Nolan ha scelto la strada per il suo Superman, mentre procedono i lavori sul terzo Batman



Fonte: Los Angeles Times

In contrasto aperto con la smentita di qualche settimana fa di Diane Nelson, presidentessa della DC Comics, ecco le novità che Christopher Nolan ha rivelato circa la sua gestione di Superman, oltre al fatto che il terzo film di Batman è in fase di stesura.
Inoltre la conferma che i mondi delle due icone dei comics non sono affatto collegati ma perfettamente autonomi...

Dopo la conferma che lo sceneggiatore ufficiale del prossimo Superman sarà David S. Goyer, suo collaboratore già nei due Batman, Nolan ha rivelato il metodo di approccio. "Un sacco di gente si è approcciata a Superman in un sacco di modi diversi. Io conosco solo il metodo che ha funzionato per noi, che so come portare avanti" ha dichiarato il regista inglese.

Quanto all'eventualità di un cross-over tra i due personaggi, in stile Marvel, sembra un'ipotesi alquanto improbabile visto che "ognuno [dei personaggi, ndr] serve la logica interna della storia. Non hanno nulla a che vedere l'uno con l'altro."
Il che mi sembra già una gran notizia.

Insomma, David Goyer in un momento in cui Batman 3 era fermo ad un punto morto, ha illustrato un certo tipo di idea riguardo Superman a Nolan, il quale ha avuto una folgorazione: "L'ho subito capita, mi è piaciuta e ho pensato: quello è un modo di approcciare alla storia che non ho mai visto prima e che la rende incredibilmente eccitante. [...] Ci stiamo cimentando in modo non diverso dal trovare una storia incredibile con cui la gente possa sentirsi coinvolta nello stesso modo in cui si sente coinvolta dai moderni film d'azione. Credo che l'approccio di David sia un modo molto valido di fare proprio questo." Nel frattempo, Nolan conferma che non sarà lui a dirigere Superman.

Puntuale arriva anche la conferma che il prossimo Batman è già in fase di scrittura, con Jonathan Nolan che sta scrivendo la sceneggiatura sulla base di una storia delineata dal fratello Christopher insieme con Goyer. "Mio fratello sta scrivendo una sceneggiatura per me e aspetteremo per vedere cosa ne esce. Sta lottando per farlo diventare la storia epica che voi volete che sia."

Nolan accenna qualcosa sull'"idea-chiave" che sta ispirando il lavoro. "Senza entrare troppo nei dettagli, il concetto chiave che rende il terzo film una grande opportunità per noi è che vogliamo finire la nostra storia, e nel vederlo come la fine della storia piuttosto che un continuo espanderla."

Quando poi si passa alla questione "villain", avviene una cosa curiosa. Interrogato circa le intenzioni di restare fedele alla linea "realistica" nella scelta degli antagonisti, Nolan si è limitato a "scuotere la testa". Senza cercare di interpretare troppo, mi sarei aspettato una risposta meno criptica. Ma tant'è. L'unica certezza è che non si tratterà di Mr. Freeze!

Questi i dati sensibili. Comunque, non dobbiamo aspettarci una release del film sull'Uomo d'Acciaio prima del 2012-2013. Fino ad allora usciranno miliardi di notizie, e sicuramente avremo modo di parlare ancora di questi progetti.

Borden

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Addio a Corey Haim, eterno "lost boy" di Hollywood



di Angier



"Dai, restiamo fuori stanotte
Non riesco proprio a fermarmi,
Non riesco proprio a fermarmi,
Ooh, ragazza mia, ho detto Ooh
Che ti è successo, Corey Haim, amico mio?"


Chi ha già visto Ragazzi Perduti, d’ora in poi lo riguarderà con occhi diversi e con un misto di malinconia a amarezza in più. Chi non ha mai visto questo cult-movie di Joel Schumacher, potrà recuperarlo in dvd e farsi un’idea di chi era Corey Haim, attore morto questa mattina all’età di 38 anni.

La causa della morte è odiosamente prevedibile: un’overdose (accidentale, pare) di medicinali. Haim è stato rinvenuto dalla madre in stato di incoscienza nel suo appartamento di Burbank, California. La polizia è sopraggiunta alle 3,30 del mattino di oggi (ora locale) in seguito alla chiamata e, secondo le ricostruzioni, Haim è stato trasportato in ospedale dove non c’è stato nulla da fare se non dichiarare il decesso, circa 8 minuti dopo.

