Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (2008) - Recensione

Cast: Harrison Ford, Cate Blanchett, Shia LaBeouf, Karen Allen, John Hurt
Regia: Steven Spielberg
Voto: 6/10



Indiana Jones viene richiamato in servizio! La grande icona del cinema d'avventura torna al centro della mischia dopo quasi vent'anni, ancora col volto dell'inossidabile Harrison Ford, energico sessantacinquenne dal carisma inalterato.
Purtroppo però, il film non riesce ad essere niente più che una gradevole rimpatriata...


Siamo nel 1957. Indiana Jones è sulle tracce di un reperto dagli straordinari poteri, il Teschio di Cristallo. Anche i militari russi lo cercano per ottenere il suo potere. Cominciano una ricerca e una battaglia senza quartiere, in cui compaiono nuovi e vecchi personaggi, in un susseguirsi di umorismo, azione e colpi di scena.



Il fenomeno Indiana Jones era chiuso in un cassetto da vent'anni ormai. Ma, come ogni fenomeno che si ritira quando è ancora all'apice della popolarità (e della qualità), aveva conservato intatta la sua magia.
Finchè questo nuovo capitolo non è sbarcato nei cinema di tutto il mondo, chiarendo il quadro clinico del mito: un film gradevole, Ford partecipe e ispirato, l'intramontabile tema di John Williams. E poco altro.
Senza stare a rimproverare chissà cosa ad un marchio che è sempre stato associato al puro intrattenimento, dispiace un po' constatare che Spielberg, Lucas e Ford abbiano perso l'occasione di usare questo quarto capitolo della saga per aggiungere qualche cosa, eccezion fatta per le sporadiche e divertenti battute sull'invecchiamento del protagonista. In effetti introdurre un pizzico di malinconia avrebbe potuto giovare un po' alla tridimensionalità del personaggio. Ma questo non è realmente un difetto.

Se mai a penalizzare il film è la debordante quantità di azione: infatti ad un primo tempo discretamente bilanciato tra rocambolesche imprese e scene più raccolte in cui si introduce anche il riuscito personaggio di Mutt Williams (Shia LaBeouf), segue un secondo segmento tracciato nella frenesia di sequenze completamente improbabili in cui la componente dialogica perde via via terreno sino quasi a scomparire.
Di lieve disturbo è anche il massiccio utilizzo di computer grafica, troppo evidente e a volte poco integrata con le immagini reali.
E se certe trovate dello script sono tanto divertenti da strappare un applauso (il modo in cui Indy e Mutt scatenano la rissa nel bar), altre girano semplicemente a vuoto (vedi il rapporto ritrovato tra Indy e la sua storica fiamma Marion, sperperato in schermaglie adolescenziali).
Buona la performance di Cate Blanchett nei panni della gelida Irina Spalko, insieme a Mutt l'altra significativa novità del film; bellissima anche la sequenza d'apertura nel deserto che, strizzando l'occhio ad
American Graffiti, introduce il rock'n'roll nel mondo di Indy (e non viceversa!): due miti a confronto.

Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo si configura quindi come un film piacevole, ma rimane la sensazione che avrebbe potuto dare molto di più con un sano
upgrade. Ma è anche verosimile che, per questo tipo di saga, l'unico upgrade possibile fosse quello compiuto, grazie anche al felice inserimento di Sean Connery, ne L'Ultima Crociata.


Borden






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Gremlins vs. PVR

Qualunque cosa succeda, tenete alla larga i Gremlins dal vostro videoregistratore. E' questo il suggerimento di un fan della celebre saga cinematografica sui diabolici mostriciattoli verdi, il quale ha creato un video per celebrare ancora una volta le gesta dei malvagi esserini.

In questa simpaticissima clip, vedrete i Gremlins invadere letteralmente la memoria di un videoregistratore Pvr (Personal Video Recorder) di nuova generazione, mandando in tilt l'hard-disk ed entrando in alcuni dei film registrati. Imperdibile.


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Sondaggio - I migliori film di Settembre

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Eh, sì. Sono molti i film lungamente attesi che sbarcano finalmente in sala nei prossimi giorni:

- Il nuovo film di X-Files, un'inquietante sortita nel soprannaturale che promette di non deludere i fan.

- Hancock, il burbero supereroe interpretato da Will Smith, forte della sua fisicità e del suo carisma.

- La scarcastica comicità dei fratelli Coen nel film Burn After Reading, protagonista un Clooney sornione e ammiccante.

- Le due leggende Al Pacino e Bob De Niro, finalmente appaiati sullo schermo per un'ora e mezza nel film Righteous Kill.

