Su Ciak divampa la guerra tra blogger e critici tradizionali
Sfogliando il Ciak di marzo, quello che vedete qui sopra con in copertina il vero eroe morale degli Oscar 2009 Mickey Rourke, troverete un articolo nel quale abbiamo l’onore di comparire anche noi di Split Screen, e che tratta un tema con il quale chi naviga in rete avrà già una certa familiarità: parlo della guerra, iniziata silenziosamente e poi dilagata in modo sempre più cruento, tra critici cinematografici della carta stampata e blogger che affollano la rete. In America, questa guerra ha già mietuto alcune vittime (i trenta giornalisti licenziati da prestigiose testate per fare spazio a giovani e agguerriti gestori di blog), e c’è da aspettarsi che in futuro la situazione diventerà ancora più esasperata.
Sì perché è chiaro che i critici tradizionali, specialmente quelli dotti e paludati che hanno fatto della loro autorevolezza uno status esclusivo e soprattutto remunerativo, non ci stanno proprio a farsi soffiare i lettori da giovani smanettoni con la passione per il cinema. Stiamo parlando di cinema ma potremmo parlare di libri (chiedete a Rebecca Johnson, una semplice utente di Amazon che a forza di recensire i libri che leggeva è diventata una guru del settore) musica, arte e di qualunque area della cultura e dell’intrattenimento della quale internet si è oramai impadronito.
Personalmente, ricordo ancora con un misto di nostalgia e divertimento i tempi in cui lo strumento principe per orientare le mie scelte in fatto di film e dvd era il mitico Mereghetti, forse il più diffuso tra i dizionari del cinema. E devo ammettere che tenere in mano quel pesante volume e sfogliare con calma le pagine tra le quali erano recensiti migliaia di film dava una sensazione piacevole e confortante. E’ altrettanto vero però, che non appena ho avuto a disposizione una connessione internet a banda larga, il mitico Mereghetti è finito in uno scaffale della libreria per rimanerci sempre più a lungo. Le ragioni sono ovvie: internet è interattivo, economico (e c’è da aspettarsi che in un prossimo futuro, le connessioni alla rete saranno ovunque e gratuite), sconfinato, libero, incredibilmente vario e in continua evoluzione.
Chi cerca notizie, pareri, opinioni e recensioni di qualunque genere lì ne trova a bizzeffe, e nella forma che vuole. Su internet, ogni cosa è aggiornata e up-to-date. Un minuto dopo che qualcuno l’ha saputa, una notizia è già di dominio pubblico. Perciò è naturale che gli internauti, specie i più giovani, si fidino oramai più del parere dei loro blogger coevi piuttosto che di quelli dei giornalisti e dei vecchi opinion leader della carta stampata. Se ne sono accorte anche le major cinematografiche, che ormai sfruttano blog e social network per campagne virali sofisticatissime e sbalorditive. E’ chiaro che una barriera è stata definitivamente abbattuta, e che d’ora in poi nulla sarà come prima.
Con questo non sto dicendo che i critici della carta stampata siano dinosauri in via d’estinzione: essi hanno ancora senso, e in futuro ci saranno ancora lettori in cerca del loro parere autorevole, ma di certo dovranno abituarsi a convivere con le legioni di blogger che invadono ogni giorno la rete e che portano avanti una forma di comunicazione dal basso. E dovranno rassegnarsi a perdere il monopolio assoluto del pubblico. In fondo, è il mercato bellezza. Insomma, davvero c’è ancora chi spera di vendere enciclopedie nell’era di Wikipedia?
Angier
P.S. Noi di Split Screen ringraziamo Andrea Morandi per aver condotto quest’inchiesta e aver contribuito a portare alla luce nuove realtà emergenti della blogosfera italiana come noi.
Blogger vs. critici. Voi da che parte state? Pensate che questi mondi possano convivere oppure uno esclude l’altro? Fateci sapere la vostra opinione commentando tramite il box qui sotto (il dibattito si sta sviluppando contemporaneamente anche sul blog del direttore di Ciak, Piera De Tassis)!




Split Screen – Le due facce del cinema non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge. n. 62 del 7/3/2001.
27 Feb 2009, 10:59 am
Io, nn so voi, ma quando faccio zapping in tv e vedo un programma come cinematografo di rai1 con Marzullo, mi viene il latte alle ginocchia…ci sono tt questi critici cinematografici vecchi e seriosi, nn ce n’è uno giovane. Ecco, penso che se la critica tradizionale è questa qui, allora ben vengano i blogger, che almeno sanno di più come va il mondo di oggi.secondo me quelli di cinematografo nn sanno nemmeno cm si tiene un mouse XD
27 Feb 2009, 12:31 pm
macche scherzamo?i blog sono r mejo!!nessuno legge riviste, so troppo noiose.Ciao
27 Feb 2009, 1:49 pm
Guarda a me piacciono i blogger che parlano di cinema, spettacolo, anche io lo faccio e penso che i due mondi possano convivere senza fare storie. Quello che però noto è che spesso molti blogger molto letti scimmiottano i critici quindi alla fine non si vede molta differenza tra una recensione di un “critico” e quella di uno di questi “blogger”. Personalmente a me le recensioni dei critici non piacciono, preferisco quelle più “spontanee” e personali di chi scrive per passione, preferisco recensioni originali.