La polizia ha avviato un’inchiesta per far luce sull’accaduto. Secondo il sito Tmz infatti, accanto al corpo di Haim sono stati trovati diversi flaconcini di medicinali da prescrizione. La stessa madre avrebbe confermato che il figlio aveva ingaggiato negli ultimi anni una vera lotta con la dipendenza da questi farmaci.

Nella sua ricostruzione dei fatti, Tmz riferisce che di recente Haim aveva avuto sintomi influenzali, precisando però che i flaconcini trovati non rientrano nella gamma di medicine utilizzate per curare quei sintomi. Tutto questo sarà ora materia di investigazioni e accertamenti, nel frattempo Hollywood prende atto di un'altra tragedia capitata a "uno dei suoi", ennesimo nome di una lunga lista di attori "giocati" da una fama volubile traditrice (i primi paragoni che vengono in mente sono con Brad Renfro e Jonathan Brandis).

Corey Haim è stato protagonista di quella scena – un po’ frivola per molti versi irripetibile – degli anni ’80, quella che ricorderemo per molti film del Brat Pack, la stessa che viene naturale associare a concetti come il trionfo dell’apparenza e delle mode passeggere, il lusso esibito e il conseguente clima di indolenza e apatia spirituale magnificamente descritto nei romanzi di Bret Easton Ellis.

Dopo essersi fatto notare con diverse commediole per ragazzi nei primi ’80, Haim ha agguantato un ruolo da protagonista in un piccolo cult-horror: Unico indizio la luna piena, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King. Ma il suo film simbolo – come Belli e dannati lo è stato per River Phoenix – è senza dubbio Ragazzi perduti, nel quale interpreta il ruolo di un giovane vampiro (ma non figuratevi una robetta in stile Twilight, il film di cui parlo è fatto di ben altra pasta) al fianco di Jason Patric e Kiefer Sutherland.

Negli anni ’90, per lui come per molti attori simbolo del decennio precedente le cose si sono fatte più difficili. L’edonismo, i capricci e il pensiero fortemente estetizzante degli ’80 erano finiti: il mondo stava abbracciando il ruvido magnetismo del grunge e dell’indie-rock.

Nel caso di Haim, a tutto questo si è aggiunta una pesante dipendenza da sostanze ("Penso di essere assuefatto praticamente a qualsiasi cosa. Cioè, devo essere molto attento finchè questa cosa va avanti, ragion per cui ho un gruppo di supporto che mi gira parecchio intorno" avrebbe confidato diversi anni dopo ai microfoni di un talk-show televisivo) che non gli ha certo facilitato la carriera.

L'attore si è così barcamenato tra qualche ruolo discreto ma di nicchia, Prayer of the Rollerboys, e un’infinità di film usciti direttamente in home video. Una bella traversata del deserto che basterebbe a cancellare permanentemente dai registri di Hollywood molti attori.

Eppure, gli anni 2000 sono sembrati offrire qualche opportunità in più a un Corey sempre più desideroso di rilanciarsi nell’industria cinematografica. Sarà per il carattere così irrequieto di questo decennio e per il suo frenetico rimestare nella cultura pop degli ultimi 30-50 anni, di colpo essere un ex divo degli ’80 non sembrava più così vergognoso.

Prima tappa del rilancio di Haim è stata la partecipazione a un reality messo in piedi assieme a un altro Corey: Corey Feldman, altro protagonista degli anni ’80, volto noto di tantissimi film dai Goonies a Stand by me (e anche Ragazzi perduti). Lo show è andato benino è Haim ha conquistato anche un paio di premi, ma dopo due stagioni è stato interrotto a causa di screzi tra i due Corey (dovuti, sembrerebbe, a problemi di Haim con la dipendenza da sostanze).

Da quel momento, gurdando gli eventi dalla prospettiva del presente, sembra successo tutto quanto incredibilmente in fretta. Haim ha preso parte - cambiando idea all'ultimo momento - a Lost Boys: Thirst, secondo sequel del film di Schumacher. Roba da pubblicazione direttamente in dvd, per intenderci.