- Il film "outsider", Fireflies In the Garden, dramma semiautobiografico con Willem Defoe, Julia Roberts a Carrie-Anne Moss.

Sta a voi scegliere quale di questi film è il migliore!

Angier & Borden
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News - Di nuovo in affitto l'appartamento di Heath Ledger



Che il mercato immobiliare di New York fosse uno dei più “caldi” al mondo lo sapevamo già in molti. Che le sue spietate logiche finanziarie non si fermassero nemmeno davanti alla morte – cercando anzi di sfruttarla come espediente per alzare il prezzo dell’immobile – è tuttavia una notizia che creerà un certo disagio anche nei più cinici osservatori della natura umana.

Specialmente perché qui non si parla di una morte qualunque: l’appartamento di Soho, Manhattan, che l’agenzia Corcoran Group ha rimesso in affitto di recente è infatti quello in cui è stato trovato morto, nel gennaio scorso, il noto attore Heath Ledger, già entrato nella leggenda per la sua indimenticabile performance nel film “Il Cavaliere Oscuro”.

Ledger è stato trovato cadavere nel suo letto da una domestica che ha successivamente contattato la polizia. Le indagini ufficiali, conclusesi ai primi di agosto, hanno stabilito che l’attore australiano è deceduto in seguito a un’overdose accidentale di Oxycotin e Vicodin, due potenti antidolorifici che Ledger stava assumendo in quel periodo.

Nonostante l’archiviazione, restano in sospeso alcuni interrogativi riguardo al ruolo avuto nella vicenda dall’attrice Mary Kate Olsen, che alcune voci di corridoio indicavano essere legata sentimentalmente all’attore proprio in quel periodo. Le prime indagini degli inquirenti hanno infatti rivelato che la domestica ha effettuato ben tre chiamate alla Olsen prima di avvisare la polizia.

Una quarta e ultima chiamata è infine giunta all’attrice californiana dopo l’arrivo dei paramedici nell'appartamento di Ledger, cosa che pare l’abbia convinta a sguinzagliare immediatamente sul posto le sue guardie del corpo personali. Sospettata dagli investigatori di aver procurato a Ledger, con qualche sotterfugio, i farmaci che l’hanno ucciso, la Olsen ha poi chiesto l’immunità totale in cambio delle sue rivelazioni sul caso.

Adesso, l’appartamento che Ledger aveva occupato nel settembre 2007, dopo aver terminato le riprese del film "Il Cavaliere Oscuro", è disponibile in affitto a un prezzo di 4000 dollari superiore rispetto a quello originale. Segno che c’è chi ritiene di poter monetizzare persino la morte di una celebrità.

A noi cinefili resta il rimpianto per la perdita di un grande attore che col tempo avrebbe potuto entrare nell’Olimpo dei grandi, e che invece indosserà per sempre il malinconico, disperato ghigno del Joker.

Angier



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I Padroni della Notte (2008) - Recensione

Cast: Joaquin Phoenix, Mark Wahlberg, Robert Duvall, Eva Mendes
Regista: James Gray
Voto: 8/10



Tra i film appartenenti all’ultima ondata made in Usa volta a celebrare il “duro lavoro” del poliziotto, quello di James Gray è senza dubbio uno dei migliori. Pur dovendo fare i conti con una lunga tradizione cinematografica che parte dai classici di Scorsese, Coppola e Friedkin per arrivare a successi più recenti come l’immenso “The Departed” e il discreto “American Gangster”, il film brilla per la sua compattezza e per la magistrale interpretazione dei tre protagonisti.

Mark Wahlberg e Joaquin Phoenix interpretano rispettivamente due fratelli che vivono su sponde opposte della legalità: il primo è un giovane capitano di polizia che comanda una squadra anti-narcotici nella New York di fine anni ’80, mentre il secondo è uno scapestrato viveur che campa dirigendo un club di periferia in cui la droga scorre a fiumi. A vegliare sui due il padre, vice-capo della polizia di New York, interpretato da Robert Duvall, attore al quale basta uno sguardo per infondere rispetto e reverenza nel pubblico in sala. Completa il cast la bella Eva Mendes, la quale riesce a offrire una buona performance pur essendo costretta in un ruolo puramente decorativo, cosa non insolita in questo genere di film.

Partendo da queste premesse, il film sale gradualmente di ritmo per poi colpire all’improvviso lo spettatore in pieno stomaco: merito di alcuni colpi di scena ben calibrati e supportati da una regia di alto livello, capace di miscelare inseguimenti adrenalinici in cui lo spettatore rimane col fiato sospeso e amari scorci che rivelano una New York torbida e decadente, fatta di oscuri magazzini e squallidi condomini dove il narcotraffico regna indisturbato.

