “in corsa” come Hackman, fresco della presentazione degli Oscar e ormai definitivamente sdoganato come attore completo, sia tornato al personaggio che gli ha dato la fama rimane un mistero. Un passo indietro.

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  2. annarita
    04 May 2009, 2:49 pm

    Ho visto ieri il film e ho appena postato la mia recensione. Concordo con voi sotto molto aspetti, ma curiosamente ho trovato banale e piatto il primo tempo e decisamente migliore il secondo. Il primo tempo mi è parso una sorta di scopiazzatura di Mission Impossible 2, sia per le scene d’azione sia per le ampie e rallentate inquadrature su Jackman. Lo spirito della trilogia di X Men che tanto ho amato l’ho ritrovato solo verso la fine. Jackman mi è piaciuto molto, ma il film resta in superficie, un’operazione commerciale che poteva essere davvero qualcosa di più. Peccato!
    Molto bello il parallelo tra l’America e Wolverine.

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  3. Anonymous
    08 Jun 2009, 6:36 am

    mi è piaciuto davvero molto

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  4. Patrick Bateman
    18 Oct 2009, 10:52 am

    Il migliore del "lotto"…non ci sono dubbi belle interpretazioni e ottimi gli scenari, Jackman poteva fare meglio,Schrieber lo sovrasta e lo travolge…davvero bravo! Bel film! ave!

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  5. Anonymous
    26 Oct 2009, 7:34 pm

    è stato un bellissimo film e non vedo l'ora esca il sequel…ma fatemi il favore voi e le vostre cazzate…

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