Dopodichè, le cronache registrano soltanto ruoli in due o tre film, due dei quali previsti in uscita nel 2010. Troppo poco, per uno come Corey Haim. Uno che veniva dagli sfrenati anni '80, uno baciato fin da giovane dalla Dea del Successo: un bacio che però si è trasformato ben presto in un morso prosciugante e letale come quello dei vampiri che lui stesso ha impersonato - con grande efficacia - al cinema.

Ciao, Corey, eterno "lost boy" di Hollywood.

Angier

P.S. Per ricordarlo, ho scelto di inserire qui sotto il video di una splendida canzone - deliziosamente malinconica e molto poetica - che i Thrills gli hanno dedicato: Whatever happened to Corey Haim? Titolo più che esplicito: Che fine ha fatto Corey Haim?


The Thrills - WHATEVER HAPPENED TO COREY HAIM on MUZU


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Taylor Lautner potrebbe essere il nuovo "boy n the hood" di John Singleton



Con i suoi film, il regista John Singleton ha compiuto coraggiose ed efficaci esplorazioni del mondo giovanile, anche nei suoi aspetti più crudi: il suo folgorante esordio, Boyz ‘n the Hood, uscito nel 1992, era un lucido compendio di vita criminale adolescenziale in un quartiere difficile di Los Angeles....


Con esso, Singleton ha raggiunto un’immediata notorietà: additato dalla critica come il più genuino interprete dell’angoscia giovanile in circolazione, ottenne diverse candidature ai principali premi del cinema e si portò a casa diversi riconoscimenti (ma non gli Oscar, quell’anno fu Il silenzio degli innocenti a sbancare il casinò).

Dopo Boyz, Singleton ha continuato a scattare istantanee di vita dei giovani neri americani utilizzando come portavoce i loro idoli. Nel suo Poetic Justice spiccano, in qualità di protagonisti, Janet Jackson e il rapper Tupac Shakur.

Nel successivo Higher Learning ci sono Ice Cube e Busta Rhymes. Oggi, pur non avendo in programma film di forte denuncia sociale come ai vecchi tempi, Singleton sembra comunque interessato a coinvolgere nei suoi progetti una nuova generazione di giovani attori, perciò dove guardare se non tra le file del fenomeno giovanile per eccellenza: Twilight?

Per il film che si prepara a girare (le riprese dovrebbero cominciare in estate), Singleton sembra intenzionato a reclutare Taylor Lautner, il giovane sex symbol licantropo di New Moon. In realtà, esiste ancora una minima possibilità che altri registi in lizza per girare il film – uno su tutti Gary Fleder, autore del cult-movie Cosa fare a Denver quando sei morto – soffino l’affare a Singleton in extremis, ma il regista di Los Angeles sembra ben piazzato al posto di guida.

La pellicola in questione si chiama Abduction: parte come una storia di disagio adolescenziale ma poi si evolve in un thriller complottistico alla Bourne Identity. Autore della sceneggiatura è l’esordiente Shawn Christensen, il quale è riuscito a piazzare il suo script alla Lions Gate per la bellezza di un milione di dollari.

Bel colpo per una “matricola” di Hollywood. A questo punto sarà interessante vedere quale direzione imboccherà la parabola attoriale di Lautner. Finora, il 18enne del Michigan ha conquistato il cuore del pubblico femminile con la sua interpretazione di Jacob Black, personaggio che potremo vedere in azione il 30 giugno prossimo nel nuovo capitolo di Twilight, Eclipse.

Ma a livello di qualità attoriale, c’è da lavorare ancora moltissimo per tirare fuori un po’ di espressività dalla faccia di questo belloccio di provincia. Di certo, un po’ di studio alla scuola di Singleton, gli farà bene. E magari, il regista di Four Brothers riuscirà a fare di lui un duro, insegnandoli un pò di stile "old school" e rendendolo all'altezza di interpretare altre sue pellicole.


Angier


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Cristoph Waltz non sarà Freud nel nuovo film di Cronenberg. Al suo posto arriva Viggo Mortensen



Dopo lo splendido ruolo in Bastardi senza gloria e il meritatissimo Oscar che ne è seguito, alzi la mano chi non è curioso di vedere il grande Cristoph Waltz impegnato in un'altra parte di grande richiamo. La domanda è: riuscirà a superarsi? Sarà capace di confezionare una performance indimenticabile come quella dell’ormai leggendario Colonnello Landa alias Jew Hunter?