Mark Wahlberg è bravo nel confezionare un’interpretazione cupa e austera come non avevamo mai visto, quasi a significare l’abisso senza speranza in cui precipita inevitabilmente chi ha a che fare tutti i giorni con la malavita. Spicca nettamente Joaquin Phoenix, la cui recitazione strepitosa dimostra ancora una volta l’enorme potenziale espressivo dell’attore di origini portoricane. Per lui, l’Oscar sembra ormai una semplice formalità. Da segnalare anche la splendida sequenza di foto in bianco e nero di Leonard Freed che apre il film, scatti nei quali lo spettatore attento individuerà la spiegazione del titolo originale della pellicola: “We Own The Night”.

Angier



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Il Cavaliere Oscuro (2008) - Recensione

Cast: Christian Bale, Michael Caine, Heath Ledger, Gary oldman, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman
Regista: Christopher Nolan
Voto: 10




E cominciamo bene. Con questo cinema epico e visceralmente urbano che Chris Nolan ci presenta in gran spolvero. Una pellicola, questo Cavaliere Oscuro (ma quanto suona meglio l'originale The Dark Knight!), che riesce a brillare nei colori lividi e nelle tenebre.

Sempre loro, i buoni e i cattivi, impegnati nel solito balletto letale. Sì, i buoni e i cattivi. Perchè se è vero che questo masterpiece ce li mostra sfumati come non mai, è anche vero che Batman è un eroe e Joker un terrificante villain, fuori da ogni dubbio. E poi gli altri due protagonisti, questa volta "in borghese", il procuratore Harvey Dent e il tenente Jim Gordon. E poi la mafia, la polizia corrotta, le autorità e Gotham City stessa. In questo film c'è tutto, e tutto è fatto bene.

Potremmo parlare molto della maestria registica, fatta molto spesso di soluzioni essenziali dagli effetti ustionanti (la sequenza di Joker che si sporge dal finestrino della macchina senza effetti sonori se non quella inquietante, bassissima nota); o della maiuscola prestazione del cast; ma su questo hanno scritto già tanto.

Una tragedia (concordo con chi l'ha definito non adatto ai bambini) dalla sceneggiatura brillante, una sequela di colpi di scena, un'azione sempre elegante che conferisce ritmo al film ma non lo esaurisce, dialoghi pregnanti che indagano la densa umanità di questi personaggi "di carta" fino a farli balzare fuori dallo schermo. E un rogo di tanti clichè del genere (ma ha un genere solo?).

E il film non finisce, pur godendo di piena autonomia da prequel ed eventuali sequel, spinto da una propulsione narrativa che lo carica di una forza inerziale destinata a durare ben oltre i titoli di coda. In questo Nolan si distingue come pregiato narratore oltre che talentuoso regista, rivelandosi il vero "Due Facce" della situazione, sempre in sapiente equilibrio su una sceneggiatura che, se anche in certi passaggi rubacchia qualcosa in termini di logica e plausibilità, restituisce poi quattro volte tanto in pathos e composta spettacolarità.

Il film reca bene impressa la firma di Nolan, rintracciabile anche in alcuni rimandi a "The Prestige", quali il moltiplicarsi dei personaggi e delle maschere, un Joker sinistro prestigiatore (alla riunione coi boss) e in generale il quadro fosco, pessimista ma non compiaciuto dell'umanità in senso lato presentato in entrambe le pellicole.

In conclusione, un grande film.

Borden




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...le doverose presentazioni...



Un altro blog sul cinema?

No, tranquilli. Non proprio, per lo meno.

Se mai, pensate a due tizi che allestiscono questo spazio web come una “stanza dei giochi” per parlare di cinema, anzi dell’emozione del cinema, con un approccio personale e non enciclopedico, disquisendo di film, attori e autori che significano qualcosa per loro.


Nessuna presunzione, solo il desiderio di creare qualcosa di piacevole raggiungendo quel luogo straordinario e non fittizio dove amare un film vuol dire anche esserne un intenditore.

Lo faremo attraverso mezzi consueti come le recensioni, le news e altro, lungo percorsi liberi, trasversali e addirittura caotici; prenderemo questi giochi, i film, e li metteremo in disordine, scuotendo la polvere e trattandoli come oggetti di uso quotidiano più che cimeli da bacheca. E cercheremo (promesso!) ogni volta di rimettere tutto a posto.


In questo contesto informale vi potrete inserire anche voi, grazie ai commenti che attendiamo con ansia, nella speranza di mantenere sempre un clima costruttivo.

Allora…benvenuti!


Angier & Borden


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