
Brad Pitt, qui con Cate Blanchett, interpreta il ruolo di Benjamin Button
“Il mio nome è Benjamin Button, e sono nato in circostanze insolite”. Con queste fatidiche parole ha inizio Il Curioso Caso di Benjamin Button, una fiaba esistenziale carica di pathos e umanità, l’avvincente e coraggiosa biografia immaginaria di un uomo nato con le sembianze di un decrepito ottantenne e “condannato” a ringiovanire man mano che cresce, ripercorrendo così a ritroso tutte le fasi della sua evoluzione fisica, ma conservando la memoria e l’intelletto di una persona adulta.
Il film trae spunto da un racconto dello scrittore americano Francis Scott Fitzgerald, impareggiabile cantore dello smarrimento e della nostalgia che hanno caratterizzato l’America nel delicato cambio di guardia tra ‘800 e ‘900. Lo stesso Fitzgerald spiegò che la scintilla iniziale della storia era scaturita da una frase di Mark Twain, il quale una volta si disse rammaricato che la parte migliore della vita arrivasse all’inizio, e quella peggiore alla fine.
Partendo da questo sconcertante paradosso, David Fincher – regista la cui classe è cosa nota da tempo grazie a film come Seven, Zodiac e Fight Club – ha eretto un sontuoso monumento alla vita, alla morte e a tutto ciò che sta in mezzo. Merito anche dello sceneggiatore Eric Roth, già formidabile narratore di un’altra commovente storia: quella di Forrest Gump, il miracolato “gonzo” di provincia al quale tutti noi ci siamo, presto o tardi, affezionati.
E se Benjamin Button conserva senz’altro qualche lontana eco del suo predecessore, le analogie tra le due pellicole finiscono qui. Ogni ulteriore tentativo di appaiarle sarebbe miope e ottuso come scambiare un’aquila per un piccione soltanto perché entrambi hanno il becco, le ali e un morbido piumaggio. Inutile anche dilungarsi sulla interminabile lista di antenati letterari e cinematografici che Benjamin Button ha alle spalle: gli invitati al party sarebbero troppi, da Barry Lyndon a Oliver Twist, passando per lo Sterne del Viaggio Sentimentale e il Kerouac di On the Road.
Il film prende le mosse nella stanza di un ospedale di New Orleans dove un’anziana Cate Blanchett (prodigiosamente invecchiata dalla stessa magia digitale che vedremo impiegata con efficacia e discrezione in tutto il film) attende la sua fine in compagnia della figlia Caroline (Julia Ormond). Intanto, all’esterno si stanno già manifestando le prime avvisaglie dell’uragano Katrina, che di lì a poco si abbatterà con furia devastante sulla città.
Su richiesta della madre, Caroline comincia a leggere il diario che la donna ha custodito gelosamente per tutta la vita, unico ricordo di un “caro amico” di nome Benjamin Button, e noi veniamo immediatamente catapultati dalla fredda e asettica stanza d’ospedale in una luminosa e festante notte del 1918, il giorno esatto in cui finì la Prima Guerra Mondiale.
Nasce quella notte Benjamin Button, avvizzito e senescente neonato che il padre Thomas Button (un ricco produttore di bottoni) abbandona, per paura o semplice repulsione, sui gradini di una casa di riposo, affidandolo alle cure della devota domestica di colore Queenie.
I giorni passano e il neonato sembra crescere, sia pure in quel modo bizzarro e allarmante, contraddicendo le fosche previsioni del medico che l’aveva visitato la prima notte. Accolto di buon grado dagli anziani abitanti dell’ospizio, Button impara a muovere i primi passi in un luogo nel quale la morte è un ospite assiduo e persino atteso.