Ammettiamo una cosa: il rischio più grande, quando si interpreta un ruolo di così grande successo e divenuto un cult così in fretta, è che quella parte resti appiccicata per un pezzo all’attore, diventando ben presto una insopportabile zavorra piuttosto che un provvidenziale trampolino di lancio. E’ più o meno ciò che successe ad Anthony Perkins dopo Psycho.

La sua formidabile performance nei panni dello psicopatico omicida Norman Bates era stata la sua fortuna ma anche la sua maledizione, poiché da allora non riuscì più a scrollarsela di dosso. Per il grande pubblico Perkins era Norman Bates. Ciò lo limitò senza dubbio nella disponibilità di ruoli da portare sul grande schermo.

Ebbe comunque una carriera dignitosa, ma legata in gran parte a b-movie e comunque a film(-etti) di genere thriller/horror (tra i quali ben tre sequel, tutti malriusciti, di Psycho) nei quali recitava la parte del deviato e del pericoloso psicopatico, una stanca ripetizione del suo ruolo più celebre.

Naturalmente, la mia è soltanto una riflessione generica su alcune dinamiche che coinvolgono il mondo del cinema. Sono sicuro che Waltz saprà sfruttare al meglio la fama derivatagli da Bastardi senza gloria. A rendermene convinto è il fatto che si tratta di un attore maturo e di una persona di buon senso, umile, che ha fatto una lunga gavetta e portato avanti una carriera di spessore a teatro, prima di conoscere le luci della ribalta.

Ora, come è facile capire, Waltz ha l’agendina piena di appuntamenti e la segreteria intasata dalle proposte in arrivo da Hollywood, ma sembra intenzionato a fare le cose con calma, selezionando e vagliando ogni progetto.

E’ infatti di queste ore la notizia che ha rinunciato al ruolo di nientemeno che il padre della psicanalisi – Sigmund Freud (austriaco come lui) – nel film The Talking Cure di David Cronenberg.

La retromarcia di Waltz è motivato dal fatto che l’attore sarà impegnato sul set di Water for elephants, adattamento dell’acclamato romanzo storico di Sara Gruen. Ambientato durante la Grande Depressione, il libro narra la storia di un giovane segnato da una terribile disgrazia (i suoi genitori sono morti in un incidente stradale), determinato a studiare da veterinario fino al giorno in cui si imbatte per caso in un bizzarro e stralunato circo viaggiante, decidendo così di unirsi ai suoi membri. Il film, diretto da Francis Lawrence (Io sono leggenda) dovrebbe uscire nel 2011 e annovera nel cast anche Reese Whiterspoon e Robert Pattinson.

Sul set del film di Cronenberg, a rilevare la parte di Waltz sarà un attore di grande esperienza e carisma: Viggo Mortensen. A lui il compito dunque di impersonare una delle figure più importanti e contraddittorie del Novecento, mettendone in luce l’ambizione e le manie, le debolezze e la genialità. Per quanto riguarda Waltz, non vedo l'ora di rivederlo al cinema. Sono sicuro che avrà ancora moltissime occasioni per "fare un Bingo"!

Angier


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Notte degli Oscar 2010: il commento di Angier e Borden




L'Academy che osò sfidare Avatar e che fece un Bingo!!

Borden


Certo la partenza è stata fenomenale: la vittoria di Christoph Waltz, auspicata quasi all'unanimità, è stato il migliore avvio possibile della cerimonia, e mi ha subito galvanizzato con dei buoni presentimenti. Che in parte sono stati confermati, perchè è stato veramente bello vedere Avatar ridimensionato a dovere. Dai, la candidatura a miglior film era semplicemente scandalosa, come se i giurati lo avessero guardato con un occhio solo, altro che 3D.

Le poche vittorie tecniche invece sono meritate, ma effettivamente l'Academy ha avuto il merito di aver preso il toro per le corna e di aver rimesso il film di Cameron al posto che gli compete, credo che la considerazione per Avatar in futuro seguirà questa impronta revisionista.

Certo The Hurt Locker è stato veramente imbottito di premi in modo forse troppo "politico". Perchè al di là del suo indubbio valore di denuncia, il film in sè è piuttosto pesante e monotono. In particolare non capisco il premio alla sceneggiatura.