27 Feb 2009, 2:15 pm
Blogger vs Critici
Siamo proprio così sicuri che si possa fare un confronto così serrato tra le due categorie? E’ vero entrambi possono occuparsi delle stesse tematiche, ma con un grossa differenza di base.
Il critico propone le sue idee, il suo punto di vista, in base alle sue conoscenze personali, mentre il blogger secondo me si presenta più a contatto con la realtà che lo circonda, dato che ha uno scambio di idee con le persone che leggono ciò che lui/lei scrive.
Chi legge un blog a differenza di chi legge un dizionario, può ottenere più informazioni, sapere cosa più persone pensano sullo stesso argomento. In un certo senso il blogger è uno strumento di misura-valutazione democratico, che propone un’opinione su un tema aprendo al contempo una discussione. Proprio per questo motivo le major si orientano ai blog, poiché possono ottenere una valutazione statisticamente più vicina alla realtà, più prossima alla valutazione delle persone, in quanto alla fine sono le persone che dovranno comprare, non il singolo critico.
Secondo me i blogger rappresentano in parte (in parte perché i blogger si occupano, di svariate tematiche) l’evoluzione del critico, io credo che la prima delle due figure prenderà sempre più il sopravvento sull’altra (d’altra parte il concetto di evoluzione non lo abbiamo inventato noi).
- Magnus -
27 Feb 2009, 4:26 pm
Io seguo periodicamente Ciak e Best Movie, e devo dire che si difendono abbastanza bene (soprattutto Ciak), mantenendo un profilo abbastanza “giovane” e un tono informale.Filmtv mi piaceva più prima, negli ultimi anni è un pò scaduto..per i film seguo spesso le recensioni degli utenti su imdb. Le trovo molto attendibili e scritte in modo più diretto delle recensioni dei giornali.
28 Feb 2009, 9:10 am
Le riviste di cinema, specie in Italia, sono rimaste molto indietro, restando spesso ancorate a logiche clientelari e “di favore”, e finendo quindi col caratterizzarsi per recensioni tutte livellate su toni “morbidi” e concilianti, cosa che ha fatto perdere loro il favore del pubblico. Bisogna avere coraggio e sincerità quando si recensice un film..Altro grandissimo problema sono gli spoiler che i giornalisti della carta stampata seminano con noncuranza quando recensiscono i film. Finchè i critici non capiranno che NON SI PUO’ rivelare il finale o i colpi di scena di un film quando lo si recensisce, i lettori si orienteranno sempre di più verso i blog, che da questo punto di vista sono molto più rispettosi.
Claudio
28 Feb 2009, 2:39 pm
Secondo me la crisi della carta stampata è un problema più generale, che va oltre l’avanzare dell’armata dei blogger. Penso sia semplicemente l’avvento dell’era digitale con annessi e connessi.
E’ evidente che se sempre più gente passa il proprio tempo in rete l’attenzione si sposti in quei luoghi. E se qualche critico figlio di un’epoca d’oro in cui far parte dell’elite significava scrivere “un pezzo al giorno” (al massimo) e vivere da re non ce la fa.. beh mi spiace per lui, ma pazienza.
Cmq non griderei alla vittoria, perchè rimane il problema della competenza di chi scrive online. Leggere la recensione di un Mereghetti dalle pagine di un periodico da un minimo di garanzie sulle capacità di chi scrive. Mentre chiunque può blaterare da uno spazio sul web. Dicevano della fine dei libri di carta per quelli sul pc, ma non è andata così e meno male.
03 Mar 2009, 11:16 am
Ho letto l’articolo su Ciak, e devo dire che è toccata un’altra tematica interessante, o meglio quanto le stesse produzioni utilizzano i blogger ed i siti per diffondere materiali e preview.
Senza scomodare film quali Cloverfield che sono stati letteralmente lanciati dal web, trovo che sempre più spesso, le case di produzione utilizzano internet ed i blogger per diffonfere trailer, anteprime e magari coinvolgere appunto gli opinion leader.
sulla carta stampata questa cosa è fattibile solo in modo parziale.
Le due realtà continueranno a coesisistere, ma saranno sempre più distanti l’una dall’altra.
19 Mar 2009, 9:04 pm
La differenza e che i blogger siano più vicini ai gusti della maggioranza delle persone, mentre i critici con i loro termini tecnici spaventano e spiazzano molte persone.
21 Mar 2009, 12:31 pm
Bel sito complimenti e concordo in pieno con il tuo post…qualche tempo fa ho fatto un post anch’io sul cineblogging (http://scaglie.blogspot.com/2008/09/cineblogging-e-blogosfera.html).
Per me un “cineblog” o un articolo di critica cinematografica deve essere prima di tutto stimolante, farmi scoprire nuovi mondi o artisti sconosciuti, ma capisco che è una mia personale esigenza …chiaro che tenere un blog è prima di tutto un divertimento e non ambisce a volersi sostituire alla critica cartacea (che amo peraltro alla follia)…personalmente lavoro in tutto un altro campo, non ho studiato cinema e col blog mi interessa semplicemente stimolare la curiosità del navigante su dei titoli dimenticati…
Per i blog uno dei limiti è l’indicizzazione di google, ci si disperde in un mare magno…certo che avere un articolo su Ciak aiuta non poco gli accessi!
Ciao a presto
(Vi aggiungo tra i miei link)