Scena dopo scena, seguiamo Benjamin nella sua avventurosa esplorazione del mondo e dei suoi misteri: la scoperta del sesso e dell’alcol, l’amicizia con il balordo e ubriacone capitano di una nave da rimorchio; la passionale ed effimera relazione con l’algida e malinconica Tilda Swinton; la guerra, i viaggi, gli incontri e le disavventure. A tenere insieme la storia è tuttavia l’amore per Daisy (Cate Blanchett), timida amica d’infanzia avviata a un futuro da ballerina di gran classe, la cui presenza (spirituale quando non fisica) è l’unica costante della vita di Benjamin.
La loro storia si evolve così a un ritmo tutto particolare, fragile e perfetta come può esserlo soltanto quella tra due spiriti affini costretti a incrociarsi a metà strada, mentre l’una si incammina verso la maturità e la vecchiaia e l’altro marcia verso la giovinezza e l’adolescenza. Straordinaria l’interpretazione di Pitt e della Blanchett (visto in versione originale, il film rivela anche il portentoso lavoro che i due attori hanno fatto sulla modulazione della loro voce), abili nel creare un’alchimia che attraversa letteralmente lo schermo per giungere intatta fino agli spettatori.
Gli strabilianti effetti speciali ci mostrano i due attori in ogni tappa intermedia tra la giovinezza e la vecchiaia, ed è ironico notare come la finzione e la realtà arrivino talvolta a confondersi, specie nelle sequenze in cui riconosciamo senza ombra di dubbio il Brad Pitt ventottenne che attirò tanta attenzione nel film Thelma & Louise.
La regia di David Fincher è ispirata e genuina come mai prima d’ora: in alcune scene, la bellezza delle inquadrature fa pensare che il regista tenga in mano un pennello piuttosto che una cinepresa; in altre, la finezza introspettiva della narrazione suggerisce che il pennello sia stato rimpiazzato da una penna, e che Fincher scriva sotto dettatura di Francis Scott Fitzgerald in persona. L’imponente minutaggio di 2 ore e 45 minuti scivola via senza il minimo intoppo, conferendo alla pellicola un respiro epico e un’atmosfera che troppo spesso mancano a certo cinema contemporaneo pigro e modaiolo.
Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma è meglio che le scopriate da soli, perciò l’unico invito è di andare al cinema e guardare questo straordinario film. Non capita tutti i giorni di vedere una pellicola capace di ricreare in modo così perfetto lo stupore infantile e la meraviglia incondizionata che sono alla base di quel miracolo chiamato cinema.
(Recensione di Angier)
Voto Angier: 10

Benjamin Button: ovvero uno spunto originale per un film un po’ convenzionale.
Sia chiaro, il nuovo lavoro di Fincher sfrutta al meglio risorse importanti e nasconde numerosi assi nella manica, ma il risultato finale non sembra all’altezza delle premesse.
Non che si tratti di un brutto film, affatto, solo non ravviso gli estremi per entusiasmarsi.
Lo spunto originale di cui sopra è il protagonista, questo freak che nasce decrepito neonato e vede scorrere al contrario la vita nelle sue vene, invecchiando mentalmente e ringiovanendo fisicamente. Un film in cui la particolarità dell’idea-base è essa stessa un arsenale di potenziali sviluppi per tutta l’opera. E qui c’è il primo punto critico. Infatti il racconto decide di prendere le svolte migliori alla lontana, allungando il brodo e imbastendo una storia “bigger than life”, un biopic oversize (sia pure di fantasia) che mette sullo stesso piano i passaggi importanti, quelli meno importanti e quelli trascurabili.
La narrazione è lineare, e permette di cogliere l’epica di un secolo “vissuto pericolosamente” attraverso lo sguardo di un personaggio tenero e spaesato (con ovvi rimandi a Forrest Gump e più velatamente a Big Fish), che Brad Pitt rende con maestria veramente indiscutibile tramite il contenimento e il controllo delle emozioni (ascoltate il crepitìo della sua voce da anziano e sappiatemi dire). Sua controparte è Cate Blanchett, il principale organo a pulsare cinema nella storia. Sul serio, sarebbe da Oscar ad occhi chiusi e, anche qui, la voce da donna anziana e malata terminale (tranquilli, non è uno spoiler) ottenuta dall’attrice è talmente autentica da risultare disturbante e a tratti insostenibile.