A queste considerazioni sono strettamente collegate altre su quelli che per me sono i due grandi sconfitti: Bastardi e Tra le Nuvole meritavano certo di più, ma non sono riusciti a giocare la parte del "terzo che gode" tra i due litiganti Cameron e Bigelow. In particolare Tra le Nuvole è andato alla battaglia con sei nomination, tutte piuttosto importanti, ed è tornato a mani vuote. Peccato.

Per quanto riguarda il folklore della serata, niente di particolarmente memorabile. Il red carpet si è segnalato per le interviste "a salve", la solita sfilata di abiti e frasi fatte. Un applauso a Ben Stiller per la sua micidiale gag in costume Na'Vi, mentre la conduzione di Steve Martin e Alec Baldwin non è stata così rilevante, essendo quasi un accessorio di uno show in realtà sempre molto corale. Direi che non ho altro da aggiungere. La notte degli oscar è finita, il cinema continua. Occhi avanti.

Borden


Strange Night al Kodak Theatre, la Bigelow cavalca l'onda e con Hurt Locker segna un grande Point Break...

Angier

Sono arrivati in un lampo e in un lampo se ne sono andati, consegnati alle pagine degli annali e ai capricci della memoria collettiva. Gli Academy Awards 2010 hanno riservato gradite conferme e molte sorprese in una notte come sempre intrisa della magia del cinema. Non la farò troppo lunga, dato che tanto si è già detto a destra e a manca. Ma lasciatemi fare un paio di velocissime considerazioni.

Sarà perché arrivano all’alba di un decennio appena nato, una nuova epoca che si preannuncia carica di sfide e pericoli, ma questi Oscar il loro appuntamento con la storia l’avevano prenotato già da un pezzo. E così è stato.

Kathryn Bigelow è la prima donna ad aggiudicarsi l’ambita statuetta in qualità di regista. Il suo Hurt Locker - film durissimo sulla guerra in Iraq e, più in generale, sull’attrazione perversa dell’uomo per la distruzione e sulla sua assuefazione al pericolo e agli orrori più inimmaginabili - ha fatto filotto conquistandosi i tre premi più ambiti: Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Originale, ai quali si aggiungono Miglior Montaggio, Miglior Sonoro e Miglior Montaggio Effetti Sonori.

Delusione dunque per l’ex marito di Kathryn Bigelow, James Cameron, in gara con il suo prodigio visivo Avatar che si è dovuto accontentare dei premi per la Miglior Fotografia (con l’italiano Mauro Fiore), Scenografia ed Effetti Visivi.
Chi insomma sperava in un riscatto morale per il genere fantascientifico – storicamente snobbato dall’Academy – si è dovuto rassegnare ad attendere la prossima occasione. Penso però che la bontà della "visione in avanti" di Cameron e il suo contributo di innovazione all'esperienza cinematografica, si vedranno e sentiranno anche in futuro. E poi, Cameron aveva già fatto jackpot con Titanic, poi di tutte quelle statuette che se ne fa?

La rivalsa di Hurt Locker su Avatar sa tanto di Davide vs. Golia: un film costato 11 milioni di dollari e che ne ha fruttati soltanto due in più, è riuscito a sbaragliare da una pellicola da 500 milioni di dollari che ne ha fatti incassare alla produzione oltre 2 miliardi e mezzo. La ragione principale di questo trionfo è il significato profondo di Hurt Locker, il suo coraggio – per molti indigesto – di scavare con lucidità nel nuovo Vietnam degli Usa.

Per il resto, gli Academy hanno offerto gran belle conferme di ciò che era dato per assodato: l’Oscar a Cristoph Waltz era quasi un dovere morale e noi di Split Screen siamo stati felicissimi di vedere l’attore austriaco salire sul palco, visibilmente toccato mentre cercava di mettere insieme due parole di ringraziamento. Grandissimo anche Jeff Bridges, il cui premio per il ruolo del cantautore country alcolizzato in Crazy Heart non è che il coronamento di una carriera di gran prestigio.

Peccato per il flop totale di Tra le nuvole, commedia malinconica e brillante che sarebbe stato bello vedere premiata almeno con una statuetta. Interessante il successo del film Precious e la premiazione di Mo'nique che ha conferito un certo "effetto Obama" a questa edizione degli Academy.

Scontato ma graditissimo il premio per il Miglior Film d'Animazione a Up, capolavoro struggente e vitalistico di John Lasseter & Co. Plauso anche a Sandra Bullock, premiata per Blind Side e ora ufficialmente nella storia per essere la prima attrice ad aver incassato nello stesso anno un Oscar e un Razzie. Paradiso e Inferno, tanto per non farsi mancare niente.

Lo show in sè, comunque, è risultato piuttosto sfilacciato e incostante: da un lato il troppo lungo e noioso rituale del red carpet, dall'altro la premiazione vera e propria che a tratti subiva brusche accelerazioni come se, passata una certa ora, il Kodak Theatre dovesse trasformarsi nel Titty Twister di Dal Tramonto all'Alba e tutti gli attori e registi in vampiri assetati di sangue. Non sono mancati comunque i momenti divertenti, su tutti la comparsa di Ben Stiller in perfetta tenuta da Na'vi. Bravi, istrionici e mattatori - ma anche pesantemente sottoutilizzati - i due presentatori Alec Baldwin e Steve Martin. Che dire gente, anche quest'anno gli Oscar sono passati. Non resta che attendere l'anno prossimo per la solita fugace ma entusiasmante doccia di stelle. Noi di Split Screen ci saremo. E voi?

Angier


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Speciale 2010: Le due facce degli Oscar



Da questo momento in poi mettete in conto di sorbirvi alcuni pensieri in ordine sparso su quello che sta per accadere al Kodak Theater di Los Angeles. Tra poco cominceranno a piovere statuette, e noi di Split Screen vogliamo esserci assolutamente, con voi. Quindi, se volete, restate qui e fumatevi gli Oscar 2010. Noi saremo il vostro filtro. I vostri occhi e le vostre orecchie. Live blogging in diretta, solo per voi, ma come vogliamo noi. Cominciamo.


ELENCO VINCITORI ACADEMY AWARDS 2010

Miglior film
The Hurt Locker

Miglior regia
Kathryn Bigelow per The Hurt Locker

Miglior attore protagonista
Jeff Bridges per Crazy Heart

Miglior attrice protagonista
Sandra Bullock per The Blind Side

Miglior attore non protagonista
Christoph Waltz per Bastardi senza gloria

Miglior attrice non protagonista
Mo'Nique per Precious

Miglior sceneggiatura originale
Marc Boal per The Hurt Locker

Miglior sceneggiatura non originale
Geoffrey Fletcher per Precious

Miglior film d'animazione
Up

Miglior film straniero
El secreto de sus ojos (Argentina)

Miglior documentario
The Cove

Miglior scenografia
Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar

Miglior fotografia
Mauro Fiore per Avatar

Migliori costumi
Sandy Powell per The Young Victoria

Miglior montaggio
Bob Murawski e Chris Innis per The Hurt Locker

Miglior trucco
Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek

Miglior colonna sonora
Michael Giacchino per Up

Miglior canzone originale
Ryan Bingham e T-Bone Burnett "The Weary Kind (theme from Crazy Heart)" per Crazy Heart

Miglior sonoro
Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The Hurt Locker

Miglior montaggio effetti sonori
The Hurt Locker

Migliori effetti visivi
Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones per Avatar






2. 30 - FUOCO ALLE POLVERI, PARTE LA CERIMONIA UFFICIALE!

Ad aprire l'82ma edizione degli Academy Awards è, in puro stile Hollywood, una vibrante e ritmata danza di tip-tap interpretata da Patrick Harris. A seguire, fanno finalmente il loro ingresso sul palco i due maestri delle cerimonie di questa lunga, pirotecnica nottata: Steve Martin e Alec Baldwin!

Stupenda ed esilarante la formula di presentazione scelta dai due: mentre Alec Baldwin si dilunga in formule di cortesia e toni ossequiosi nel presentare Steve Martin, questi presenta il collega dicendo semplicemente "è questo è Alec Baldwin...".

2.43 - GLI OSPITI SONO SERVITI

Con pochi, rapidi tocchi di puro avanspettacolo, Baldwin e Martin si passano la palla presentando tutti i principali concorrenti in gara...Clooney, Cameron, Bigelow, Damon e tutti gli altri big...