Peccato quindi che questi due talenti non siano stati spesi in una storia più calibrata, meno grandangolare, con meno eventi e maggior profondità. Non che si rimanga indifferenti alle vicende dei personaggi, ma ritorna spesso la sensazione che il film arpeggi sulle emozioni dello spettatore grazie a schemi e situazioni un po’abusati, che magari sarebbero stati più consoni ad un’opera con meno pretese.
Impossibile non parlare della perfezione del make-up, tradizionale, digitale e misto, che appare semplicemente insuperabile. Un indispensabile contributo alla credibilità della vicenda e anche un parziale palliativo per certe lacune di sostanza.
Sostanza che comunque intriga e suggestiona: la storia di questo “alieno”, nell’attrito con la normalità del mondo circostante, sprizza scintille esistenziali dal fascino perpetuo, come la paura della morte e dell’invecchiamento e il suo ribaltamento, il rimpianto per le occasioni perdute che innesca la rivalsa personale, la coesistenza nella diversità; tutte cose che il racconto affronta o lambisce, nel fluttuare del suo protagonista lungo tutto il ventesimo secolo.
Pur apprezzando la ricostruzione delle varie epoche, viene da pensare che sarebbe stato meglio ridurre l’arco temporale della storia e concentrarsi maggiormente su circostanze meglio selezionate e più profondamente scandagliate, lasciando emergere le tematiche più importanti. Invece il minutaggio finale (quasi due ore e quaranta) risulta troppo gonfio, forse alla ricerca di un maggior respiro epico, anche dove ingiustificato.
Comunque sia, il film resta una visione interessante e sufficientemente appassionante, meritevole anche sotto il profilo registico, con un Fincher maestro di eleganza e forza immaginifica.
(recensione di Borden)
Voto Borden: 6


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01 Feb 2009, 2:29 pm
Non vedo l’ora che questo film esca!
15 Feb 2009, 4:12 pm
Secondo me è orrendo.
Complimenti per la scena di Pitt e la Blanchett sulla barca a vela bianca e mare azzurro. Splendido.
15 Feb 2009, 11:28 pm
Orrendo.. e allo stesso tempo splendido???? mah
16 Feb 2009, 12:24 am
sopravvalutato…
16 Feb 2009, 9:17 am
triste al punto che è meraviglioso
triste al punto che ti fa venire voglia di vivere anche il più piccolo fiocco di neve che la vita ti concede
triste al punto da aprirti gli occhi e farti capire che realmente non sai mai cosa la vita ti riserva e ti sprona a vivere ogni giorno come fosse “l’ultimo” o il “primo” senza mai però avere rimpianti.
Un elogio all’amore e a quella piccola sensazione che tutti una volta o l’altra nella nostra vita abbiamo avuto, quella sensazione che quella persona è la tua anima gemella, qualunque aspetto abbia.
Grande! E ovviamente da donna non posso esimermi dal dire grande e strepitoso e unico Brad Pitt, e ancora da donna..stupenda interprete Kate Blanchet.
19 Feb 2009, 8:47 am
tremendamente lungo e dispersivo,già visti scene e storia melena…un mattone a tratti sostenibile,ad altri dialoghi davvero da suicidio…oscar?! mha….non direi proprio
q.a
21 Feb 2009, 10:09 pm
anche io ritengo questo film davvero sopravvalutato, un curioso caso cinematografico davvero
22 Feb 2009, 1:30 pm
no comment non lo ho ancora visto spero di non buttare via dei soldi
22 Feb 2009, 9:47 pm
Un film troppo lento e troppo lungo, dagli scarsi contenuti che comunicano ben poco allo spettatore . Chi ha tempo da buttare lo può andare a vedere..
26 Feb 2009, 9:31 pm
Prima del fantastico film di Fincher…l’idea della vita al contrario in chiave rock…ascoltate…
http://www.myspace.com/guidoseregni
13 Mar 2009, 12:12 pm
sn 2 volte ke lo vedo è un film bellissimo ma tristissimo(a mio padre gli è venuta l’idea ke vorrebbe essere come benjamin)brrrrrrrrrrrrrrrrrr.
nn sopporterei di avere un pàpà vecchissimo.brad pitt ha fatto un ottima interpretazione del personaggio in tutte le scene.(l’ultima parte la vedrò al cinema se posso)è piaciuto anke a mia mamma.benjamin da piccolo vecchio uomo mi ha fatto un pò di paura.x fortuna ke nn lo sognato in quel modo x 2 volte.è un film molto coinvolgente a mio parere almeno è quello ke penso io.lo ricevuto in dvd mercoledi mattina.
27 Mar 2009, 6:31 pm
Semplicemente,un gran capolavoro.Una storia meravigliosa, Pitt ci delizia con una delle sue migliori interpretazioni e la Blanchet non è da meno, la regia è ottima,se aggiungiamo anche effeti speciali che invecchiano e ringiovaniscono gli attori in modo perfetto ecco che prende vita il capolavoro chiamato il curioso caso di Benjamin Button.
01 Apr 2009, 11:39 am
Entrambe le recensioni sono ben scritte, siete davvero molti bravi, complimenti!
Io sono un po’ più dalla parte di Angier, forse non darei 10, ma un 9 ci sta tutto.
Prima di vedere il film pensavo fosse meraviglioso nascere vecchio e via via ringiovanire, ora lo trovo atroce. cosa c’è di più brutto di veder morire un neonato?
soprattutto è vero che Benjamin nasce vecchio e muore giovane, ma solo da un punto di visto fisico: mentalmente e sentimentalmente la sua crescita è la stessa degli altri, cosa che rende la sua condizione assolutamente tragica.
25 May 2009, 2:27 am
mi e’ piaciuto veramente tanto!gli attori mi piacciono tutti e due….cercavo un film tenero e non troppo impegnativo ma che comunque mi lasciasse qualcosa….mi ha lasciato un velato senso di malinconia….
27 Jun 2009, 4:51 pm
il film è stato sopravvalutato.troppe nomination per una storia, la cui idea sarebbe stata bella se non fosse stata rovinata..troppe cose da voler raccontare, pochi approfondimenti psicologici, battute prevedibili, situazioni da copione..Comunque Brad Pitt è bellisimo.Il film è tutto un conto alla rovescia per arrivare a scoprire quanto può divenate sempre più bello.Se non ci fosse stato lui sarebbe stata un'altra storia.Potere delle star.
09 Jul 2009, 6:15 pm
ho avuto una stranissima sensazione nel vedere il curioso strano di benjamin button..ora non saprei dire neanche se mi sia piaciuto o meno..è sconvolgente! certamente fa riflettere su tante cose che diamo quotidianamente per scontato..e questo lato è interessante perchè capovolge la realtà..ma non si può negare che sia tristissimo! cmq alla fine dico che vale la pena vederlo!
15 Jul 2009, 12:49 am
……..Mi amerai quando saro vecchia?……..e tu mi amerai quando avro l'acne?……..
21 Aug 2009, 9:35 am
ciao a tutti…quando è uscito questo film al cinema ero davvero curiosa di vedrlo, e pensavo che sarebbe potuto essere una cosa meraviglosa nascere anziani e via via ringiovanire, ma dopo averlo visto ha lasciato dentro me un profondo strato di malinconia pechè non c'è niente di più brutto che morire da neonato..è un film tratto da una storia vero, o almeno così è stato scritto alla fine del film.. io sinceramente sono convinta ke il ciclo della vita è tutto l'opposto e non potrà mai accadera il contrario…cmq vale la pena di vederlo
04 Sep 2009, 6:59 pm
Bellissimo film. Io ho dovuto kiamare i pompieri quando ho finito di vederlo xk avevo allagato la casa dalle mie lacrime. Questo e il primo film in assoluto ke mi abbia fatto emozionare ma allo stesso tempo sconvolgere.