2.45 - ASSEGNAZIONE DEL PREMIO COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Nervi tesi per l'annuncio dei candidati all'Oscar come miglior attore non protagonista...tra pochi secondi sapremo chi la spunterà!


2.48 - CRISTOPH WALTZ E' IL VINCITORE DELL'OSCAR PER IL MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Il colonnello Landa HA FATTON UN BINGO!!!

L'attore è salito sul palco visibilmente emozionato per quello che è sicuramente il culmine di 30 anni di carriera passati per lo più nelle retrovie dell'industria cinematografica. Tanti ringraziamenti, in primis verso Tarantino e tutti quelli che hanno reso possibile la realizzazione di questa impresa. Grande Cristoph, noi di Split Screen abbiamo sempre creduto in te!!!


2.55 - ECCO ARRIVARE AL GRAN GALOPPO IL PREMIO PER IL MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE

Cameron Diaz e Steve Carrell presentano i candidati all'Oscar nella categoria che una volta era conosciuta col nome un pò ingenuo di "cartoni animati"...Coraline, the Fantastic Mr. Fox, La principesa e il ranocchio, the secret of Kells, Up.

2.59 - UP SI PORTA A CASA LA STATUETTA NELLA CATEGORIA "FILM D'ANIMAZIONE"

La commovente parabola raccontata da John Lasseter & Co. viene premiata con l'Academy Awards...che dire: finora, qui a Split Screen è tutto roseo come nelle nostre migliori previsioni!


3.02 - ARRIVA IL PREMIO PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE

La musica è protagonista al Kodak Theatre. I nominati sono: nomination per la miglior canzone originale:

- Almost There (La principessa e il ranocchio)
- Down in New Orleans (La principessa e il ranocchio)
- Loin de Paname (Paris 36)
- Take it All (Nine)
- The Weary Kind (Crazy Heart)



Vince proprio The Weary Kind!!!


3. 10 E' LA VOLTA DEL PREMIO PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Presentano Robert Downey Jr. e Tina Fey.


3.15 - MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE A THE HURT LOCKER!

Mark Boal
si aggiudica la statuetta. Potrebbe essere un segno tangibile che il film della Bigelow è destinato a fare jackpot...


3.22 - STANDING OVATION PER JOHN HUGHES, STORICO MAESTRO DELLA COMMEDIA AMERICANA ANNI '80

Il cineasta noto per aver lanciato il "brat pack", recentemente scomparso, è stato omaggiato da un intenso filmato che raccoglieva tutte le sue principali pellicole


3.33 - PREMIO COME MIGLIOR CORTOMEGRAGGIO D'ANIMAZIONE A LOGORAMA


3.41 - DELUSIONE PER L'ITALIA, IL VINCITORE DEL PREMIO COME MIGLIOR MAKE UP E' STAR TREK


3.47 - DOCCIA FREDDA PER IL FAVORITO "TRA LE NUVOLE", A PORTARSI A CASA IL PREMIO PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E' PRECIOUS...




OSCAR 2010 - IL RED CARPET


0.08 - PRIME STAR SUL TAPPETO ROSSO

Il red carpet comincia ad animarsi, le prime star stanno sfilando davanti alle telecamere concedendosi alle domande dei giornalisti- Anna Kendrick è parsa abbastanza nervosa ed emozionata. Ha dichiarato di essere una cinefila accanita ("Guardo oltre 1000 film all'anno") e, proprio per questo, di non credere ancora che qualcuno abbia avuto abbastanza fiducia in lei da candidarla agli Oscar...vedremo se avrà modo di sorprendersi ancora di più o le rimarrà soltanto questo bel ricordo...

0.17 - SAM WORTHINGTON: "BASTA CON AVATAR!"

Sam Worthington non casca nella trappola dello spot e sdrammatizza, alla domanda "Cosa vorresti dire a chi non ha ancora visto Avatar?" lui risponde che non ne può più di vedere sè stesso. Un grande.

0.34 - SANDRA BULLOCK HA GIA' L'OSCAR TRA LE MANI SECONDO I SONDAGGI

Un sondaggio del sito Ontheredcarpet.com conferma la stra-pole position della Bullock nella corsa alla statuetta dorata. 67% la sua percentuale di vittoria probabile. Stacca nettamente le altre concorrenti che oscillano tra il 15-17% fino raggiungere il misero 1% con Helen Mirren, che però ha già sulla mensola di casa un Academy Award (per The Queen).