12 Sep 2009, 4:24 pm
Mi avete messo una tale curiosità!
21 Sep 2009, 1:44 pm
film da vedere,sono rimasta sconvolta dalla perfezione delle scene e soprattutto dalla "trasformazione"di brad pitt che diventa sempre più figo!!!bella storia
15 Jan 2010, 3:16 pm
ciao a tutti. è un capolavoro cinematografico che fa emozionare e riflettere al tempo stesso.
anchio come voi o sempre pensato che nascere vecchi e morire giovanicome spiegava anche woody allen, doveva essere magnifico; ma dopo questo film mi sono dovuta rimangiare tutto!
la trama è spettacolare e riesce a far volare via le 2.45 ore del film.
il trucco è assolutamente spettacolare, quasi non lo riconoscevo pitt da vecchio! e concordo che è prorpio un conte alla rovescia prima di vedere come sbocci e diventi bellissimo…
29 Jan 2010, 4:08 pm
ma l'avete visto o no sto film sembra di no xk è stupendo ve lo assicuro
23 Mar 2010, 10:43 am
film fantastico,come pochi nella storia del cinema
06 Apr 2010, 9:28 pm
film davvero emozionante e coinvolgente l'ho visto per ben tre volte ed è riuscito ad emozionarmi in tutti i casi…esprime tanta umanità e amore per la vita…un film sempre attuale.Bellissimo Pitt e davvero incantevole nei panni di ballerina classica la Blanchett…la trama non è scontata,anzi fa riflettere sull'imprevidibilità dell'esistenza…ci porta da una parte a sognare momenti felici(la giovinezza di pitt)e dall'altra trasmette malinconia…una tragedia!Davvero un curioso caso:)
01 Jul 2010, 7:45 pm
per me è straordinario, un inno alla vita, da accettare in toto, pur nella consapevolezza drammatica della sua precarietà…non lo dimenticherò
gisella
09 Oct 2010, 3:17 pm
semplicemente fantastico chi dice ke è noioso nn si intende proprio di cinema ne tanto meno della vita!!!!
22 Jan 2011, 8:55 pm
boiata apocalittica….per chi di film fino ad oggi non ne deve avere proprio masticato….
12 Mar 2011, 2:34 pm
Film molto bello, ma non eccezionale. Rispetto a un capolavoro assoluto come “Forrest Gump” gli manca la capacità di calare lo spettatore nella drammatica e grandiosa storia del ’900 (la vicenda di Benjamin e Daisy la si potrebbe ambientare in qualsiasi epoca), anzi la parte più storica del film (la II Guerra Mondiale) è senz’altro la meno riuscita: combacia assai male col resto e presenta un grave errore (nel film il rimorchiatore di Benjamin va in guerra nel dicembre 1941, ma Murmansk, dove si trovava la nave, era zona di guerra fin dal giugno precedente. Né si capisce perché un piccolo rimorchiatore di New Orleans avesse dovuto attraversare l’oceano per lavorare nell’Unione Sovietica…)
06 Jan 2012, 11:42 pm
L’ho appena finito di guardare a canale 5 , un film davvero appassionante,commovente..triste e allegro nello stesso tempo,un film che fonde vita e morte..giovinezza e vecchiaia…dove l’amore nelle varie sue forme la fa da padrone. Un capolavoro…
22 Jan 2012, 5:36 pm
Non ho visto l’inizio, quindi non ho capito la storia dell’orologio che va al contrario. Perchè solo lui nasce vecchio?. Comunque mi è piaciuto ma non poi troppo, se era più corto era meglio. Qualcuno mi spiega l’inizio, quando si vede l’orologio che gira al contrario?. Grazie anna
24 Jan 2012, 2:29 pm
per favore se qualcuno mi risponde potete avvisarmi via mail? grazie anna