0.45 - SIGOURNEY WEAVER E...LANDA!

Sigourney Weaver continua a macinare film: quattro progetti in uscita nel 2010 e due ancora da girare. Christoph Waltz rivela di avere alle spalle 32-33 anni di gavetta! Questo per tutti quelli che lo credono ancora un esordiente...

0.50 - JEREMY RENNER SUL CARPET CON LA MAMMA: "RINGRAZIO SOLDATI USA"

L'attore candidato all'Oscar come protagonista per il ruolo dell'artificiere "drogato di pericolo" in Hurt Locker appare sul tappeto rosso accompagnato da nientemeno che la propria mamma. Visibilmente emozionato, spiega all'intervistatore di essere pronto a cogliere qualunque ruolo interessante e nuovo Hollywood gli proponga. E nel parlare di Hurt Locker, rivolge un pensiero ai soldati americani impegnati sui fronti "caldi": "So che ci sono molti soldati che mi guardano. Desidero ringraziarli per il loro servizio".

1.01 - SANDRA BULLOCK

La Bullock si sente molto fortunata e pensa che tutti dovrebbero rendersi conto di che fortuna sia essere lì.

1.06 - VERA FARMIGA

La Farmiga ha appena finito di girare una commedia romantica. Tra le Nuvole è stato per lei un viaggio magnifico con un carissimo amico. Brava Vera.

1.13 - RYAN REYNOLDS

Mr. Johansson ha elogiato la Bullock, e ci ha piazzato pure il battutone.

1.20 - Clooney percorre la recinzione a firmare autografi in lungo e in largo.

1.26 - Commento impegnato di Clooney per Haiti. Rispondere è cortesia.


1. 37 - Matt Damon e la moglie Luciana sfilano sotto i riflettori. Matt si dice contento di essere al Kodak Theatre con un film come quello fatto con Clint Eastwood. Per il resto, un paio di frasi di circostanza e chiude la ricetrasmittente. La moglie, interpellata dall'intervistatore, è impietrita dalla timidezza, e i due si allontanano verso altri lidi...

1.41 - Meryl Streep appare raggiante davanti alle telecamere. Forte di 13 nomination agli Oscar e due statuette incassate, ostenta sicurezza e fiducia: "E' stato meraviglioso interpretare Julie & Julia. Ed è stato bellissimo cucinare".

Poi, alla domanda dell'intervistatore se partecipare agli Oscar in qualità di nominata sia per lei una soddisfazione sufficiente, la Streep si comporta ironicamente da vecchia volpe del cinema: "Stai tornando all'età dei dinosauri, agli inizi del cinema. Non eri ancora nato quando io ho cominciato a recitare".

Segue il grande Jeff Bridges accompagnato dalla moglie, che a proposito di Crazy Heart e della relativa candidatura del marito, dice: "Mi sono divertita da morire, ho amato ogni minuto, è stato bellissimo vederlo così acclamato dai colleghi.

L'intervistatore chiede a Bridges se sia stanco di parlare del film, ma lui risponde: "Crazy Heart è un ottimo argomento, è uno dei miei film preferiti, sia da spettatore che da attore. E' il film con cui voglio festeggiare stasera. E alla domanda su cosa direbbe il padre se fosse presente, Jeff sorride e dice: "Probabilmente mi direbbe 'Bravo ragazzo, bravo, bravo'".

E' il momento di Tarantino. "E' bello che questo film abbia avuto fortuna, sono gratificato dopo tutto ciò che abbiamo fatto. E' una sorpresa piacevole per me" confida a proposito di Inglorious Basterds." Alla domanda se farebbe un altro film con George Clooney ecco cosa risponde: "Non so se faremo un altro film io e Clooney, il mio personaggio era morto in From Dusk Til Dawn, ma mi piacerebbe."

Infine, sul mitico colonnello Landa e sulla performance di Waltz, Tarantino spiega: "Quel personaggio è uno dei più grandi che ho mai scritto. Non sapevo se esistesse qualcuno in grado di interpretare quel ruolo, ma quando ho visto Cristoph ho capito che lui poteva farlo".

Si chiude così la prima parte della cerimonia di anticipazione, quella che precede il big show al Kodak Theatre. Stay tuned!

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